Domenica 25 gennaio, abbiamo incontrato genitori, padrini e madrine del 3° anno di catechesi. Si è offerta la possibilità, dopo aver letto i numeri 21 e 22 della costituzione dogmatica “Dei Verbum” sulla divina rivelazione, di “prendere in mano” – era la 7a Domenica della Parola di Dio – alcune parabole del Vangelo di Luca. Si riporta la scheda consegnata.

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(3° ANNO DI CATECHESI)

Genitori, padrini e madrine … “alla scuola di Gesù”

(7a Domenica della Parola, 25 gennaio 2025)

Nel Vangelo di oggi ci è proposto Mt 4, 12-23. Gesù invita tutti alla conversione (“perché il regno dei cieli è vicino”), chiama a seguirlo (i primi discepoli lasciano tutto): insegna e opera guarigioni con la sua parola. La Parola ha molti effetti: risana, illumina e riscalda il cuore, dà forza e infonde sapienza, entrambe necessarie per fare le scelte giuste e anche per perseverare. Siccome seguire Gesù – come fece notare a Pietro – è “pensare secondo Dio e non secondo gli uomini” (cf. Mc 8, 27-33; Mt 16, 13-23; Lc 9, 18-22), dopo aver riflettuto sui Vangeli dell’infanzia (16 novembre), rileggiamo alcune parabole narrateci da Luca.

UNA PREMESSA

Non potendo parlare della traduzione in lingua italiana della Sacra Scrittura (la più recente dei vescovi è del 2008), leggiamo 2 numeri della Dei Verbum, costituzione dogmatica sulla divina rivelazione approvata dal concilio ecumenico Vaticano II il 18 novembre 1965:

«21. La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture e lo stesso Corpo del Signore, poiché, soprattutto nella sacra liturgia, non cessa di attingere dalla mensa sia della parola di Dio sia del corpo di Cristo il pane della vita e di offrirli ai fedeli. Le ha sempre avute e le ha, insieme con la sacra Tradizione, come regola suprema della sua fede, poiché, ispirate da Dio e conservate una volta per tutte per iscritto, comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare la voce dello Spirito Santo nelle parole dei Profeti e degli Apostoli. Pertanto, ogni predicazione ecclesiastica, come la stessa religione cristiana, deve essere nutrita e governata dalla Sacra Scrittura. Nei libri sacri, infatti, il Padre che è nei cieli con molta amorevolezza incontra i suoi figli e conversa con loro; e nella parola di Dio è contenuta tanta efficacia e potenza, che essa è sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa forza della fede, cibo dell’anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale. Per questo sono validissimi i detti sulla Sacra Scrittura: «La parola di Dio è viva ed efficace» (Eb 4, 12), «e ha il potere di edificare e di dare l’eredità a tutti coloro che sono santificati» ( At 20,32; cf. 1 Ts 2,13).

22. L’accesso alla Sacra Scrittura deve essere ampiamente aperto ai fedeli cristiani. Per questo motivo, la Chiesa fin dall’inizio ha adottato come propria la più antica versione greca dell’Antico Testamento, chiamata LXX; tiene però sempre in onore le altre versioni orientali e latine, specialmente quella che chiamano Vulgata. Poiché la parola di Dio deve essere accessibile in ogni momento, la Chiesa con materna sollecitudine provvede a che vengano scritte versioni adatte e corrette nelle diverse lingue, soprattutto dai testi originali dei Libri Sacri. Se, data l’opportunità e con l’approvazione dell’autorità della Chiesa, queste saranno preparate con sforzo comune, anche con i fratelli separati, potranno essere usate da tutti i cristiani» (numeri 21-22).

Ora ci dividiamo in gruppi di 4-5 persone; in 20-25 minuti ogni gruppo leggerà-analizzerà una delle parabole – il seminatore (Luca 8, 4-15); il buon Samaritano (Lc 10, 29-37); il figlio prodigo (Lc 15, 11-32); il fariseo e il pubblicano (Lc 18, 9-14) –; poi, in plenaria, raccoglieremo da alcuni genitori, padrini-madrine, quanto emerso.

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DUE AVVISI

Si consiglia di partecipare con l’oratorio al carnevale cittadino di Domenica 15 febbraio e si ricorda che nella mattinata di Domenica 15 marzo (in oratorio, dalle 9,30) avremo alcune ore di ritiro in preparazione al 31 maggi