COMUNICATO STAMPA

Festa “di famiglia” per don Emilio Rocchi,

sacerdote da 40 anni

CIVITANOVA MARCHE – Grandi emozioni e tanta gioia si sono vissute, domenica 4 ottobre,
nella parrocchia di Santa Maria Apparente: il parroco, don Emilio Rocchi, ha infatti festeggiato
l’importante traguardo dei quarant’anni di ordinazione sacerdotale, avvenuta esattamente il 28
settembre 1986 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E. Mons. Cleto
Bellucci nel santuario di Santa Maria a pié di Chienti (Montecosaro Scalo).
Durante la Messa delle 11.15, vista la felice coincidenza della celebrazione di due battesimi e di un
cinquantesimo di matrimonio, don Emilio ha sottolineato, riprendendo l’invito della lettera ai
Filippesi di “non angustiarsi per nulla”, il valore dell’apertura alla vita e della fedeltà all’amore. Il
sacerdote, che ha espresso una “immensa” gratitudine a Dio e alla Chiesa per il dono della
vocazione, ha calorosamente ringraziato anche la sua famiglia, rappresentata dai fratelli Giampiero
ed Eusebio e dalla sorella Orietta, che ha voluto anche accanto a sé sull’altare, prima della
benedizione finale. Ha rivolto un pensiero e una preghiera grata ai genitori Valentino e Annamaria,
entrambi defunti. Ringraziamenti particolarmente sentiti sono stati rivolti alla famiglia “allargata”
della parrocchia con cui don Emilio condivide le fatiche e le bellezze della vita quotidiana e del
cammino di fede.
Altro momento toccante, e divertente, è stato quando alcuni bambini che frequentano il catechismo
insieme a chi lo ha concluso, hanno letto un testo poetico sul parroco, a cui è stata regalata, poi, una
targa ricordo. La festa è continuata con un pranzo, in cui fratelli, parenti, amici e parrocchiani non
solo hanno avvolto di calore e affetto il “don”, ma hanno composto una vera famiglia, pronta a
superare (insieme) le contrarietà che derivano dalle diverse età e dalle differenti sensibilità.
Si è tornati ciascuno nelle proprie case con una rinnovata consapevolezza. Lo Spirito di Dio ci ha
resi veramente “un cuore e un’anima sola”. Si sono realizzate quelle condizioni che fanno vedere la
bellezza di essere popolo di fratelli e sorelle nel Signore. Speriamo che tutto questo si dilati
ovunque e generi una rinnovata “corrente” di vita fraterna nel nostro territorio e oltre.