{"id":9890,"date":"2021-05-27T08:46:55","date_gmt":"2021-05-27T06:46:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=9890"},"modified":"2021-05-24T11:47:52","modified_gmt":"2021-05-24T09:47:52","slug":"mons-russo-chiesa-in-ascolto-voce-alle-comunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/mons-russo-chiesa-in-ascolto-voce-alle-comunita\/","title":{"rendered":"Mons. Russo: \u201cChiesa in ascolto, voce alle comunit\u00e0\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Prendersi cura delle persone. A partire dai giovani \u2013 la questione educativa va posta \u00absenza ambiguit\u00e0\u00bb \u2013 e dai bisognosi. Specie in un tempo come questo, segnato dalla pandemia e dalle tante periferie esistenziali. Incrementare uno stile di Chiesa sinodale e riscoprire il protagonismo dei laici per un annuncio del Vangelo che raggiunga ogni ambito della vita. Cos\u00ec, alla vigilia\u00a0dell\u2019Assemblea generale dei vescovi italiani, di nuovo in presenza (da domani fino a gioved\u00ec a Roma, pur nel rigoroso rispetto delle misure sanitarie e dopo lo stop di un anno imposto dal Covid),\u00a0il segretario generale, monsignor Stefano Russo, in un\u2019intervista ai direttori dei media CEI, indica le prospettive di un impegno sempre pi\u00f9 missionario delle comunit\u00e0 ecclesiali nel nostro Paese. Toccando i temi di maggiore attualit\u00e0 \u2013 Pnrr e migrazioni, ad esempio \u2013 e confermando che la Chiesa in Italia continuer\u00e0 a sostenere i pi\u00f9 poveri con i fondi dell\u20198xmille.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eccellenza, i vescovi italiani tornano a incontrarsi di persona in assemblea generale dopo la pausa forzata dovuta al Covid. Con quale spirito e con quali attese?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 con gioia che ci ritroviamo dopo cos\u00ec tanto tempo. Portiamo con noi le sofferenze e le istanze delle comunit\u00e0 dopo un anno terribile segnato da una pandemia che, in questo momento, sembra allentare la sua morsa. Portiamo in Assemblea le attese di chi non ha smesso di sperare, di chi ha guardato alla Chiesa come a un sostegno e a una luce, di chi ci interpella sulle nuove sfide dell\u2019evangelizzazione. Allo stesso tempo noi Vescovi arriviamo con un mandato preciso, conferitoci dal Papa: avviare un cammino sinodale. Un impegno che \u00e8 responsabilit\u00e0 e che ci motiva ancora di pi\u00f9 in questa occasione di confronto senza mediazioni digitali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019assemblea ha come tema \u201cAnnunciare il Vangelo in un tempo di rinascita. Per avviare un cammino sinodale\u201d. Partiamo dalla prima parte: quali sono le coordinate indispensabili dell\u2019annuncio in un periodo come il nostro segnato dalla pandemia?<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di tornare a tessere la trama delle relazioni personali. Il Vangelo che annunciamo non \u00e8 semplicemente un contenuto, ma \u00e8 una relazione che salva. \u00c8 necessario rendere ancora pi\u00f9 chiaro che la Chiesa annuncia prendendosi cura delle persone, proiettandosi al di fuori di s\u00e9 soprattutto verso quelle che il Papa chiama le \u201cperiferie esistenziali\u201d. La questione degli strumenti dell\u2019annuncio viene dopo: in questo senso \u00e8 importante anche saper utilizzare con sapienza i nuovi mezzi di comunicazione, di cui la pandemia ha messo in evidenza la particolare utilit\u00e0. Vedo in questo un riferimento a quel processo di riforma cui il Papa, in diverse occasioni, ha invitato tutta la Chiesa: \u00e8 un ritorno all\u2019essenziale, ossia all\u2019annuncio di Cristo e all\u2019incontro con la sua Persona. La riforma, allora, non \u00e8 solo richiesta per reagire alle difficolt\u00e0 del tempo presente ma per essere sempre pi\u00f9 fedeli al mandato del Signore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Queste coordinate andranno declinate nel cammino sinodale. Il Papa, nel recente discorso all\u2019Azione Cattolica ha gi\u00e0 offerto alcune indicazioni concrete. Come va tradotto, ad esempio, l\u2019accento posto su un cammino che deve cominciare dal basso?