{"id":8094,"date":"2019-08-17T20:49:57","date_gmt":"2019-08-17T18:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=8094"},"modified":"2019-08-15T21:00:52","modified_gmt":"2019-08-15T19:00:52","slug":"sinodo-dei-vescovi-sullamazzonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/sinodo-dei-vescovi-sullamazzonia\/","title":{"rendered":"Sinodo dei Vescovi sull&#8217;Amazzonia"},"content":{"rendered":"<p>Avvicinandoci la celebrazione del Sinodo dei Vescovi sull&#8217;Amazzonia (6-27 ottobre 2019) <!--more-->se ne allega il Documento preparatorio reso pubblico lo scorso giugno. Certamente non riguarda in prima battuta il nostro continente, ma ha riflessioni importanti anche per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Documento Preparatorio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>SIGLE E ABBREVIAZIONI<\/p>\n<p>AG: Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto\u00a0<em>Ad Gentes<\/em>\u00a0(7.XII.1965)<br \/>\nCCC: Catechismo della Chiesa Cattolica (11.X.1992)<br \/>\nCIC: Codice di Diritto Canonico (25.I.1983)<br \/>\nCD: Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto\u00a0<em>Christus Dominus<\/em>\u00a0(28.X.1965)<br \/>\nDAp: Documento di Aparecida. Testo conclusivo della V Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latinoamericano (2007)<br \/>\nDP: Documento di Puebla. Testo conclusivo della III Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latinoamericano (1979)<br \/>\nDSD: Documento di Santo Domingo. Testo conclusivo della IV Conferenza Generale dell\u2019Episcopato Latinoamericano (1992)<br \/>\nDV: Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione Dogmatica\u00a0<em>Dei Verbum<\/em>\u00a0 (18.XI.1965)<br \/>\nEG: Francesco, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Evangelii Gaudium<\/em>\u00a0(24.XI.2013)<br \/>\nEN: Paolo VI, Esortazione Apostolica\u00a0<em>Evangelii Nuntiandi<\/em>\u00a0(8.XII.1975)<br \/>\nFr. PM: Francesco, Discorso in occasione dell\u2019Incontro con i popoli dell\u2019Amazzonia, Puerto Maldonado, Per\u00f9 (19.I.2018)<br \/>\nFr. EP: Francesco, Saluto in occasione dell\u2019Incontro con la popolazione di Puerto Maldonado (19.I.2018)<br \/>\nFr. FPI: Francesco, Discorso ai rappresentanti dei popoli indigeni (15.II.2017)<br \/>\nGS: Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione Pastorale\u00a0<em>Gaudium et Spes<\/em>\u00a0(7.XII.1965)<br \/>\nLG: Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione Dogmatica\u00a0<em>Lumen Gentium<\/em>\u00a0(21.XI.1964)<br \/>\nLS: Francesco, Lettera Enciclica\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0(24.V.2015)<br \/>\nNMI: Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica\u00a0<em>Novo Millennio Ineunte<\/em>\u00a0(6.I.2001)<br \/>\nPIAV: Popoli Indigeni in Isolamento Volontario<br \/>\n<em>PO:\u00a0<\/em>Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto\u00a0<em>Presbyterorum Ordinis<\/em>\u00a0(7.XII.1965)<br \/>\nPP: Paolo VI, Lettera Enciclica\u00a0<em>Populorum Progressio<\/em>\u00a0(26.III.1967)<br \/>\nREPAM: Rapporto Esecutivo dell\u2019Incontro Fondativo della Rete Ecclesiale Panamazzonica (12.IX.2014)<br \/>\nSC: Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione\u00a0<em>Sacrosanctum Concilium<\/em>\u00a0(4.XII.1963)<br \/>\nUR: Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto\u00a0<em>Unitatis redintegratio<\/em>\u00a0(21.XI.1964)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In accordo con l\u2019annuncio di Papa Francesco del 15 ottobre 2017, l\u2019Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi avr\u00e0 luogo nell\u2019ottobre 2019 per riflettere sul tema\u00a0<em>Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale<\/em>. <strong>Questi cammini di evangelizzazione devono essere pensati per e con il Popolo di Dio<\/strong> che abita in quella regione: abitanti di comunit\u00e0 e zone rurali, di citt\u00e0 e grandi metropoli, popolazioni che vivono sulle rive dei fiumi, migranti e profughi e, specialmente, per e con i popoli indigeni<a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Nella foresta amazzonica, di vitale importanza per il pianeta, si \u00e8 scatenata una profonda crisi causata da una prolungata ingerenza umana, in cui predomina <strong>una \u00abcultura dello scarto\u00bb<\/strong> (LS16) <strong>e una mentalit\u00e0 estrattivista<\/strong>. L\u2019Amazzonia \u00e8 una regione con una ricca biodiversit\u00e0; \u00e8 multi-etnica, pluri-culturale e pluri-religiosa, uno specchio di tutta l\u2019umanit\u00e0 che, a difesa della vita, esige cambiamenti strutturali e personali di tutti gli esseri umani, degli Stati e della Chiesa.<\/p>\n<p>Le riflessioni del Sinodo Speciale superano l\u2019ambito strettamente ecclesiale amazzonico, protendendosi verso la Chiesa universale e anche verso il futuro di tutto il pianeta. Partiamo da un territorio specifico, per gettare a partire da esso un ponte verso altri biomi essenziali del mondo: il bacino del Congo, il corridoio biologico mesoamericano, i boschi tropicali del Pacifico asiatico, il bacino acquifero Guaran\u00ec, fra gli altri.<\/p>\n<p>Ascoltare i popoli indigeni e tutte le comunit\u00e0 che vivono in Amazzonia, come primi interlocutori di questo Sinodo, \u00e8 di vitale importanza anche per la Chiesa universale. Per fare questo abbiamo bisogno di avvicinarci di pi\u00f9 ad essi. Desideriamo sapere: come immaginano il \u201cfuturo sereno\u201d e il \u201cbuon vivere\u201d delle future generazioni? Come possiamo collaborare alla costruzione di un mondo capace di rompere con le strutture che uccidono la vita e con le mentalit\u00e0 di colonizzazione per costruire reti di solidariet\u00e0 e di inter-culturalit\u00e0? E soprattutto, qual \u00e8 la missione particolare della Chiesa oggi di fronte a questa realt\u00e0?<\/p>\n<p>Questo Documento Preparatorio \u00e8 diviso in tre parti che corrispondono al metodo \u201cvedere, giudicare (discernere) e agire\u201d. Alla fine del testo si presentano delle domande che permettono di entrare in dialogo e di accostarsi progressivamente alla realt\u00e0 e al desiderio di <strong>una \u00abcultura dell\u2019incontro\u00bb<\/strong> all\u2019interno della regione (EG 220). I nuovi cammini per l\u2019evangelizzazione e per forgiare una Chiesa dal volto amazzonico passano attraverso questa \u00abcultura dell\u2019incontro\u00bb nella vita quotidiana, <strong>\u00abin una armonia multiforme\u00bb<\/strong> (EG 220) <strong>e in una \u00abfelice sobriet\u00e0\u00bb<\/strong> (LS 224-225), come contributo per la costruzione del Regno.<\/p>\n<p><strong>VEDERE.<\/strong> IDENTIT\u00c0 E GRIDO DELLA PANAMAZZONIA\u00a0<a name=\"_ftnref2\"><\/a>(nn. 1-6)<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Il territorio<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il bacino amazzonico rappresenta per il nostro pianeta una delle maggiori riserve di biodiversit\u00e0 (dal 30 al 50 % della flora e fauna del mondo), di acqua dolce (20% dell\u2019acqua dolce non congelata di tutto il pianeta); possiede pi\u00f9 di un terzo dei boschi primari del pianeta e, bench\u00e9 i maggiori serbatoi di carbonio siano in realt\u00e0 gli oceani, non per questo si pu\u00f2 ignorare il lavoro di raccolta di carbonio in Amazzonia. Si tratta di pi\u00f9 di sette milioni e mezzo di chilometri quadrati, con nove Paesi che si spartiscono questo grande bioma (Brasile, Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Per\u00f9, Suriname, Venezuela, includendo la Guyana Francese come territorio d\u2019oltremare).<\/p>\n<p>Anche il cosiddetto \u201cMassiccio della Guayana\u201d (<em>\u201cIsla de la Guayana\u201d<\/em>), delimitato dai corsi dell\u2019Orinoco e del Rio Negro, dal Rio delle Amazzoni e dalle coste atlantiche dell\u2019America del Sud tra le foci dell\u2019Orinoco e del Rio delle Amazzoni, fa parte di questo territorio. Pure altre regioni appartengono a questo territorio, perch\u00e9 sono sottoposte allo stesso regime climatico e geografico a causa della loro vicinanza all\u2019Amazzonia.<\/p>\n<p>Ciononostante, questi dati non delineano una regione omogenea. Costatiamo come l\u2019Amazzonia abbia al suo interno molti tipi di \u201cAmazzonie\u201d. In tale contesto \u00e8 l\u2019acqua, attraverso le sue vallate, i fiumi e i laghi, a configurarsi come l\u2019elemento articolante e unificante, considerando come asse principale il Rio delle Amazzoni, il fiume che \u00e8 madre e padre di tutti. In un territorio cos\u00ec diversificato si pu\u00f2 ben comprendere che i vari gruppi umani che lo abitano abbiano dovuto adattarsi alle differenti realt\u00e0 geografiche, eco-sistemiche e politiche.