Domenica 8 gennaio, festa del Battesimo del Signore, ho incontrato per la terza volta i genitori del 3° anno di catechesi. Si è riflettuto su vita e missione della comunità. Perché abbiamo bisogno di ambienti e momenti dove ci si ascolti, ci si aiuti, si giochi, si preghi, si soffra insieme, ci si corregga: è la vita delle comunità descritte dagli Atti degli Apostoli. Perché come ha detto ha detto Francesco nella catechesi dell’udienza generale del 4 gennaio 2023: «… è indispensabile essere inseriti in una comunità in cammino. Non siamo soli, siamo gente di un popolo, di una nazione, di una città che cammina, di una Chiesa, di una parrocchia, di questo gruppo … una comunità in cammino. Non si va al Signore da soli: questo non va». Di seguito, in piccoli gruppi tra le persone vicine si è dialogato rispondendo a due domande: È importante per te, per voi, la comunità? Gli altri se ne accorgono? In allegato la paginetta consegnata ai presenti.

 

Santa Maria Apparente

GENITORI 3° ANNO DI CATECHESI

TERZO INCONTRO – Vita e missione della comunità cristiana

8 gennaio 2023

 

Dopo aver dialogato sul sacramento della PENITENZA così da poter preparare i figli e figlie alla sua celebrazione il prossimo 25 febbraio e aver partecipato genitori, padrini e madrine alla Messa della 4a Domenica di Avvento (18 dicembre), seguita da una riunione, oggi, festa del Battesimo del Signore, abbiamo un terzo momento per riflettere sulla vita e missione della comunità. Quanto di più distante da chi esalta il single, non vedendo negli altri, fratelli e sorelle insostituibili e non solo necessari.

 

Il Figlio Unigenito e la vita comunitaria.

Il Figlio di Dio è divenuto uomo, assumendo un corpo e un’anima e ricevendo il nome di Gesù, 8 giorni dopo la nascita (cf. Lc 2, 21). Indico alcune delle sue “comunità”.

Prima della creazione: nella Trinità indivisa vive il Padre e lo Spirito Santo: per, con e in loro; sono Unico Dio in Tre Persone. Quando ascende al Cielo, vi torna come Crocifisso-Risorto, con il corpo e l’anima che prima dell’incarnazione non aveva.

Poi, Maria e Giuseppe che lo accolgono e si prendono cura di Gesù; i Vangeli dell’infanzia (cf. Mt 1-2 e Lc 1-2), con sottolineature diverse, ce ne narrano alcuni momenti.

Dopo il Battesimo chiesto e ricevuto da Giovanni, decide di lasciare Nazaret e vivere con uomini e donne (discepoli), tra cui scelse i dodici apostoli, persone, molto diverse; alcune nemiche per il modo di pensare e agire: Matteo, alleato dei romani, Simone lo zelota, li combatte; costituisce una “famiglia” composta da chi compie la volontà di Dio (cf. Mc 3,31-35; Mt 12, 46-50), ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica (cf. Lc 8, 19-21). Sceglie di vivere tra la gente, insegna le beatitudini, il Padre Nostro, l’abbandonarsi alla provvidenza, il non giudicare, il fare la volontà del “Padre che è nei cieli”, ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica per essere una “casa sulla roccia” (cf. Mt 5-7), … e, corregge senza timore (cf. Mt 16, 21-23; Mc 11, 15-19; Lc 24, 27-27; Gv 18, 10-11).

 

L’Ultima Cena del Giovedì Santo

Nel Giovedì santo, secondo Giovanni, lava i piedi, capovolgendo l’immagine del capo  e indicando cosa deve distinguere i “suoi”: l’amore reciproco (cf. Gv 13). Secondo Matteo, Marco e Luca (Vangeli sinottici) istituisce invece l’Eucaristia (e il sacramento dell’ordine) rendendoci il Suo Corpo; l’amore reciproco chiede più persone, come la celebrazione dell’Eucaristia che porta a compimento il Battesimo e la cresima, dona forza e motivazione per superare limiti e peccati, propri o altrui, fa vincere la superbia del preferire fare “da soli” (cf. Gv 15, 5). Tutti e quattro i vangeli sono concordi nel raccontare che quando decide di andare a pregare al Getsemani, chiede a Pietro, Giacomo e Giovanni di stargli vicino…

 

Ambienti in cui ci si educhi alla vita da fratelli e sorelle in Gesù Cristo.

Abbiamo bisogno di ambienti e momenti dove ci si ascolti, ci si aiuti, si giochi, si preghi, si soffra insieme, ci si corregga: è la vita delle comunità descritte dagli Atti degli Apostoli. «Per questo è indispensabile essere inseriti in una comunità in cammino. Non siamo soli, siamo gente di un popolo, di una nazione, di una città che cammina, di una Chiesa, di una parrocchia, di questo gruppo … una comunità in cammino – ha detto Francesco nella catechesi dell’udienza generale del 4 gennaio 2023 –. Non si va al Signore da soli: questo non va».

 

Dialogo a gruppi

Vorrei invitarvi a rispondere a due domande (È importante per te, per voi, la comunità? Gli altri se ne accorgono?) in piccoli gruppi tra le persone vicine.                     Rocchi don Emilio