<\/strong><\/p>\n<p>Il Papa sottolinea una dinamica che fa parte dell\u2019esperienza della Chiesa primitiva e che il Vaticano II ci ha riconsegnato quando ha parlato della Chiesa come popolo di Dio. Il \u201ccammino dal basso\u201d di cui parla Francesco si pone in questo solco e fa emergere la natura pi\u00f9 vera della comunit\u00e0 cristiana. \u00c8 necessario, cio\u00e8, partire dall\u2019ascolto della comunit\u00e0 in tutte le sue componenti. Questa dinamica d\u00e0 modo di recuperare il senso pi\u00f9 vero della Chiesa come grande famiglia. Ne \u00e8 conferma la Nota del Sinodo dei Vescovi per la XVI Assemblea Generale Ordinaria, sul tema \u201cPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione\u201d. La prima fase di questa Assemblea ha come scopo la consultazione del popolo di Dio nelle Chiese particolari. Si avvia un processo \u201cdal basso\u201d. Il cammino, dunque, percorre un sentiero condiviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Francesco ha anche detto che il cammino sinodale non deve diventare \u201cun bel parlamento cattolico\u201d. Come si pu\u00f2 evitare questo rischio?<\/strong><\/p>\n<p>Vale la pena ricordare le parole del Papa ai padri sinodali durante la I Congregazione generale della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi. Era il 6 ottobre 2014 e si celebrava il Sinodo Straordinario sulla Famiglia. Queste le parole di Francesco: \u201cBisogna dire tutto ci\u00f2 che si sente con\u00a0<em>parresia<\/em>. Dopo l\u2019ultimo Concistoro (febbraio 2014), nel quale si \u00e8 parlato della famiglia, un Cardinale mi ha scritto dicendo: peccato che alcuni Cardinali non hanno avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa, ritenendo forse che il Papa pensasse qualcosa di diverso. Questo non va bene, questo non \u00e8 sinodalit\u00e0, perch\u00e9 bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidit\u00e0. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umilt\u00e0 e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalit\u00e0\u201d. Parlare con\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0e ascoltare con umilt\u00e0 sono due coordinate per evitare il rischio del \u201cparlamento cattolico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Chiesa in Italia ha alle spalle un lungo cammino che, se vogliamo limitarci agli ultimi 60 anni, prende spunto dal Concilio Vaticano II e si \u00e8 via via sviluppato anche attraverso i Convegni nazionali decennali. In che rapporto stanno tra loro Sinodo e Convegni? Il primo sostituir\u00e0 i secondi?<\/strong><\/p>\n<p>La storia del cattolicesimo post-conciliare in Italia \u00e8 segnata dai documenti del magistero del Papa e anche della CEI. I Convegni ecclesiali nazionali, che si sono tenuti con cadenza decennale, hanno costituito delle tappe altrettanto importanti per verificare il cammino sino ad allora condotto e per rilanciare un nuovo percorso. Adesso il cammino sinodale che si sta per inaugurare si concentrer\u00e0 sull\u2019ascolto delle Chiese locali. Non c\u2019\u00e8 fretta di elaborare un documento comune: verr\u00e0 dato il giusto tempo per ascoltare, vedere e capire prima di sviluppare una sintesi che dia ragione del cammino condiviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E come armonizzare il cammino sinodale della Chiesa in Italia con i Sinodi gi\u00e0 in corso in diverse diocesi italiane?<\/strong><\/p>\n<p>I Sinodi che alcune Chiese locali hanno avviato non si sovrappongono n\u00e9 contrastano con il cammino sinodale nazionale. Anzitutto perch\u00e9 il cammino sinodale parte s\u00ec dalla realt\u00e0 diocesana, ma \u00e8 proiettato verso una sintesi regionale e nazionale: ogni diocesi avr\u00e0 bisogno di raccontare se stessa, nella consapevolezza di fornire un contributo essenziale a una comunit\u00e0 pi\u00f9 grande. Inoltre, chi ha gi\u00e0 sperimentato il processo sinodale potr\u00e0 aiutare le Chiese sorelle, a partire dalla propria esperienza, fornendo suggerimenti sui processi che si sono rivelati pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Papa insiste sempre su una Chiesa non clericale e non autoreferenziale. E invoca un maggior protagonismo dei laici. Il cammino sinodale