<\/p>\n<p><u>Il lavoro della Chiesa Cattolica in Amazzonia, nel corso di molti secoli, si \u00e8 orientato a dare risposta a questi variegati contesti umani e ambientali<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Variet\u00e0 socio-culturale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Date le sue proporzioni geografiche, l\u2019Amazzonia \u00e8 <strong>una regione in cui vivono e convivono popoli e culture diverse, con differenti stili di vita<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019occupazione demografica dell\u2019Amazzonia precede il processo colonizzatore di molti anni, talvolta migliaia di anni. Fino alla colonizzazione la popolazione si concentrava soprattutto sulle rive dei grandi fiumi e laghi, per una questione di sopravvivenza che abbracciava le attivit\u00e0 della caccia, della pesca e della coltivazione delle terre inondabili. Con la colonizzazione e con la pratica diffusa della schiavit\u00f9 indigena, molti popoli dovettero abbandonare quei luoghi e rifugiarsi all\u2019interno della foresta. Al tempo stesso, nella prima fase della colonizzazione, si ingener\u00f2 un processo di sostituzione della popolazione, che determin\u00f2 una forte concentrazione demografica sulle sponde dei fiumi e dei laghi.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle circostanze storiche, i popoli delle acque, in questo caso dell\u2019Amazzonia, hanno avuto sempre in comune un rapporto di interdipendenza con le risorse idriche. Per questo i contadini e le famiglie utilizzano le risorse delle terre inondabili affidandosi al movimento ciclico dei loro fiumi \u2013 inondazioni, riflussi e periodi di siccit\u00e0 \u2013, in un rapporto di rispetto fondato sulla consapevolezza che \u201cla vita dirige il fiume\u201d e \u201cil fiume dirige la vita\u201d. Inoltre, i popoli della foresta, che sono fondamentalmente raccoglitori e cacciatori, sopravvivono con ci\u00f2 che la terra e il bosco offrono loro. Questi popoli vigilano sui fiumi e hanno cura della terra, nello stesso modo in cui la terra ha cura di loro. Sono i custodi della foresta e delle sue risorse.<\/p>\n<p>Oggi, tuttavia, la ricchezza della foresta e dei fiumi amazzonici si trova minacciata dai grandi interessi economici che si concentrano in diversi punti del territorio. Tali interessi provocano, fra le altre cose, l\u2019intensificazione della devastazione indiscriminata della foresta, la contaminazione di fiumi, laghi e affluenti (per l\u2019uso incontrollato di prodotti agrotossici, spargimento di petrolio, attivit\u00e0 mineraria legale e illegale, dispersione dei derivati della produzione di droghe). A ci\u00f2 si aggiunge il narcotraffico, che, sommato a quanto detto, mette a repentaglio la sopravvivenza dei popoli che dipendono delle risorse animali e vegetali di questi territori.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, le citt\u00e0 dell\u2019Amazzonia sono cresciute molto rapidamente, accogliendo molti migranti e profughi costretti a fuggire dalle loro terre e sospinti verso le periferie dei grandi centri urbani che si protendono in direzione della foresta. In maggioranza sono popoli indigeni, popoli delle rive dei fiumi e popoli di origine africana, espulsi dall\u2019industria mineraria legale e illegale e da quella dell\u2019estrazione petrolifera, accerchiati progressivamente dall\u2019espansione delle attivit\u00e0 di disboscamento. Costoro sono i pi\u00f9 colpiti dai conflitti agrari e socio-ambientali. Anche le citt\u00e0 si caratterizzano per le disuguaglianze sociali. La povert\u00e0 che si \u00e8 prodotta lungo la storia ha ingenerato rapporti di sottomissione, di violenza politica e istituzionale, aumento del consumo di alcool e di droghe \u2013 sia nelle citt\u00e0 che nelle comunit\u00e0 rurali \u2013 e rappresenta una ferita profonda inferta ai diversi popoli amazzonici.<\/p>\n<p>I movimenti migratori pi\u00f9 recenti all\u2019interno della regione amazzonica si caratterizzano, soprattutto, per il trasferimento degli indigeni dai loro territori d\u2019origine alle citt\u00e0. Attualmente fra il 70 e l\u201980% della popolazione della Panamazzonia risiede nelle citt\u00e0. Molti di questi indigeni non hanno documenti o sono irregolari, rifugiati, abitanti delle rive dei fiumi o appartengono ad altre categorie di persone vulnerabili. Di conseguenza cresce in tutta l\u2019Amazzonia un atteggiamento xenofobo e di criminalizzazione verso i migranti e i profughi. Questo, al tempo stesso, favorisce lo sfruttamento delle popolazioni amazzoniche, vittime del mutamento di valori dell\u2019economia mondiale, in base al quale il guadagno \u00e8 pi\u00f9 importante della dignit\u00e0 umana. Si pu\u00f2 trovare un esempio di ci\u00f2 nella crescita drammatica del traffico di persone, specialmente donne, ai fini dello sfruttamento sessuale e commerciale. Le donne perdono cos\u00ec il loro protagonismo nei processi di trasformazione sociale, economica, culturale, ecologica, religiosa e politica delle loro comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In sintesi, la crescita smisurata delle attivit\u00e0 agricole, estrattive e di disboscamento dell\u2019Amazzonia non solo ha danneggiato la ricchezza ecologica della regione, della sua foresta e delle sue acque, ma ha anche impoverito la realt\u00e0 sociale e culturale. Ha obbligato a uno sviluppo umano non \u201cintegrale\u201d n\u00e9 \u201cinclusivo\u201d del bacino amazzonico. Come risposta a questa situazione si percepisce, comunque, un incremento delle competenze organizzative e un progresso della societ\u00e0 civile, con particolare attenzione alle problematiche ambientali. <u>Nel campo dei rapporti sociali, e malgrado i limiti, la Chiesa Cattolica ha in generale portato avanti un lavoro significativo, rafforzando i propri cammini a cominciare dalla sua presenza incarnata nel territorio e dalla sua creativit\u00e0 pastorale e sociale<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Identit\u00e0 dei popoli indigeni<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei nove Paesi che compongono la regione panamazzonica si registra la presenza di circa tre milioni di indigeni, che rappresentano <strong>quasi 390 popoli e nazionalit\u00e0 differenti<\/strong>. Inoltre esistono nel territorio, secondo dati delle istituzioni specializzate della Chiesa (per esempio il\u00a0<em>Consiglio Indigeno Missionario del Brasile<\/em>) e altre, fra i 110 e i 130\u00a0<em>Popoli Indigeni in Isolamento Volontario (PIAV)<\/em>\u00a0o \u201cpopoli liberi\u201d. In aggiunta, negli ultimi tempi, sta facendo la sua comparsa una nuova categoria costituita dagli indigeni che vivono nel tessuto urbano, alcuni dei quali restano riconoscibili mentre altri in quel contesto tendono a dissolversi e per questo sono chiamati \u201cinvisibili\u201d. Ognuno di questi popoli rappresenta un\u2019identit\u00e0 culturale particolare, una ricchezza storica specifica e un modo peculiare di guardare la realt\u00e0 e ci\u00f2 che li circonda, nonch\u00e9 di rapportarsi con tutto questo a partire da una visione del mondo e da un\u2019appartenenza territoriale specifiche.<\/p>\n<p>Oltre alle minacce che emergono dall\u2019interno delle loro culture, i popoli indigeni hanno subito forti minacce esterne fin dai primi contatti con i colonizzatori (cf. LS 143, DAp 90). Contro tali minacce i popoli indigeni e le comunit\u00e0 amazzoniche si organizzano, lottando per la difesa della loro esistenza e delle loro culture, dei loro territori e dei loro diritti, e della vita dell\u2019universo e della creazione intera. I pi\u00f9 vulnerabili, tuttavia, sono i PIAV, che non possiedono strumenti di dialogo e di negoziazione con gli agenti esterni che invadono i loro territori.<\/p>\n<p>Alcuni \u201cnon indigeni\u201d fanno difficolt\u00e0 a capire il diverso modo di essere degli indigeni e, molte volte, non rispettano la differenza di cui l\u2019altro \u00e8 portatore. Il Documento di Aparecida a proposito del rispetto degli indigeni e degli afro-americani afferma: \u00abLa societ\u00e0 tende a disprezzarli, non riconoscendo la loro differenza. La loro situazione sociale \u00e8 segnata dall\u2019esclusione e dalla povert\u00e0\u00bb (DAp 89). Tuttavia, come ha sottolineato Papa Francesco a Puerto Maldonado, \u00abla loro visione del cosmo, la loro saggezza hanno molto da insegnare a noi che non apparteniamo alla loro cultura. Tutti gli sforzi che facciamo per migliorare la vita dei popoli amazzonici saranno sempre pochi\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, i popoli indigeni hanno iniziato a scrivere la loro storia e a descrivere in modo pi\u00f9 preciso le loro culture, abitudini, tradizioni e sap\u00e9ri. Hanno scritto sugli insegnamenti ricevuti dai loro antenati, genitori e nonni, insegnamenti che rappresentano memorie personali e collettive. Oggi l\u2019essere indigeno si definisce non solo a partire dall\u2019appartenenza etnica. Esso si riferisce anche alla capacit\u00e0 di mantenere tale identit\u00e0 senza isolarsi dalle societ\u00e0 circostanti e con le quali si interagisce.