Commemorazione del 29 giugno 1944: la Liberazione di Civitanova passò dal fiume Chienti
Il territorio della nostra parrocchia è custode di una storia secolare, che di solito si identifica con il Santuario di Santa Maria Apparente. Ma le nostre campagne, che sono attraversate dal fiume Chienti, sono state anche teatro di una storia più recente relativa alla seconda Guerra mondiale. Il fiume infatti divideva gli alleati, che avanzavano da sud, dai tedeschi occupanti: il 29 giugno del 1944 è consegnata agli annali come data della liberazione di Civitanova Marche, grazie al reggimento polacco “Lancieri dei Carpazi”, che riuscì a passare il fiume. Purtroppo un soldato polacco perse la vita a causa di una mina e su un albero in riva al fiume è posta una targa che ricorda questo sacrificio. Stamattina è stata organizzata la commemorazione dalla Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con l’ANPI locale, la Provincia di Macerata, le associazioni combattentistiche e d’arma ed è stata deposta una corona di alloro sotto la targa che ricorda l’evento. Erano presenti il vice sindaco Claudio Morresi, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, George Dernowski, figlio di un soldato polacco che contribuì alla liberazione del nostro territorio, alcuni rappresentanti dell’ANPI e le autorità militari.
Morresi e Pollastrelli hanno a loro volta ricordato l’importanza della lotta di liberazione dal nazifascismo, momento costitutivo del nostro Paese, sottolineando come la memoria condivisa può essere la base per una politica che non guarda solo al bene comune della propria “parte” ma a quello di tutti i cittadini. Il parroco, don Emilio Rocchi, poi, prima di benedire la corona, ha sottolineato l’importanza di momenti come questi in cui si celebrano, insieme, “memoria e gratitudine”, per un passato che ci appare lontano, rispetto a un oggi e a nuove guerre che ci travolgono, ma che è importante ricordare, insieme al sacrificio di una giovane vita, perché quel passato e quel sacrificio ci hanno dato il benessere e la libertà di cui ora godiamo. Un bel momento insomma, che poi è proseguito a Civitanova Alta, presso il ponte degli Angeli, dove passarono i mezzi corazzati delle truppe alleate che poi proseguirono lungo la Provinciale per andare a liberare i comuni dei dintorni e a piazza Gramsci, al centro di Civitanova, dove è posta la lapide che ricorda la Liberazione della città.
Simona Mengascini






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