sar\u00e0 anche l\u2019inizio di una nuova stagione del laicato cattolico in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa non \u00e8 fatta solo dai sacerdoti, dalle religiose o dai religiosi. Papa Francesco pi\u00f9 volte ci ha messo in guardia dal clericalismo e in una bella immagine ha ribadito che: \u201cNessuno di noi \u00e8 stato battezzato prete n\u00e9 vescovo: siamo stati tutti battezzati come laici e laiche. I laici sono protagonisti della Chiesa\u201d. La Chiesa quindi \u00e8 composta da tutto il popolo di Dio e, insieme \u2013 ciascuno secondo le sue specificit\u00e0, i suoi talenti \u2013, si partecipa alla vita della comunit\u00e0 e alla forza della Chiesa. I laici hanno attraversato stagioni diverse, connesse a tempi in evoluzione e alle difficolt\u00e0 di quegli stessi tempi. Siamo chiamati a ravvivare la sinodalit\u00e0 che non pu\u00f2 che nascere dall\u2019ascolto di ogni componente della famiglia di Dio, per mettere vino nuovo in otri nuovi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dopo la fine della Democrazia Cristiana, si ha la sensazione che il peso specifico della presenza cattolica in politica si sia progressivamente affievolito. Lei condivide questa impressione? E qual \u00e8 il modo pi\u00f9 idoneo oggi per contribuire al bene comune da parte della Chiesa nel suo complesso e dei laici in particolare?<\/strong><\/p>\n<p>A volte ho l\u2019impressione che questo continuo riferirsi a un passato che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 rischi di farci perdere di vista la necessit\u00e0 di un impegno dei cristiani corrispondente alla stagione che stiamo vivendo. Ci sono valori che il cristianesimo porta con s\u00e9 e che dobbiamo sempre pi\u00f9 saper mettere in campo a servizio del bene comune. Anche se spesso si fa fatica a evidenziarli, ci sono davanti a noi tanti frutti buoni che sono espressione della dottrina sociale della Chiesa. Da questo punto di vista sono convinto che il laicato cattolico pu\u00f2 portare un contributo straordinario anche in questa stagione particolare. \u00c8 necessario riscoprire e saper testimoniare sempre pi\u00f9 la bellezza di appartenere a un progetto di vita comune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In questo senso c\u2019\u00e8 anche un\u2019incarnazione del percorso vissuto nei dieci anni appena trascorsi sul tema dell\u2019educazione. \u201cEducare alla vita buona del Vangelo\u201d era il titolo degli Orientamenti pastorali dello scorso decennio. La pandemia ha fatto emergere, ancora di pi\u00f9, la valenza sociale dell\u2019educazione.<\/strong><\/p>\n<p>Ormai \u00e8 chiaro \u2013 e la cronaca continua a ricordarlo \u2013 che la questione educativa non \u00e8 passeggera. L\u2019educazione coinvolge le famiglie e tutta la societ\u00e0. E su questo punto non ci possono essere ambiguit\u00e0. Siamo tutti chiamati in causa. E lo siamo in misura maggiore ora: la crisi pandemica ha generato una serie di gravi conseguenze negli adolescenti e nei giovani. La loro et\u00e0 \u00e8 fortemente bisognosa di relazioni: esse non sono solo desiderio d\u2019incontro, ma sono anche luogo di messa alla prova per imparare ad abitare la vita e il mondo, per capire qualcosa di se stessi e degli altri, per scoprire, attraverso i legami, le questioni di senso pi\u00f9 importanti. In particolare gli adolescenti, che vivono il delicato passaggio dall\u2019infanzia alla giovinezza, hanno sofferto molto la didattica a distanza: si sono scavate solitudini fino a riconoscere, tardi, un malessere che li sta costringendo a una situazione nuova tanto per loro, quanto per i loro genitori e tutte le figure educative. L\u2019esperienza dell\u2019ultimo anno ci ri-consegna, in qualche modo, l\u2019impegno educativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Covid ha anche creato danni e situazioni di bisogno anche sotto il profilo economico. Che cosa chiedono i vescovi italiani al governo a nome della gente?