<\/p>\n<p>A fronte di questo processo d\u2019integrazione, sorgono organizzazioni indigene che cercano di approfondire la storia dei loro popoli, per orientarne la lotta per l\u2019autonomia e l\u2019autodeterminazione: \u00ab\u00c8 giusto riconoscere che esistono iniziative di speranza che sorgono dalle vostre stesse realt\u00e0 locali e dalle vostre organizzazioni e cercano di fare in modo che gli stessi popoli originari e le comunit\u00e0 siano i custodi delle foreste, e che le risorse prodotte dalla loro conservazione ritornino a beneficio delle vostre famiglie, a miglioramento delle vostre condizioni di vita, della salute e dell\u2019istruzione delle vostre comunit\u00e0\u00bb (Fr.PM). Ciononostante, nessuna iniziativa pu\u00f2 ignorare che il rapporto di appartenenza e di partecipazione che chi abita in Amazzonia stabilisce con il creato fa parte della sua identit\u00e0 e contrasta con una visione mercantilista dei beni della creazione (cf. LS 38).<\/p>\n<p><u>In molti di questi contesti, la Chiesa Cattolica \u00e8 presente mediante missionari e missionarie impegnati nelle cause dei popoli indigeni e amazzonici<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>Memoria storica ecclesiale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019inizio della memoria storica della presenza della Chiesa in Amazzonia si pu\u00f2 situare nello scenario dell\u2019occupazione coloniale della Spagna e del Portogallo. L\u2019incorporazione dell\u2019immenso territorio amazzonico nella societ\u00e0 coloniale e il suo successivo passaggio di propriet\u00e0 agli Stati nazionali \u00e8 un lungo processo durato pi\u00f9 di quattro secoli. Fino all\u2019inizio del secolo XX, le voci in difesa dei popoli indigeni erano fragili, bench\u00e9 non assenti (cf. Pio X, Lettera Enciclica\u00a0<em>Lacrimabili Statu<\/em>, 7.VI.1912). <strong>Con il Concilio Vaticano II queste voci si rafforzano<\/strong>. Per incoraggiare \u00abil processo di cambiamento grazie ai valori evangelici\u00bb la II Conferenza dell\u2019Episcopato Latinoamericano riunita a Medell\u00edn (1968), nel suo\u00a0<em>Messaggio ai Popoli dell\u2019America Latina<\/em>, ha rammentato che \u00abmalgrado i suoi limiti\u00bb, la Chiesa \u00abha vissuto insieme al\u00adle nostre popolazioni il processo di colonizzazione, liberazione e organizzazione\u00bb. In seguito la III Conferenza dell\u2019Episcopato Latinoamericano riunita a Puebla (1979) ci ha ricordato che l\u2019occupazione e la colonizzazione del territorio amerindo \u00e8 stato \u00abun gigantesco processo di dominazioni\u00bb, pieno di \u00abcontraddizioni e lacerazioni\u00bb (DP 6). E, ancora pi\u00f9 tardi, la IV Conferenza di Santo Domingo (1992) ha richiamato la nostra attenzione su \u00abuno degli episodi pi\u00f9 tristi della storia latinoamericana e dei Caraibi\u00bb, che \u00ab\u00e8 stato il trasferimento forzato di un enorme numero di africani come schiavi\u00bb. San Giovanni Paolo II ha chiamato questo trasferimento un \u00abolocausto sconosciuto\u00bb al quale \u00abhanno preso parte persone battezzate ma che non hanno vissuto la loro fede\u00bb (DSD 20; cf. Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Discorso nell\u2019Isola di Gor\u00e9e<\/em>, Senegal, 22.II.1992, n. 3;\u00a0<em>Messaggio agli Afroamericani<\/em>, 12.X.1992, n. 2). <strong>Per questo \u00aboltraggio scandaloso nella storia dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (DSD 20), il Papa e i delegati in Santo Domingo hanno chiesto perdono<\/strong>.<\/p>\n<p>Oggi, purtroppo, esistono ancora tracce residuali del progetto colonizzatore che ha generato rappresentazioni di inferiorit\u00e0 e di demonizzazione delle culture indigene. Queste tracce indeboliscono le strutture sociali indigene e rendono possibile il fatto che essi vengano privati delle loro conoscenze intellettuali e dei loro mezzi di espressione. Ci\u00f2 che spaventa \u00e8 che fino a oggi, dopo 500 anni dalla conquista, dopo all\u2019incirca 400 anni di missione ed evangelizzazione organizzata e dopo 200 anni dall\u2019emancipazione dei Paesi che compongono la Panamazzonia, simili tendenze continuano a svilupparsi sul territorio e tra i suoi abitanti, vittime oggi di un neocolonialismo feroce, \u00abmascherato da\u00a0progresso\u00bb. Probabilmente, come ha affermato Papa Francesco a Puerto Maldonado, i popoli originari amazzonici non sono stati mai cos\u00ec minacciati come adesso. Oggi, a causa dell\u2019offesa scandalosa dei \u00abnuovi colonialismi\u00bb, \u00abl\u2019Amazzonia \u00e8 una terra disputata su diversi fronti\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>Nella sua storia missionaria, l\u2019Amazzonia \u00e8 stata luogo in cui si \u00e8 testimoniato concretamente cosa significa stare sulla croce, addirittura essa \u00e8 stata molte volte luogo di martirio. Anche la Chiesa ha imparato che in questo territorio, abitato da circa diecimila anni da una grande diversit\u00e0 di popoli, le diverse culture si costruiscono in un rapporto armonioso con l\u2019ambiente circostante. Le culture precolombiane hanno offerto al cristianesimo iberico che accompagnava i conquistatori molteplici ponti e possibili elementi di contatto, \u00abcome l\u2019apertura all\u2019azione di Dio, il senso della gratitudine per i frutti della terra, il carattere sacro della vita umana e la valorizzazione della famiglia, il senso di solidariet\u00e0 e di corresponsabilit\u00e0 nel lavoro comune, l\u2019importanza del culto, il credere in una vita ultraterrena e tanti altri valori\u00bb (DSD 17).<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>Giustizia e diritti dei popoli<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Papa Francesco, nella sua visita a Puerto Maldonado, ha invitato a modificare il paradigma storico in base al quale gli Stati considerano l\u2019Amazzonia come un deposito di risorse naturali, passando sopra la vita dei popoli originari e non preoccupandosi della distruzione della natura. Il rapporto armonioso fra il Dio Creatore, gli esseri umani e la natura si \u00e8 spezzato a causa degli effetti nocivi del neoestrattivismo e della pressione dei grandi interessi economici che sfruttano il petrolio, il gas, il legno, l\u2019oro, e anche a causa della costruzione di opere infrastrutturali (per esempio: megaprogetti idroelettrici e reti stradali, come le superstrade interoceaniche) e delle monocolture industriali (cf. Fr. PM).<\/p>\n<p><strong>La cultura imperante del consumo e dello scarto trasforma il pianeta in una grande discarica<\/strong>. Il Papa denuncia questo modello di sviluppo come anonimo, asfissiante, senza madre; ossessionato soltanto dal consumo e dagli idoli del denaro e del potere. Si impongono nuovi colonialismi ideologici mascherati dal mito del progresso, che distruggono le identit\u00e0 culturali proprie. Francesco esorta a difendere le culture e a riappropriarsi dell\u2019eredit\u00e0 che proviene dalla saggezza ancestrale, la quale propone un rapporto armonioso fra la natura e il Creatore, ed esprime con chiarezza che \u00abla difesa della terra non ha altra finalit\u00e0 che non sia la difesa della vita\u00bb (Fr. PM). La si deve considerare terra santa: \u00abQuesta non \u00e8 una terra orfana! Ha una Madre!\u00bb (Fr. EP).<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la minaccia contro i territori amazzonici \u00abviene anche dalla perversione di certe politiche che promuovono la \u201cconservazione\u201d della natura senza tenere conto dell\u2019essere umano e, in concreto, di voi fratelli (e sorelle) amazzonici che la abitate\u00bb (Fr. PM). L\u2019orientamento di Papa Francesco \u00e8 chiaro: \u00abCredo che il problema essenziale sia come conciliare il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori.\u00a0 [\u2026]\u00a0 In questo senso dovrebbe sempre prevalere il diritto al consenso previo e informato\u00bb (Fr. FPI).<\/p>\n<p>Parallelamente le popolazioni indigene, quelle contadine e altri settori della popolazione, in Amazzonia come pure a livello nazionale in ciascun Paese, sono venuti costruendo processi politici che hanno orientato le loro agende di lavoro in una prospettiva attenta ai diritti umani dei popoli. La situazione del diritto al territorio dei popoli indigeni in Panamazzonia ruota intorno a una problematica costante, quella della mancata regolarizzazione delle terre e del mancato riconoscimento della loro propriet\u00e0 ancestrale e collettiva. Cos\u00ec anche il territorio \u00e8 stato privato di un\u2019interpretazione integrale, collegata all\u2019aspetto culturale e alla visione del mondo propria di ogni popolo o comunit\u00e0 indigena.