Grande partecipazione e forte emozione hanno caratterizzato la serata di sabato 11 aprile 2026 al “teatrino” di Santa Maria Apparente di Civitanova Marche, dove si è svolta la presentazione del libro “L’esercito dei giusti. Una storia vera” di Roberta Spaccini, edito da Graus Edizioni. L’evento, dedicato alla memoria della piccola Desiré, ha rappresentato un momento intenso di riflessione sul valore della donazione e della solidarietà. A moderare l’incontro, la giornalista Marisa Colibazzi, che ha aperto la serata sottolineando come il tema della donazione rappresenti “una speranza concreta per chi sta male” e come queste storie siano “insegnamenti di vita che riguardano tutti”.
Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Carolina, la madre di Desiré, un “angelo” come la chiama lei, volato in Cielo ad appena un anno: la donna, più volte in lacrime, ha ripercorso il difficile cammino della figlia dalla diagnosi di leucemia fino al trapianto. “Chi è in quelle condizioni – ha sottolineato – non può far altro che sperare nel trapianto”. Il suo racconto ha evidenziato il valore fondamentale dei donatori, capaci di offrire speranza anche nei momenti più difficili: “per mia figlia è stata trovata una donatrice 39enne inglese. Dopo la mia esperienza sono diventata donatrice di midollo: un midollo completamente compatibile è purtroppo solo uno su 100.000”.
Protagonista della serata è stata naturalmente l’autrice Roberta Spaccini, che ha raccontato la genesi del libro nato dall’esperienza vissuta accanto al figlio quindicenne Giulio, affetto da aplasia midollare severa, e ad altri giovani pazienti. “Il titolo del libro si riferisce al fatto che si è idealmente in trincea, quando si è immunodepressi – ha spiegato –. Le persone in queste condizioni si devono difendere da forze estranee e il campo di battaglia è il corpo, una lotta silenziosa che richiede una forza enorme”. Nell’intervento ha anche evidenziato il valore delle relazioni nate in ospedale: “Si creano connessioni umane autentiche” e “questi ragazzi sono affamati di vita, con un coraggio straordinario”. Raccontando la storia del figlio, ha ricordato il momento più bello: “Quando ci hanno detto che c’era un donatore tedesco compatibile è stato come vedere una luce” e ha ribadito l’importanza della sensibilizzazione: “Più persone si iscrivono ad associazioni come l’ADMO, più possibilità di vita ci sono per i pazienti”.
Nel corso della serata ha portato la sua testimonianza anche Samantha Ciurlini, della Nazionale Italiana Pallavolo Trapiantati, che ha raccontato il suo percorso con parole cariche di gratitudine: “Ogni giorno è un regalo” e “senza un donatore oggi non sarei qui” e ha evidenziato come lo sport rappresenti una rinascita non solo fisica ma anche emotiva. Laura Baleani, della Nazionale Italiana Basket Trapiantati, ha poi sottolineato l’importanza della testimonianza: “Raccontare la nostra storia serve a far capire quanto sia importante donare” perché “anche un piccolo gesto può salvare una vita”. Laura, che con la Nazionale ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali di Dresda, il 18 agosto del 2025, ha detto di non avere più desideri da esprimere, perché in quell’occasione ha avuto anche la possibilità di incontrare il suo donatore, un ragazzo tedesco proprio di quella città.
Momenti di maggiore serenità, e anche di sorriso, ci sono stati grazie alle testimonianze di Gianmarco Governatori e Alfredo Ercoli, due amici di lunga data, ancora più uniti da giugno dello scorso anno, quando il primo ha ricevuto in dono una parte del fegato del secondo: si è trattato di un evento eccezionale di chirurgia robotica; il primo da vivente, almeno nei paesi occidentali, che è stato effettuato nel Policlinico di Modena. Ha sottolineato Gianmarco come queste esperienze uniscano le persone in modo profondo e duraturo. “Dallo scorso giugno lo siamo ancora di più, perché ora siamo legati da questo dono incommensurabile che abbiamo condiviso”, mentre con grande semplicità e generosità Alfredo, che non ha mai avuto paura né ripensamenti, ha affermato che “adesso sto bene, e questo è quello che conta davvero!”.
L’evento si è concluso con gli interventi di don Emilio Rocchi, “padrone di casa”, che ha sottolineato il valore straordinario della preghiera, sperimentato sulla sua pelle, dato che nove anni fa aveva avuto una diagnosi che gli prospettava massimo sei mesi di vita e tantissimi avevano pregato per lui, ma anche della testimonianza: “abbiamo il dovere di condividere queste esperienze, perché possono portare speranza a chi soffre”. Infine sono intervenuti i rappresentanti di ADMO Colline fermane, Avis comunale Civitanova Marche “Gino Ramovecchi”, AIDO intercomunale Civitanova Marche e Montecosaro, Ail Ancona-Macerata, organizzatori dell’evento, ripetendo che la donazione rappresenta un gesto di straordinaria umanità, capace di trasformare il dolore in speranza e di dare una seconda possibilità a chi lotta per la vita.
Questo evento si è svolto in prossimità della Giornata Nazionale per la Donazione di Organi e Tessuti, promossa dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Trapianti (domenica 19 aprile 2026), valorizzando l’incoraggiamento dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Conferenza Episcopale Italiana che ha suggerito di farsi promotori di momenti di sensibilizzazione sul tema della donazione, anche in collaborazione con le sezioni locali di AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule).
Simona Mengascini















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