Una settimana intensa, bellissima e coinvolgente: la festa di Santa Maria Apparente si è “chiusa” ieri sera con la processione che ha riportato la statua della Madonna e di Vico, il bambino a cui apparve nel 1411, dalla chiesa parrocchiale al Santuario e con le parole potenti di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano. Il sacerdote, arrivato nel pomeriggio, ha prima presieduto la Messa delle 19 e poi ha camminato nella notte con i fedeli della parrocchia per le strade del quartiere.

Una semplice croce apriva la processione, seguita dal carro con la statua della Madonna e dal corteo di quanti nel 31 maggio hanno ricevuto dall’Arcivescovo la Cresima e ricevuto per la prima volta la comunione eucaristica.

Durante il tragitto c’era silenzio e concentrazione nella preghiera, accompagnata dalla note della banda: un percorso sempre significativo e tanto partecipato che testimonia l’affetto di popolo per la Madonna e il suo legame con questa terra.

E proprio da questo legame speciale è partita la riflessione di don Maurizio. “La nostra eredità è magnifica. Siamo nati in una terra che è cristiana da duemila anni” ha ricordato. Tuttavia ha anche messo in guardia dal rischio dell’abitudine: “Quando noi ci abituiamo alle cose belle, è come se queste cose belle non ci parlassero più”.

Il sacerdote ha invitato tutti a riflettere sui doni più preziosi della vita: la salute, la famiglia, la libertà e la fede. Spesso, ha osservato, ci accorgiamo del loro valore solo quando non li abbiamo più. Per questo ha richiamato una verità fondamentale: “C’è una sola cosa per la quale per davvero vale la pena vivere: lo stupore, la meraviglia”.

Citando Chesterton, ha aggiunto che “il mondo di oggi perisce non per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia”. Il sacerdote ha dunque esortato i presenti a riconoscere la presenza di Dio nelle piccole cose di ogni giorno perché la vita stessa è un miracolo continuo. Per don Maurizio occorre guardare con gratitudine ogni gesto di bene, ogni amicizia, ogni carezza, ogni momento condiviso in famiglia. “Se io riesco a vedere la vita come un miracolo continuo, allora riesco a godere di tutte le piccole cose”, ha sottolineato.

Un passaggio particolarmente significativo è stato dedicato alla Madonna. Maria, ha spiegato, non trattiene mai l’attenzione su di sé, ma indica sempre suo Figlio. Richiamando l’episodio delle nozze di Cana, il sacerdote ha ripetuto più volte le parole che rappresentano il cuore del messaggio cristiano: “Fate quello che Gesù vi dirà”. Per far capire meglio il concetto don Maurizio, in un simpatico scambio di battute con i bambini presenti, li ha invitati ad alzare il braccio verso Maria e a rivolgersi sempre a Lei che ci indica la strada giusta per trovare la volontà di Dio su di noi.

Il sacerdote ha poi ricordato l’esempio di Giovanni Battista, definito da Gesù il più grande tra i nati da donna, e la voce stessa del Padre durante la Trasfigurazione. Tutte queste testimonianze convergono verso un unico invito: ascoltare Gesù e fidarsi della sua parola.

Il parroco di Caivano ha poi incoraggiato famiglie, genitori e nonni a tenere sempre vicino il Vangelo, in ogni stanza della casa, nelle borsette e negli zaini e a leggerne ogni giorno almeno qualche versetto. In mezzo alle innumerevoli parole che riempiono le nostre giornate, la Parola di Dio resta una guida sicura perché è “parola di vita eterna”. E facendo riferimento proprio al Vangelo della scorsa domenica, in cui Gesù mostra compassione verso le folle, don Maurizio ha ricordato che il Signore non è un giudice distante, ma un Padre che condivide le sofferenze dei suoi figli.

Con grande delicatezza ha parlato del dolore di chi perde una persona cara, sottolineando che la vera consolazione nasce dalla certezza che Cristo porta con noi il peso delle nostre lacrime.

Il messaggio finale è stato rivolto in particolare ai più giovani: chi desidera essere felice, compiere il bene e costruire una vita bella deve imparare ad ascoltare il Signore.

La strada indicata è semplice e concreta: custodire lo stupore, leggere il Vangelo, affidarsi alla Madonna e vivere ogni giorno secondo l’insegnamento di Gesù.

Solo così, ha concluso il sacerdote, “avremo fatto centro”.

Ci ha colpito quando, alla conclusione ci ha chiesto di poter fare uan foto e mandarla ai parrochiani che molte volte gli chiedono dove vada…

Nel cuore di alcuni è sorto un desiderio. E se l’anno prossimo fossimo noi disposti ad andare a Caivano? Potrebbe essere l’occasione per condividere anche con i fedeli del luogo ciò che abbiamo imparato in questo anno grazie alla coinvolgente, entusismante e accattivante testimonianza del loro parroco…

Simona Mengascini