<\/p>\n<p><u>Proteggere i popoli indigeni e i loro territori \u00e8 un\u2019esigenza etica fondamentale e un impegno fondamentale per i diritti umani. Per la Chiesa ci\u00f2 si trasforma in un imperativo morale coerente con la visione di ecologia integrale di\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0(cf. LS, cap. IV)<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong>Spiritualit\u00e0 e saggezza<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per i popoli indigeni dell\u2019Amazzonia, il<em>\u00a0<\/em>\u201cbuon vivere\u201d esiste quando si vive in comunione con gli altri, con il mondo, con gli esseri circostanti e con il Creatore. I popoli indigeni, infatti, vivono all\u2019interno della casa che Dio stesso ha creato e ha dato loro in dono: la Terra. Le loro diverse spiritualit\u00e0 e credenze li portano a vivere una comunione con la terra, l\u2019acqua, gli alberi, gli animali, con il giorno e con la notte. I vecchi saggi, chiamati indistintamente \u2013 fra l\u2019altro \u2013\u00a0<em>pay\u00e9s, mestres, wayanga o chamanes<\/em>, hanno a cuore l\u2019armonia delle persone tra loro e con il cosmo. Tutti costoro \u00absono memoria viva della missione che Dio ha affidato a tutti noi: avere cura della Casa Comune\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>Gli indigeni amazzonici cristiani comprendono la proposta del \u201cbuon vivere\u201d come vita piena nel segno della collaborazione all\u2019edificazione del Regno di Dio. Questo buon vivere potr\u00e0 essere raggiunto solo quando si realizzer\u00e0 il progetto comunitario in difesa della vita, del mondo e di tutti gli esseri viventi.<\/p>\n<p>\u00abSiamo chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perch\u00e9 il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza\u00bb (LS 53). Questo sogno comincia a costruirsi all\u2019interno della famiglia che \u00e8 la prima comunit\u00e0 della nostra esistenza: \u00abLa famiglia \u00e8 ed \u00e8 sempre stata l\u2019istituzione sociale che pi\u00f9 ha contribuito a mantenere vive le nostre culture. In momenti passati di crisi, di fronte ai diversi imperialismi, la famiglia dei popoli originari \u00e8 stata la migliore difesa della vita\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>Ciononostante, \u00e8 necessario riconoscere che nella regione amazzonica c\u2019\u00e8 una grande diversit\u00e0 culturale e religiosa. Sebbene per la maggior parte tale diversit\u00e0 promuova il \u201cbuon vivere\u201d come un progetto di armonia fra Dio, i popoli e la natura, <strong>esistono anche alcune sette che, motivate da interessi esterni al territorio, non sempre favoriscono l\u2019ecologia integrale<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DISCERNERE<\/strong>.\u00a0VERSO UNA CONVERSIONE PASTORALE ED ECOLOGICA (nn. 7-11)<\/p>\n<p><strong>7. Annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 in Amazzonia: dimensione biblico-teologica<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La realt\u00e0 specifica dell\u2019Amazzonia e il suo destino interpellano oggi ogni persona di buona volont\u00e0 sull\u2019identit\u00e0 del cosmo, sulla sua armonia vitale e sul suo futuro. I Vescovi dell\u2019America Latina riconoscono la natura come eredit\u00e0 gratuita e, quali profeti della vita, assumono l\u2019impegno di proteggere questa Casa Comune (cf. DAp 471).<\/p>\n<p>I racconti biblici contengono alcune istanze teologiche portatrici di valori universali. Anzitutto, ogni realt\u00e0 creata esiste per la vita e tutto quello che conduce alla morte si oppone alla volont\u00e0 divina. In secondo luogo, Dio stabilisce un rapporto di comunione con l\u2019essere umano \u00abcreato a sua immagine e somiglianza\u00bb (Gen 1,26), al quale affida la salvaguardia della creazione (cf. Gen 1,28; 2,15). \u00abRendiamo grazie per il dono della creazione, riflesso della sapienza e della bellezza del Logos Creatore che affid\u00f2 all\u2019essere umano l\u2019opera della sua creazione, perch\u00e9 la \u201ccoltivasse e custodisse\u201d\u00bb (DAp 470). Infine, all\u2019armonia del rapporto fra Dio, l\u2019essere umano e il cosmo si contrappongono la disarmonia della disubbidienza e del peccato (cf. Gen 3,1-7), che determina la paura (cf. Gen 3,8-10), il rifiuto dell\u2019altro (cf. Gen 3,12), la maledizione del suolo (cf. Gen 3,17), l\u2019esclusione dal giardino (cf. Gen 3,23-24), fino ad arrivare all\u2019esperienza del fratricidio (cf. Gen 4,1-16).<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, i racconti biblici testimoniano che nella creazione ferita \u00e8 piantato il germoglio della promessa e il seme della speranza, perch\u00e9 Dio non abbandona l\u2019opera delle sue mani. Nella storia della salvezza Egli rinnova il proposito di \u201cfare alleanza\u201d fra l\u2019essere umano e la terra, ristabilendo mediante il dono della Torah la bellezza della creazione. Tutto questo culmina nella persona e nella missione di Ges\u00f9. Mentre mostra compassione per l\u2019umanit\u00e0 e la sua fragilit\u00e0 (cf. Mt 9, 35-36), Egli conferma la bont\u00e0 di tutte le cose create (cf. Mc 7,14-15). I prodigi compiuti sui malati e sulla natura rivelano contemporaneamente la provvidenza del Padre e la bont\u00e0 della creazione (cf. Mt 6, 9-15.25-34).<\/p>\n<p>Il mondo creato ci invita a lodare la bellezza e l\u2019armonia delle creature e del Creatore (cf. LS 12). Come segnala il <em>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/em>, \u00abogni creatura possiede la sua bont\u00e0 e la sua propria perfezione\u00bb, e nel suo essere riflette \u00abun raggio dell\u2019infinita sapienza e bont\u00e0 di Dio\u00bb, del suo amore (CCC 339). \u00abSuolo, acqua [\u2026] tutto \u00e8 carezza di Dio\u00bb (LS 84), canto divino, le cui note sono formate dalla \u00abmoltitudine di creature presenti nell\u2019universo\u00bb, come ha asserito San Giovanni Paolo II (Catechesi, 30.I.2002). Quando una qualsiasi di queste creature viene eliminata per cause umane, essa non pu\u00f2 cantare pi\u00f9 le lodi del Creatore (cf. LS 33).<\/p>\n<p>La provvidenza del Padre e la bont\u00e0 della creazione raggiungono il loro culmine nel mistero dell\u2019incarnazione del Figlio di Dio, che si fa vicino e stringe in un abbraccio tutte le situazioni umane, ma soprattutto quelle dei pi\u00f9 poveri. Il Concilio Vaticano II menziona questa vicinanza con termini come\u00a0<em>adattamento<\/em>\u00a0e\u00a0<em>dialogo<\/em>\u00a0(cf. GS 4, 11; CD 11; UR 4; SC 37ss),\u00a0<em>incarnazione<\/em>\u00a0e\u00a0<em>solidariet\u00e0<\/em>\u00a0(cf. GS 32). Pi\u00f9 tardi, soprattutto in America Latina, queste parole sono state tradotte come\u00a0<em>opzione per i poveri<\/em>\u00a0e\u00a0<em>liberazione<\/em>\u00a0(Medell\u00edn 1968),\u00a0<em>partecipazione<\/em>\u00a0e\u00a0<em>comunit\u00e0 di base<\/em>\u00a0(Puebla 1979), <em>inserimento e inculturazione<\/em> (cf. Santo Domingo 1992),\u00a0<em>missione<\/em>\u00a0e\u00a0<em>servizio<\/em>\u00a0di una Chiesa samaritana e avvocata dei poveri (cf. DAp 2007).<\/p>\n<p>Con la morte e risurrezione di Ges\u00f9 si illumina il destino dell\u2019intera creazione, impregnato della potenza dello Spirito Santo, gi\u00e0 evocata nella tradizione sapienziale (cf. Sap 1,7). La Pasqua porta a compimento il progetto di una \u201cnuova creazione\u201d (cf. Ef 2,15; 4,24), rivelando che Cristo \u00e8 la Parola creatrice di Dio (cf. Gv 1,1-18) e che \u00abtutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui\u00bb (Col 1,16). \u00abPer la comprensione cristiana della realt\u00e0, il destino dell\u2019intera creazione passa attraverso il mistero di Cristo, che \u00e8 presente fin dall\u2019origine\u00bb (LS 99).<\/p>\n<p><strong>La tensione fra il \u201cgi\u00e0\u201d e il \u201cnon ancora\u201d coinvolge la famiglia umana e il mondo intero<\/strong>: \u00abL\u2019ardente aspettativa della creazione, infatti, \u00e8 protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.\u00a0La creazione infatti \u00e8 stata sottoposta alla caducit\u00e0 \u2013 non per sua volont\u00e0, ma per volont\u00e0 di colui che l\u2019ha sottoposta \u2013 nella speranza\u00a0che anche la stessa creazione sar\u00e0 liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione per entrare nella libert\u00e0 della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi\u00bb (Rm 8,19-22). Nel mistero pasquale di Cristo, la creazione intera si protende verso un compimento finale, nel quale \u00able creature di questo mondo non ci si presentano pi\u00f9 come una realt\u00e0 meramente naturale, perch\u00e9 il Risorto le avvolge misteriosamente e le orienta a un destino di pienezza. Gli stessi fiori del campo e gli uccelli che Egli contempl\u00f2 ammirato con i suoi occhi umani, ora sono pieni della sua presenza luminosa\u00bb (LS 100).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li><strong>Annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 in Amazzonia: dimensione sociale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La missione evangelizzatrice ha sempre un \u00abcontenuto ineludibilmente sociale\u00bb (EG 177). Credere in un Dio Trino ci invita a tenere sempre presente che \u00absiamo stati creati a immagine della comunione divina, per cui non possiamo realizzarci n\u00e9 salvarci da soli\u00bb (EG 178). Infatti, \u00abdal cuore del Vangelo riconosciamo l\u2019intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana\u00bb (EG 178), tra l\u2019accoglienza e la trasmissione dell\u2019amore divino. Cos\u00ec, se accettiamo l\u2019amore di Dio Padre Creatore che ci ha conferito una dignit\u00e0 infinita, l\u2019amore del Dio Figlio che ci ha nobilitato con la sua redenzione e l\u2019amore dello Spirito Santo che penetra e libera tutti i vincoli umani, non possiamo che comunicare quest\u2019amore trinitario rispettando e promovendo in ogni azione di evangelizzazione la dignit\u00e0, nobilt\u00e0 e libert\u00e0 di tutti gli esseri umani (cf. EG 178). In altre parole, <strong>l\u2019opera evangelizzatrice di ricevere e trasmettere l\u2019amore di Dio comincia con il desiderio, la ricerca e il prendersi cura degli altri<\/strong> (cf. EG 178).