Cosa abbiamo vissuto al Santuario sabato 29 novembre:
Riflessioni e testimonianze sul cammino spirituale 
ispirato da Charles de Foucauld.

Una strada nel deserto

Riflessioni e testimonianze sul cammino spirituale

ispirato da Charles de Foucauld

La serata vissuta nel Santuario di Santa Maria Apparente il 29 novembre 2025 ha rappresentato un intenso momento di preghiera, riflessione e comunione, guidato dal tema “Aprirò una strada nel deserto” (Is 43,19). I partecipanti, raccolti nel silenzio e nella meditazione, sono stati accompagnati dalle parole della Scrittura e dalle testimonianze dei grandi testimoni del deserto: Charles de Foucauld, sorella Magdeleine di Gesù, Carlo Carretto, Arturo Paoli e Mauricio Silva.

Dopo una breve introduzione, la liturgia ha aperto il cuore dei presenti alla dimensione spirituale del deserto, luogo di ascolto e di rivelazione, dove il silenzio permette di incontrare Dio e sé stessi. I testi scelti hanno sottolineato come il deserto sia non solo uno spazio fisico, ma anche un cammino interiore, terreno fertile per la trasformazione personale e comunitaria.

Attraverso le parole di Charles de Foucauld, è emersa la chiamata a vivere una fraternità autentica, fatta di amicizia, accoglienza universale e delicatezza nei gesti quotidiani. La sua esperienza di “fratello universale” ha risuonato come invito a superare ogni barriera e a guardare ogni persona con lo sguardo di Dio, nella consapevolezza che siamo tutti figli amati. Le meditazioni di sorella Magdeleine di Gesù hanno incoraggiato ad affrontare le difficoltà con coraggio e a costruire relazioni nuove, radicate nell’amore evangelico e nella solidarietà con gli ultimi. Il suo esempio di “sorella universale” ha stimolato il gruppo a vivere immersi tra la gente, senza timore di mescolarsi e condividere la quotidianità. Carlo Carretto ha testimoniato la forza della preghiera contemplativa, invitando ciascuno a svuotarsi delle proprie idee e a mettersi poveri davanti a Dio, per ritrovare la pace e la gioia dell’incontro autentico. Ha invitato a superare il vittimismo e ad amare senza riserve, anche nelle difficoltà, imitando l’umiltà di Gesù e cercando sempre la pace del cuore. Arturo Paoli ha provocato una riflessione profonda sulla missione e sull’etica, invitando a vivere la fede nella giustizia e nell’amicizia vera con i poveri, mettendo al centro l’ascolto e la presenza tra gli ultimi, più che il culto o la ritualità. Il suo messaggio ha sollecitato a cercare Dio nei volti degli oppressi e a rinnovare la vita spirituale con responsabilità e semplicità. La preghiera di Mauricio Silva ha portato tutti a riconoscere la presenza di Dio nella quotidianità, anche nei momenti di fatica, di povertà e di solitudine. La sua testimonianza di fede vissuta tra gli emarginati di Buenos Aires ha ricordato il valore della speranza e della fiducia in Dio, soprattutto nelle prove.

La serata si è conclusa con la condivisione personale e la preghiera comune, arricchita dai salmi, dai cantici e dalle intercessioni che hanno unito i presenti in una profonda comunione spirituale. L’esperienza del deserto, vissuta insieme, ha lasciato in ognuno una traccia di luce e di forza, spingendo a portare nella vita quotidiana i semi di fraternità, di ascolto e di amore ricevuti. Questa serata ha testimoniato come il cammino nel deserto sia un invito alla trasformazione, all’incontro con il divino e con gli altri, e alla costruzione di una comunità dove la preghiera, la solidarietà e la condivisione diventano segni concreti di speranza e di pace.