Leone XIV dal Palazzo Apostolico prima e dopo la preghiera mariana dell’Angelus di Domenica 9 agosto. Vorrei evidenziare (per tutti) ciò che ha detto ai ragazzi e ragazze che lo ascoltavano: “desidero ricordare che in questi giorni il calendario liturgico propone alcune stupende figure di Santi e Sante, che vi invito a conoscere meglio: ieri il grande San Domenico, fondatore dei Frati Predicatori; oggi Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana uccisa ad Auschwitz e co-patrona d’Europa; domani San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma; dopodomani Santa Chiara d’Assisi, che lasciò una vita agiata per seguire Gesù povero e umile, sul modello del suo concittadino San Francesco.
Cari giovani, lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del Vangelo!”
Le parole di Leone XIV alla preghiera dell’Angelus
(Palazzo Apostolico Vaticano, XIX Domenica del Tempo Ordinario, 9 agosto 2026)
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Oggi il Vangelo ci parla di Gesù che, sul lago di Galilea, raggiunge i discepoli nel mezzo di una
tempesta, camminando sulle acque (cf. Mt 14, 22-33).
Dopo il miracolo dei pani e dei pesci (cf. Mt 14, 13-21), il Maestro spinge i suoi a salire in barca
e a prendere il largo, mentre Lui si ritira sul monte, da solo, a pregare. Lontani dalla riva, però,
essi si trovano in balia del vento e faticano ad avanzare. Dopo un’esperienza di successo, in cui
erano stati protagonisti di un segno prodigioso, ora si ritrovano impotenti e spaventati di fronte
alla minaccia delle onde e del vento contrario.
Sul finire della notte, Gesù va loro incontro sulle acque agitate, e impauriti lo scambiano per un
fantasma (v. 26). Ma Egli dice loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (v. 27). La presenza
del Signore cambia tutto: Pietro addirittura riesce a fare alcuni passi sopra le onde verso di Lui;
poi si spaventa, affonda e Gesù lo salva. Quando poi il Maestro sale sulla barca, la tempesta si
calma., e allora sgorga spontanea dal cuore dei discepoli la professione di fede: «Davvero tu sei
Figlio di Dio!» (v. 33).
Per giungere a questo, non è bastato loro aver assistito a un miracolo, né aver avuto successo
davanti alla gente: hanno dovuto passare attraverso l’esperienza della loro debolezza e, in
essa, riconoscere la presenza di Dio. Solo così hanno potuto aprire veramente gli occhi e il
cuore alla sua vicinanza, ritrovando pace anche in mezzo alla tempesta.
Un giorno, tempo dopo, Gesù dirà loro: «Se avrete fede e non dubiterete […], se direte a questo
monte: “Levati e gettati nel mare”, ciò avverrà» (Mt 21, 21). E proprio questo essi hanno
sperimentato sul lago: la pace di Cristo, che era stato sul monte a pregare, li ha raggiunti in
mezzo alla furia delle acque.
Questo miracolo, allora, ci insegna una cosa importante: prima di tutto a non esaltarci davanti
al successo e a non presumere mai di noi stessi; e al tempo stesso a non disperare, neanche
nei momenti di buio, quando ci sentiamo impotenti davanti ai problemi e, nonostante i nostri
sforzi, ci sembra di andare più indietro che avanti. In qualsiasi circostanza, Gesù non ci
abbandona e, se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita – con la preghiera, con i
Sacramenti, con l’ascolto della sua Parola –, in Lui troveremo la pace, troveremo luce e forza
per il nostro cammino.
Ci aiuti Maria a vivere così, con abbandono fiducioso in Dio, Lei che fu proclamata beata per la
sua fede (cf. Lc 1, 45).
Dopo l’Angelus
Cari fratelli e sorelle,
I continue to follow with concern the tragic situation in Sudan, especially in the city of el-Obeid. In expressing
my spiritual closeness to all the people of the nation, I renew my appeal to those in authority to guarantee
humanitarian corridors for the civilian population. At the same time, I urge the international community to
support efforts aimed at bringing about an immediate ceasefire. Let us pray that the Lord may sustain those
who are suffering, convert the hearts of those who sow violence, and grant the long awaited peace.
[Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella città
di el-Obeid. Nell’esprimere la mia vicinanza spirituale al popolo della Nazione, rinnovo il mio
appello alle autorità affinché siano garantiti corridoi umanitari per la popolazione civile. Al tempo
stesso, esorto la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a raggiungere un immediato
cessate il fuoco. Preghiamo il Signore perché sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di
chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace].
Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in
Russia. Tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano, provocando sempre più vittime civili,
tra cui anche bambini. Sono vicino alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono
a causa del conflitto in atto. Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si
rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le Parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi
civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di
fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla
pace.
Ed ora do il benvenuto a tutti voi, romani e pellegrini di diversi Paesi!
Saluto in particolare i giovani della Comunità Santa Maria Maddalena della diocesi di Milano,
che hanno percorso la Via Francigena da Siena a Roma; come pure gli scout di Enna, che
hanno fatto il loro campo sui Colli romani, e i giovani di Pernumia, diocesi di Padova.
La presenza di tanti gruppi giovanili, che scelgono di impegnare alcuni giorni di vacanza in
attività formative e di amicizia, è un segno di speranza; come lo è stato l’evento dei giovani
francescani che ho avuto la gioia di incontrare giovedì scorso ad Assisi.
A tutti voi, ragazzi e ragazze che mi ascoltate, desidero ricordare che in questi giorni il
calendario liturgico propone alcune stupende figure di Santi e Sante, che vi invito a conoscere
meglio: ieri il grande San Domenico, fondatore dei Frati Predicatori; oggi Santa Teresa
Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana uccisa ad Auschwitz e co-patrona d’Europa;
domani San Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma; dopodomani Santa Chiara d’Assisi, che
lasciò una vita agiata per seguire Gesù povero e umile, sul modello del suo concittadino San
Francesco. Cari giovani, lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del
Vangelo!
Grazie a tutti della vostra presenza e buona domenica!