<\/p>\n<p>Pertanto, l\u2019evangelizzazione implica l\u2019impegno in favore dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, <strong>per migliorare la vita comunitaria<\/strong> e cos\u00ec \u00abrendere\u00a0presente nel mondo il Regno di Dio\u00bb (EG 176), promovendo nel e per tutto il mondo (cf. Mc 16,15) non una \u00abcarit\u00e0\u00a0<em>\u00e0 la carte<\/em>\u00bb (EG 180), ma <strong>un vero sviluppo integrale<\/strong>, cio\u00e8 per tutte le persone e per tutta la persona (cf. PP 14 e EG 181). Questo \u00e8 ci\u00f2 che si chiama il \u00abcriterio di universalit\u00e0\u00bb dell\u2019opera evangelizzatrice, \u00abdal momento che il Padre vuole che tutti gli uomini si salvino e il suo disegno di salvezza consiste nel ricapitolare tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, sotto un solo Signore, che \u00e8 Cristo (cf. Ef 1,10). [\u2026] Tutta la creazione vuol dire anche tutti gli aspetti della natura umana\u00bb (EG 181), e tutte le sue relazioni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nelle storie bibliche della creazione emerge l\u2019idea che l\u2019esistenza umana si caratterizza per \u00abtre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra [\u2026] queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura \u00e8 il peccato\u00bb (LS 66). <strong>La redenzione di Cristo, che ha vinto il peccato, offre la possibilit\u00e0 di armonizzare queste relazioni<\/strong>. La \u00abmissione dell\u2019annuncio della Buona Notizia di Ges\u00f9 Cristo\u00bb, pertanto, alimenta la speranza non solo nella fine della storia, ma nel corso stesso della storia dei popoli, all\u2019interno di una storia capace di valorizzare e ricomporre tutte le relazioni della nostra esistenza (cf. EG 181). Per questo l\u2019opera dell\u2019evangelizzazione ci invita a lavorare contro le disuguaglianze sociali e la mancanza di solidariet\u00e0 mediante la promozione della carit\u00e0 e della giustizia, della compassione e della cura, certamente fra di noi, ma anche nei riguardi degli altri esseri, animali e piante, e di tutta la creazione. La Chiesa \u00e8 chiamata ad accompagnare e a condividere il dolore del popolo amazzonico e a collaborare alla guarigione delle sue ferite, mettendo in pratica la sua identit\u00e0 di Chiesa samaritana, secondo l\u2019espressione dei Vescovi latinoamericani (cf. DAp.26).<\/p>\n<p>Questa dimensione sociale \u2013 e in ultima analisi cosmica \u2013 della missione evangelizzatrice \u00e8 particolarmente rilevante nel territorio amazzonico, nel quale l\u2019interconnessione fra vita umana, ecosistemi e vita spirituale \u00e8 stata e continua a essere chiara per la maggior parte dei suoi abitanti. La devastazione \u00e8 \u00abuna scia di distruzione, e perfino di morte, in tutte le nostre regioni [\u2026] che mette in pericolo la vita di milioni di persone, e in special modo dell\u2019habitat dei contadini e degli indigeni\u00bb (DAp 473). <strong>Non prendersi cura della Casa Comune \u00ab\u00e8 un\u2019offesa al Creatore, un attentato contro la biodiversit\u00e0 e, in definitiva, contro la vita\u00bb<\/strong> (DAp 125).<\/p>\n<p>Perci\u00f2, come ben ci ricorda Papa Francesco, l\u2019opera di evangelizzazione non pu\u00f2 \u00abmutilare l\u2019integralit\u00e0 del messaggio del Vangelo\u00bb (EG 39). La sua armoniosa integralit\u00e0, per la precisione, \u00abesige dall\u2019evangelizzatore alcune disposizioni che aiutano ad accogliere meglio l\u2019annuncio: vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale\u00bb (EG 165), e, soprattutto, gli domanda di assumere e assimilare la convinzione che \u00abtutto \u00e8 collegato\u00bb (LS 91, 117, 138, 240). Questo implica che l\u2019evangelizzatore deve promuovere progetti di vita personale, sociale e culturale per mezzo dei quali possiamo alimentare l\u2019integralit\u00e0 delle nostre relazioni vitali con gli altri, con la creazione e con il Creatore. Tale chiamata ha bisogno di un ascolto attento contemporaneamente al grido dei poveri e a quello della terra (cf. LS 49).<\/p>\n<p>Oggi il grido che l\u2019Amazzonia eleva al Creatore \u00e8 simile al grido del Popolo di Dio in Egitto (cf. Es 3,7). \u00c8 un grido di schiavit\u00f9 e di abbandono, che domanda la libert\u00e0 e l\u2019attenzione di Dio. \u00c8 un grido che invoca la presenza di Dio, specialmente quando i popoli amazzonici, per difendere le proprie terre, si scontrano con la criminalizzazione della loro protesta \u2013 sia ad opera delle autorit\u00e0 che dell\u2019opinione pubblica \u2013; o quando sono testimoni della distruzione della foresta tropicale, che costituisce il loro habitat millenario; o quando le acque dei loro fiumi si riempiono di elementi che producono morte anzich\u00e9 vita.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li><strong>Annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 in Amazzonia: dimensione ecologica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abIl Regno che viene anticipato e cresce tra di noi riguarda tutto\u00bb (EG 181), ricordandoci che \u00abtutto nel mondo \u00e8 intimamente connesso\u00bb (LS 16) e che pertanto \u00abil principio del discernimento\u00bb dell\u2019evangelizzazione \u00e8 collegato a un processo integrale di sviluppo umano (cf. EG 181). Questo processo si caratterizza, come segnala\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0(cf. nn. 137-142), per un paradigma relazionale denominato\u00a0<em>ecologia integrale<\/em>, che articola fra loro i vincoli fondamentali che rendono possibile un vero sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Il primo grado di articolazione per un autentico progresso \u00e8 il vincolo intrinseco fra l\u2019elemento sociale e l\u2019elemento ambientale<\/strong>. Dato che come esseri umani siamo parte degli ecosistemi che favoriscono le relazioni che danno vita al nostro pianeta, prendersi cura di questi ecosistemi \u2013 nei quali tutto \u00e8 interconnesso \u2013 \u00e8 fondamentale per promuovere sia la dignit\u00e0 di ogni individuo che il bene comune della societ\u00e0, sia il progresso sociale che il rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In Amazzonia la nozione di ecologia integrale \u00e8 una chiave per rispondere alla sfida di tutelare l\u2019immensa ricchezza della sua biodiversit\u00e0 ambientale e culturale. Dal punto di vista ambientale l\u2019Amazzonia, oltre a essere \u00abfonte di vita nel cuore della Chiesa\u00bb (REPAM), \u00e8 un polmone del pianeta e uno dei luoghi in cui si trova maggiore biodiversit\u00e0 nel mondo (cf. LS 38). Infatti, il bacino amazzonico possiede l\u2019ultima grande foresta tropicale che, nonostante gli interventi che ha subito e che subisce, costituisce la maggiore superficie forestale esistente nei tropici della nostra terra. Riconoscere il territorio amazzonico come bacino, al di l\u00e0 delle frontiere tra i Paesi, aiuta ad avere uno sguardo integrale sulla regione, essenziale per la promozione di uno sviluppo e di una ecologia integrali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista culturale, com\u2019\u00e8 stato ampiamente segnalato nella sezione precedente, l\u2019Amazzonia \u00e8 particolarmente ricca in virt\u00f9 delle diverse e ancestrali concezioni del mondo delle sue popolazioni. Tale patrimonio culturale, che fa \u00abparte dell\u2019identit\u00e0 comune\u00bb della regione, si trova \u00abminacciato\u00bb cos\u00ec come il suo patrimonio ambientale (LS 143). Le minacce provengono \u2013 principalmente \u2013 da una \u00abvisione consumistica dell\u2019essere umano, favorita dagli ingranaggi dell\u2019attuale economia globalizzata, [che] tende a rendere omogenee le culture e a indebolire l\u2019immensa variet\u00e0 culturale, che \u00e8 un tesoro dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (LS 144).<\/p>\n<p>Pertanto, il processo di evangelizzazione della Chiesa in Amazzonia non pu\u00f2 prescindere dalla promozione e dalla cura del territorio (natura) e dei suoi popoli (culture). Per questo, ha bisogno di stabilire ponti che possano articolare i saperi ancestrali con le conoscenze contemporanee (cf. LS 143-146), particolarmente quelle che riguardano l\u2019utilizzo sostenibile del territorio e uno sviluppo coerente con i sistemi di valori e con le culture dei popoli che abitano questi luoghi, da riconoscere come loro autentici custodi, e in definitiva come loro proprietari.