<\/strong><\/p>\n<p>Il Covid ha messo in discussione tutta la nostra societ\u00e0 e ha minato fortemente la tenuta delle comunit\u00e0. L\u2019economia \u00e8 determinante, certo, e ogni tipo di sostegno finanziario deve essere messo in campo, ma molto \u00e8 necessario fare soprattutto per rinsaldare le fratture sociali che hanno visto contrapporsi le persone per fasce di et\u00e0, gruppi sociali, aree di impiego e disimpiego. L\u2019inverno demografico che ci assedia, ben ricordato dagli Stati generali della natalit\u00e0, \u00e8 la conseguenza della mancanza di speranza, della conflittualit\u00e0, dell\u2019incertezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Pnrr, cos\u00ec come \u00e8 stato presentato, \u00e8 in grado di raggiungere gli obiettivi di un rilancio della crescita e dell\u2019attenzione alle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione?<\/strong><\/p>\n<p>Auspichiamo che il Piano possa dare spazio e opportunit\u00e0 di crescita ai giovani, ricostruire il tessuto sfilacciato di una societ\u00e0 che ha perso la fiducia nel futuro, intervenire in aiuto di tutti coloro che sono rimasti ai margini, ridare fiato alle imprese e alle famiglie. \u00c8 essenziale che non vi siano sprechi di risorse o distorsioni a vantaggio di pochi: questo \u00e8 il momento di mettere alla prova l\u2019unit\u00e0 di un Paese in una prospettiva di comunione e di crescita collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In queste settimane la ripresa degli approdi ha riportato in primo piano il dibattito sull\u2019immigrazione. Stante anche la situazione creata dal Covid, qual \u00e8 la posizione dei vescovi italiani?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni volta in cui vediamo uomini, donne, bambini arrivare su imbarcazioni di fortuna chiediamoci cosa faremmo se ci trovassimo nella loro situazione. Non possiamo pensare di vivere in un mondo in cui ci sono persone che devono sottostare alla legge della sopraffazione e a cui vengono negati i diritti essenziali. Siamo tutti chiamati alla fraternit\u00e0. La Commissaria europea Ylva Johansson ha correttamente ribadito la necessit\u00e0 di rafforzare il dialogo con i Paesi di origine e di transito dei migranti. Il mio auspicio \u00e8 che da questi colloqui nasca una collaborazione che, prima di ogni cosa, abbia a cuore il destino dei migranti e la loro difficile condizione. Mi attendo anche una maggiore solidariet\u00e0 dagli altri Paesi europei nell\u2019implementazione del meccanismo di redistribuzione volontaria, necessario per aiutare i Paesi di primo approdo come l\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Durante l\u2019Assemblea si proceder\u00e0, come di consueto, alla destinazione dell\u20198xmille tra le finalit\u00e0 previste dalla legge. Lo scorso anno ci sono stati stanziamenti cospicui per far fronte all\u2019emergenza Covid. Ci sar\u00e0 qualcosa di simile anche quest\u2019anno?<\/strong><\/p>\n<p>Ne parleremo in Assemblea, che deliberer\u00e0 nel merito. Nel 2020 \u2013 va ricordato \u2013 sono stati stanziati, dai fondi otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, 200 milioni di euro (recuperati dalla finalit\u00e0 di edilizia di culto a cui erano destinati) a beneficio delle Chiese locali e di diverse associazioni e organizzazioni, espressione del volontariato e della solidariet\u00e0 in Italia. Inoltre sono stati stanziati 25 milioni di euro quali sostegno economico alle famiglie in difficolt\u00e0 attraverso sussidi di studio per studenti iscritti all\u2019anno scolastico 2020\/2021 presso una scuola paritaria di I o II grado (cattolica e non cattolica); 9 milioni per i Paesi africani e altri Paesi poveri; 8,800 milioni a favore di strutture sanitarie. In un tempo di prova e difficolt\u00e0 causate dalla pandemia, la Chiesa che \u00e8 in Italia, dunque, anche attraverso un supporto economico, \u00e8 stata vicina alle persone e continua a esserlo con numerose iniziative volte a dare speranza e aiuto concreto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>23 Maggio 2021<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendersi cura delle persone. A partire dai giovani \u2013 la questione educativa va posta \u00absenza ambiguit\u00e0\u00bb \u2013 e dai bisognosi. Specie in un tempo come questo, segnato dalla pandemia e dalle tante periferie esistenziali. 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