<\/p>\n<p>Ma l\u2019ecologia integrale \u00e8 pi\u00f9 che la mera connessione tra l\u2019elemento sociale e quello ambientale. Essa comprende pure la <strong>necessit\u00e0 di promuovere un\u2019armonia personale, sociale ed ecologica, per la quale abbiamo bisogno di una conversione personale, sociale ed ecologica<\/strong> (cf. LS 210). L\u2019ecologia integrale, dunque, ci invita a una conversione integrale. Questo esige anche di riconoscere i propri errori, peccati, vizi o negligenze\u00bb e le omissioni con cui \u00aboffendiamo la creazione di Dio\u00bb, e chiede di \u00abpentirsi di cuore\u00bb (LS 218). <strong>Soltanto quando saremo coscienti di come il nostro stile di vita e il nostro modo di produrre, commerciare, consumare e scartare influenzano la vita del nostro ambiente e delle nostre societ\u00e0, allora potremo avviare un cambiamento di rotta integrale<\/strong>.<\/p>\n<p>Cambiare rotta, o convertirsi integralmente, non pu\u00f2 esaurirsi in una conversione di tipo individuale. Un cambiamento profondo del cuore, espresso in comportamenti personali, \u00e8 necessario quanto un cambiamento strutturale, espresso in comportamenti sociali, in leggi e in programmi economici coerenti. Quando si tratta di promuovere questo cambiamento radicale che l\u2019Amazzonia e il pianeta esigono, i processi di evangelizzazione possono contribuire molto, soprattutto grazie alla profondit\u00e0 con cui lo Spirito di Dio pervade la natura e i cuori delle persone e dei popoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li><strong>Annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 nell\u2019Amazzonia: dimensione sacramentale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre la Chiesa riconosce la forte ipoteca e il potere del peccato, soprattutto nella distruzione sociale e ambientale, essa non si scoraggia nel suo camminare insieme al popolo amazzonico e, sostenuta dalla grazia di Cristo, si impegna a superare la fonte del peccato. <strong>Uno sguardo ecclesiale contemplativo e una pratica sacramentale coerente sono le chiavi per l\u2019evangelizzazione dell\u2019Amazzonia<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019universo si sviluppa in Dio, che lo riempie tutto. Quindi c\u2019\u00e8 un mistero da contemplare in una foglia, in un sentiero, nella rugiada, nel volto di un povero\u00bb (LS 233). Chi sa contemplare \u00abtutto quanto c\u2019\u00e8 di buono nelle cose e nelle esperienze del mondo\u00bb, scopre l\u2019intima connessione di tutte queste cose ed esperienze con Dio (LS 234). Perci\u00f2 la comunit\u00e0 cristiana, specialmente in Amazzonia, \u00e8 invitata a <strong>osservare la realt\u00e0 con uno sguardo contemplativo mediante il quale le divenga possibile cogliere la presenza e l\u2019azione di Dio in tutta la creazione e in tutta la storia<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, tenendo conto che \u00abi Sacramenti sono un modo privilegiato in cui la natura viene assunta da Dio e trasformata in mediazione della vita soprannaturale\u00bb, la loro celebrazione \u00e8 un invito permanente ad \u00ababbracciare il mondo su un piano diverso\u00bb (LS 235). Per esempio, <strong>la celebrazione del Battesimo<\/strong> ci invita a considerare l\u2019importanza dell\u2019\u201cacqua\u201d come sorgente di vita, non solo come strumento o risorsa naturale, e responsabilizza la comunit\u00e0 credente a custodire questo elemento come dono di Dio per tutto il pianeta. Inoltre, tenendo conto che l\u2019acqua del Battesimo purifica il battezzato da tutti i peccati, la sua celebrazione permette alla comunit\u00e0 cristiana di comprendere il valore dell\u2019acqua e \u201cdel fiume\u201d come sorgente di purificazione, facilitando l\u2019inculturazione dei riti legati all\u2019acqua propri della sapienza ancestrale dei popoli amazzonici.<\/p>\n<p><strong>La celebrazione dell\u2019Eucaristia<\/strong> ci invita a riscoprire come \u00abil Signore, al culmine del mistero dell\u2019Incarnazione, volle raggiungere la nostra intimit\u00e0 attraverso un frammento di materia\u00bb (LS 236). L\u2019Eucaristia, pertanto, ci riporta al \u00abcentro vitale dell\u2019universo\u00bb, al fulcro traboccante d\u2019amore e di vita inesauribile del Figlio incarnato, presente sotto le apparenze del pane e del vino, frutto della terra-vite e del lavoro degli uomini (LS 236). Nell\u2019Eucaristia la comunit\u00e0 celebra un amore cosmico, in cui gli esseri umani, accanto al Figlio di Dio incarnato e a tutta la creazione, rendono grazie a Dio per la vita nuova in Cristo resuscitato (cf. LS 236). In questo modo, l\u2019Eucaristia costituisce la comunit\u00e0, una comunit\u00e0 pellegrina festiva che diventa \u00abfonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l\u2019ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il creato\u00bb (LS 236). Allo stesso tempo, il sangue di tanti uomini e donne che \u00e8 stato versato, irrorando le terre amazzoniche per il bene dei suoi abitanti e del territorio, si mescola al Sangue di Cristo, versato per tutti e per tutta la creazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li><strong>Annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 nell\u2019Amazzonia: dimensione ecclesiale-missionaria<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella Chiesa in uscita (cf. EG 46), \u00abper sua natura missionaria\u00bb (AG 2, DAp 347), tutti i battezzati hanno la responsabilit\u00e0 di essere discepoli missionari, partecipando alla vita ecclesiale con modalit\u00e0 diverse e all\u2019interno di ambiti differenti.<\/p>\n<p>Una delle importanti acquisizioni della coscienza magisteriale della Chiesa \u00e8, in effetti, quella di sentirsi chiamata ad \u00abannunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa l\u2019ordine sociale, e cos\u00ec pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realt\u00e0 umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime\u00bb (CCC 2032; CIC can. 747).<\/p>\n<p><strong>La lode a Dio deve accompagnarsi alla pratica della giustizia in favore dei poveri<\/strong>. Come proclama il Salmo 146 (145): \u00abLoda il Signore, anima mia: loder\u00f2 il Signore finch\u00e9 ho vita, [\u2026] al Signore che libera i prigionieri, che d\u00e0 il pane agli affamati, che sostiene l\u2019orfano e la vedova\u00bb. Questa missione ha bisogno della partecipazione di tutti e di una riflessione pi\u00f9 ampia che permetta di considerare le condizioni storiche concrete, sia sociali che ambientali ed ecclesiali. In questo senso, un approccio missionario in Amazzonia richiede pi\u00f9 che mai un magistero ecclesiale esercitato nell\u2019ascolto dello Spirito Santo, che sia in grado di assicurare tanto l\u2019unit\u00e0 quanto la diversit\u00e0. Quest\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0, seguendo la tradizione della Chiesa, \u00e8 attraversata strutturalmente dal cosiddetto\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0del Popolo di Dio.<\/p>\n<p>Papa Francesco ha ripreso quest\u2019aspetto messo in luce dal Concilio Vaticano II (cf. LG 12; DV 10), ricordando che \u00abin tutti i battezzati, dal primo all\u2019ultimo, opera la forza santificatrice dello Spirito che spinge ad evangelizzare. Il Popolo di Dio \u00e8 santo in ragione di questa unzione che lo rende infallibile \u201c<em>in credendo<\/em>\u201d. Questo significa che quando crede non si sbaglia [\u2026]. Dio dota la totalit\u00e0 dei fedeli di un\u00a0<em>istinto della fede\u00a0<\/em>\u2013 il\u00a0<em>sensus fidei\u00a0<\/em>\u2013 che li aiuta a discernere ci\u00f2 che viene realmente da Dio\u00bb (EG 119).<\/p>\n<p><strong>Tale discernimento deve essere accompagnato dai pastori, specialmente dai Vescovi<\/strong>. Infatti, la conservazione della Tradizione ecclesiale, attuata da tutto il Popolo di Dio, esige l\u2019unit\u00e0 di questo Popolo con i suoi pastori (cf. DV 10) per la lettura e il discernimento delle nuove realt\u00e0. Sono i Vescovi, come principio di unit\u00e0 del Popolo di Dio (cf. LG 23), coloro che hanno la responsabilit\u00e0 di conservare l\u2019unit\u00e0 della Tradizione originata e basata sulle Sacre Scritture (cf. DV 9).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, il senso religioso dell\u2019Amazzonia, come esempio di espressione del\u00a0<em>sensus fidei<\/em>, ha bisogno dell\u2019accompagnamento e della presenza dei pastori (cf. EN 48). Quando Papa Francesco ha incontrato i popoli dell\u2019Amazzonia a Puerto Maldonado, ha affermato: \u00abHo voluto venire a visitarvi e ascoltarvi, per stare insieme nel cuore della Chiesa, unirci alle vostre sfide e con voi riaffermare un\u2019opzione sincera per la difesa della vita, per la difesa della terra e per la difesa delle culture\u00bb. I rappresentati dei popoli presenti, da parte loro, gli hanno risposto: \u00abNoi veniamo ad ascoltare Vostra Santit\u00e0, a stare insieme al Papa nel cuore della Chiesa e a partecipare all\u2019edificazione di questa Chiesa perch\u00e9 assuma sempre pi\u00f9 un volto amazzonico\u00bb. In questo ascolto reciproco tra il Papa (e le autorit\u00e0 ecclesiali) e gli abitanti del popolo amazzonico si alimenta e si rafforza il\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0del Popolo e cresce il suo essere ecclesiale: \u00abAbbiamo bisogno di esercitarci nell\u2019arte di ascoltare, che \u00e8 pi\u00f9 che sentire\u00bb (EG 171).<\/p>\n<p>L\u2019Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica <strong>ha bisogno di un grande esercizio di ascolto reciproco, specialmente di un ascolto tra il Popolo fedele e le autorit\u00e0 magisteriali della Chiesa<\/strong>. Una delle cose principali da ascoltare \u00e8 il gemito \u00abdi migliaia di comunit\u00e0 private dell\u2019<u>Eucaristia domenicale per lunghi periodi<\/u>\u00bb (DAp 100, e). Confidiamo che la Chiesa, radicata nelle sue dimensioni sinodali e missionarie (cf. Francesco,\u00a0<em>Discorso per la commemorazione del 50\u00b0 anniversario dell\u2019istituzione del Sinodo dei Vescovi<\/em>, 17 ottobre 2015), possa generare processi di ascolto (<em>vedere-ascoltare<\/em>) e di discernimento (<em>giudicare<\/em>), per poter rispondere (<em>agire<\/em>) alle realt\u00e0 concrete dei popoli amazzonici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>III. AGIRE<\/strong>. NUOVI CAMMINI PER UNA CHIESA DAL VOLTO AMAZZONICO<a name=\"_ftnref3\"><\/a><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> (nn. 12-15)<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li><strong>Chiesa dal volto amazzonico<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00abEssere Chiesa \u00e8 essere Popolo di Dio\u00bb, incarnato \u00abnei popoli della terra\u00bb e nelle loro culture (EG 115). L\u2019universalit\u00e0 o cattolicit\u00e0 della Chiesa si trova dunque arricchita mediante \u00abla bellezza di questo volto pluriforme\u00bb (NMI 40) delle diverse manifestazioni delle Chiese particolari e delle loro culture. Come ha segnalato Papa Francesco nel suo incontro con le comunit\u00e0 amazzoniche a Puerto Maldonado, \u00abquanti non abitiamo queste terre abbiamo bisogno della vostra saggezza e delle vostre conoscenze per poterci addentrare, senza distruggerlo, nel tesoro che racchiude questa regione. E risuonano le parole del Signore a Mos\u00e8: \u201cTogliti i sandali dai piedi, perch\u00e9 il luogo sul quale tu stai, \u00e8 suolo santo\u201d (Es 3,5)\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>La Chiesa \u00e8 chiamata ad approfondire la sua identit\u00e0 mettendosi in relazione con le realt\u00e0 dei territori in cui vive e ad accrescere la propria spiritualit\u00e0 ponendosi in ascolto della saggezza dei popoli che la compongono. Per questo motivo, l\u2019Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica \u00e8 chiamata a <strong>individuare nuovi cammini per far crescere il volto amazzonico della Chiesa e anche per rispondere alle situazioni di ingiustizia della regione<\/strong>, come il neocolonialismo delle industrie estrattive, i progetti infrastrutturali che danneggiano la biodiversit\u00e0 e l\u2019imposizione di modelli culturali ed economici estranei alla vita dei popoli.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, rivolgendo l\u2019attenzione alla realt\u00e0 locale e alla diversit\u00e0 delle microstrutture concrete della regione, <strong>la Chiesa si rafforza costituendosi come un\u2019alternativa di fronte alla globalizzazione dell\u2019indifferenza e alla logica uniformizzante incentivata da tanti mezzi di comunicazione, cos\u00ec come a un modello economico che non \u00e8 solito rispettare i popoli amazzonici e i loro territori<\/strong>.<\/p>\n<p>Da parte loro le Chiese locali, che sono anch\u2019esse Chiese missionarie, in uscita, possono trovare nelle loro periferie dei luoghi privilegiati di esperienza evangelizzatrice, perch\u00e9 \u00e8 l\u00e0 che \u00abmaggiormente mancano la luce e la vita del Risorto\u00bb (EG 30). Nelle periferie i missionari incontrano gli emarginati, i profughi e i rifugiati, i disperati e gli esclusi, dunque Ges\u00f9 Cristo crocifisso ed esaltato, \u00abche ha voluto identificarsi con particolare tenerezza con i pi\u00f9 deboli e poveri\u00bb (DP 196).<\/p>\n<p><u>Durante la preparazione del Sinodo, si dovr\u00e0 cercare di individuare esperienze pastorali locali, sia positive che negative, che possano illuminare il discernimento in vista dell\u2019elaborazione di nuove linee d\u2019azione<\/u>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"13\">\n<li><strong>Dimensione profetica<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Di fronte all\u2019attuale crisi socio-ambientale, occorrono luci di orientamento e di azione per poter operare la trasformazione delle pratiche e degli atteggiamenti.<\/p>\n<p>Bisogna superare la miopia, la frettolosit\u00e0 e le soluzioni di corto raggio. \u00c8 necessario <strong>mantenere una prospettiva globale e andare oltre gli interessi propri o particolari, per poter condividere ed essere responsabili di un progetto comune e globale<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abTutto \u00e8 collegato\u00bb \u00e8 un\u2019affermazione su cui tanto insiste Papa Francesco, allo scopo di entrare in dialogo con le radici spirituali delle grandi tradizioni religiose e culturali. Si fa strada l\u2019esigenza di un consenso intorno a un\u2019agenda minima: sviluppo integrale e sostenibile, cos\u00ec com\u2019\u00e8 stato descritto in precedenza, che include allevamento e agricoltura sostenibili, energia non contaminata, rispetto delle identit\u00e0 e dei diritti dei popoli tradizionali, acqua potabile per tutti. Si tratta di temi fondamentali spesso assenti in Panamazzonia.<\/p>\n<p>Si deve trovare un equilibrio e l\u2019economia deve privilegiare la sua vocazione in favore della dignit\u00e0 della vita umana. Questo rapporto di equilibrio deve tutelare l\u2019ambiente e la vita dei pi\u00f9 vulnerabili. Attualmente c\u2019\u00e8 \u00abuna sola e complessa crisi socio-ambientale\u00bb (LS 139).<\/p>\n<p>L\u2019Enciclica\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0(cf. nn. 216ss) ci invita a una conversione ecologica che esige uno stile di vita nuovo. L\u2019orizzonte di riferimento \u00e8 rappresentato dall\u2019altro. Si deve praticare la solidariet\u00e0 globale e superare l\u2019individualismo, dischiudere cammini nuovi di libert\u00e0, verit\u00e0 e bellezza. La conversione domanda di liberarci dall\u2019ossessione del consumo. Comprare \u00e8 un atto morale, non solo economico. La conversione ecologica significa assumere la mistica dell\u2019interconnessione e dell\u2019interdipendenza di tutto il creato. La gratuit\u00e0 non pu\u00f2 che imporsi nei nostri comportamenti quando comprendiamo che la vita \u00e8 dono di Dio. Abbracciare la vita in solidariet\u00e0 comunitaria esige un cambiamento del cuore.<\/p>\n<p><strong>Questo nuovo paradigma apre prospettive di trasformazione personale e sociale<\/strong>. La gioia e la pace sono possibili quando non siamo ossessionati dal consumo. Papa Francesco propone un rapporto armonioso con la natura che ci consente di vivere una felice sobriet\u00e0, la pace interiore con se stessi in relazione con il bene comune, e una serena armonia che domanda di accontentarsi di quel che \u00e8 veramente necessario. Si tratta di qualcosa che le culture occidentali possono, e forse devono, apprendere dalle culture tradizionali amazzoniche, come pure da altri territori e comunit\u00e0 del pianeta. Essi, i popoli, \u00abhanno molto da insegnarci\u00bb (EG 198). Nell\u2019amore per la loro terra e nella loro relazione con gli ecosistemi, essi conoscono il Dio Creatore, sorgente di vita. Quei popoli \u00abcon le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente\u00bb (EG 198). Essi, nella loro concezione dialogica della vita sociale, sono mossi dallo Spirito Santo. Per questo Papa Francesco ha affermato che \u00ab\u00e8 necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro\u00bb e dalle loro culture, e che il compito della nuova evangelizzazione richiede di \u00abprestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche [siamo chiamati] ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro\u00bb (EG 198). Di conseguenza, i loro insegnamenti potrebbero indicare la direzione delle priorit\u00e0 per i nuovi cammini della Chiesa in Amazzonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"14\">\n<li><strong>Ministeri dal volto amazzonico<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Attraverso molti incontri regionali in Amazzonia, la Chiesa Cattolica ha approfondito la consapevolezza che <strong>la sua universalit\u00e0 si incarna nella storia e nelle culture locali<\/strong>. In questo modo si manifesta e si realizza la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica (cf. CD 11). Grazie a tale consapevolezza, la Chiesa tiene oggi gli occhi puntati sull\u2019Amazzonia con una visione d\u2019insieme, che le permette di rendersi conto delle grandi sfide socio-politiche, economiche ed ecclesiali che minacciano questa regione, ma senza perdere la speranza nella presenza di Dio, alimentata dalla creativit\u00e0 e dalla tenace perseveranza dei suoi abitanti.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, anche grazie al grande impulso venuto dal Documento di Aparecida, la Chiesa dell\u2019Amazzonia ha preso coscienza che, a causa delle immense distese territoriali, della grande variet\u00e0 dei popoli e dei rapidi cambiamenti degli scenari socio-economici, la sua pastorale non riusciva a garantire che una presenza precaria. <strong>Era (e continua a essere) necessaria una maggiore presenza ecclesiale, per poter rispondere a tutto ci\u00f2 che \u00e8 specifico di questa regione a partire dai valori del Vangelo<\/strong>, avendo consapevolezza, fra l\u2019altro, dell\u2019immensa estensione geografica, tante volte di difficile accesso, della grande diversit\u00e0 culturale e del forte influsso esercitato da interessi nazionali e internazionali in cerca di un arricchimento economico facile attraverso le risorse presenti nella regione. Una <strong>missione incarnata<\/strong> esige di ripensare la scarsa presenza della Chiesa in rapporto all\u2019immensit\u00e0 del territorio e alla sua variet\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>La Chiesa dal volto amazzonico deve \u00abricercare un modello di sviluppo alternativo, integrale e solidale, fondato su un\u2019etica attenta alla responsabilit\u00e0 per un\u2019autentica ecologia naturale e umana, che sia radicata nel Vangelo della giustizia, nella solidariet\u00e0 e nella destinazione universale dei beni; che superi la logica utilitarista ed individualista, che rifiuta di sottoporre ai criteri etici i poteri economici e tecnologici\u00bb (DAp 474, c). <u>Pertanto, \u00e8 necessario incoraggiare tutto il Popolo di Dio a partecipare alla missione di Cristo, Sacerdote, Profeta e Re (cf. LG 9), e a non rimanere indifferente di fronte alle ingiustizie della regione per poter individuare, in ascolto dello Spirito, gli auspicati nuovi cammini<\/u>.<\/p>\n<p>Questi nuovi cammini per la pastorale dell\u2019Amazzonia esigono di \u00abrilanciare l\u2019opera della Chiesa\u00bb (DAp 11) nel territorio e di approfondire il \u00abprocesso di inculturazione\u00bb (EG 126), che domanda alla Chiesa amazzonica di <strong>avanzare proposte \u00abcoraggiose\u00bb, fatte con \u00abaudacia\u00bb e \u00absenza paura\u00bb<\/strong>, come ci chiede Papa Francesco. Il profilo profetico della Chiesa si mostra oggi attraverso il suo profilo ministeriale partecipativo, capace di rendere i popoli indigeni e le comunit\u00e0 amazzoniche i \u00abprincipali interlocutori\u00bb (LS 146) all\u2019interno di tutte le questioni pastorali e socio-ambientali del territorio.<\/p>\n<p>Per intervenire sulla presenza precaria della Chiesa e trasformarla in una presenza pi\u00f9 capillare e incarnata, <strong>c\u2019\u00e8 bisogno di stabilire una gerarchia delle urgenze<\/strong> in Amazzonia. Il Documento di Aparecida menziona la necessit\u00e0 di una \u00abcoerenza eucaristica\u00bb (DAp 436) per tutta la regione amazzonica, riferendosi non solo alla possibilit\u00e0 che tutti i battezzati partecipino alla <u>Messa dominicale<\/u>, ma anche all\u2019esigenza che crescano cieli nuovi e terra nuova come anticipazione del Regno di Dio in Amazzonia.<\/p>\n<p>In questo senso il Vaticano II ci ricorda che tutto il Popolo di Dio partecipa al sacerdozio di Cristo, bench\u00e9 distinguendo tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale (cf. LG 10). Per questo \u00e8 urgente <u>valutare e ripensare i ministeri<\/u> che oggi sono necessari per rispondere agli obiettivi di \u00abuna Chiesa con un volto amazzonico e una Chiesa con un volto indigeno\u00bb (Fr. PM). Una priorit\u00e0 \u00e8 quella di <u>precisare i contenuti, i metodi e gli atteggiamenti di una pastorale inculturata<\/u>, capace di rispondere alle grandi sfide del territorio. Un\u2019altra priorit\u00e0 \u00e8 quella di <u>proporre nuovi ministeri e servizi<\/u> per i diversi agenti pastorali, che rispondano ai compiti e alle responsabilit\u00e0 della comunit\u00e0. In questa linea, occorre individuare <u>quale tipo di ministero ufficiale possa essere conferito alla donna<\/u>, tenendo conto del ruolo centrale che le donne rivestono oggi nella Chiesa amazzonica. \u00c8 altres\u00ec necessario sostenere il clero indigeno e nativo del territorio, valorizzandone l\u2019identit\u00e0 culturale e i valori propri. Infine, bisogna <u>progettare nuovi cammini<\/u> affinch\u00e9 il Popolo di Dio possa avere un accesso migliore e frequente all\u2019Eucaristia, centro della vita cristiana (cf. DAp 251).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"15\">\n<li><strong>Nuovi cammini<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Mentre pensiamo a una Chiesa dal volto amazzonico, sogniamo con i piedi per terra, la nostra terra di origine. Al tempo stesso, riflettiamo con gli occhi aperti su come questa Chiesa dovr\u00e0 essere, a partire dalla concreta variet\u00e0 culturale dei popoli. <strong>I nuovi cammini dovranno incidere sui ministeri, sulla liturgia e sulla teologia (teologia india)<\/strong><a name=\"_ftnref4\"><\/a><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>La Chiesa si \u00e8 indirizzata ai popoli mossa dal mandato di Ges\u00f9 e dalla fedelt\u00e0 al suo Vangelo. Oggi essa ha bisogno di scoprire \u00abcon gioia e rispetto i semi della Parola\u00bb (AG 11) all\u2019interno della regione.<\/p>\n<p><u>Tutto il Popolo di Dio, con i suoi Vescovi e sacerdoti, religiosi e religiose, missionari e missionarie religiosi e laici, \u00e8 chiamato a entrare con cuore aperto in questo nuovo cammino ecclesiale. Tutti sono chiamati a vivere insieme alle comunit\u00e0 e a impegnarsi in difesa della loro esistenza, ad amarle e ad amare le loro culture. I missionari autoctoni e quelli che vengono da fuori devono coltivare la spiritualit\u00e0 della contemplazione e della gratuit\u00e0, sentire con il cuore e guardare con gli occhi di Dio i popoli amazzonici e indigeni<\/u>.<\/p>\n<p>La spiritualit\u00e0 pratica, quella con i piedi per terra, offre la possibilit\u00e0 di trovare la gioia e il gusto di vivere insieme ai popoli amazzonici, e cos\u00ec di valorizzare le loro ricchezze culturali in cui Dio ha seminato il seme della Buona Notizia. Dobbiamo essere anche capaci di riconoscere quegli elementi presenti all\u2019interno delle culture che, essendo storicamente condizionati, hanno bisogno di purificazione, e di lavorare per la conversione individuale e comunitaria, coltivando il dialogo a diversi livelli. La spiritualit\u00e0 profetica e del martirio accresce il nostro impegno per la vita dei popoli e la difesa del loro passato e del loro presente, spingendoci a guardare avanti per costruire una nuova storia.<\/p>\n<p>Siamo chiamati come Chiesa a rafforzare il protagonismo dei popoli: abbiamo bisogno di una spiritualit\u00e0 interculturale che ci aiuti a interagire con le diversit\u00e0 dei popoli e con le loro tradizioni. Dobbiamo aggregare le forze per prenderci insieme cura della nostra Casa Comune.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di una spiritualit\u00e0 di comunione fra i missionari autoctoni e quelli che vengono da fuori, per imparare insieme ad accompagnare le persone, ascoltando le loro storie, partecipando ai loro progetti di vita, condividendo la loro spiritualit\u00e0 e facendo proprie le loro lotte. <strong>Una spiritualit\u00e0 con lo stile di Ges\u00f9: semplice, umano, dialogante, samaritano, che permetta di celebrare la vita, la liturgia, l\u2019Eucaristia, le feste, sempre rispettando i ritmi propri di ogni popolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Incoraggiare lo sviluppo di una Chiesa dal volto amazzonico implica, per i missionari, la capacit\u00e0 di scoprire i semi e i frutti del Verbo gi\u00e0 presenti nella concezione del mondo dei popoli della regione. Per fare questo \u00e8 necessario assicurare una presenza stabile e conoscere la lingua autoctona, la cultura e l\u2019esperienza spirituale di quei popoli. Soltanto cos\u00ec la Chiesa potr\u00e0 rendere presente tra di essi la vita di Cristo.<\/p>\n<p>Per concludere, e ricordando le parole di Papa Francesco, vorremmo \u00abchiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilit\u00e0 in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0: siamo \u201ccustodi\u201d della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell\u2019altro, dell\u2019ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo\u00bb (Francesco,\u00a0<em>Omelia nella Messa di inizio del ministero petrino<\/em>, 19.III.2013).<\/p>\n<p>Inoltre, vorremmo anche chiedere ai popoli dell\u2019Amazzonia: \u00abAiutate i vostri Vescovi, aiutate i vostri missionari e le vostre missionarie affinch\u00e9 si uniscano a voi, e in questo modo, dialogando con tutti, possano plasmare una Chiesa con un volto amazzonico e una Chiesa con un volto indigeno. Con questo spirito ho convocato un Sinodo per l\u2019Amazzonia nell\u2019anno 2019\u00bb (Fr. PM).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUESTIONARIO<\/p>\n<p>La finalit\u00e0 del Questionario \u00e8 quella di ascoltare la Chiesa di Dio in riferimento ai \u00abnuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale\u00bb in Amazzonia. Lo Spirito parla attraverso tutto il Popolo di Dio. Ascoltandolo si possono conoscere le sfide, le speranze, le proposte, e riconoscere i nuovi cammini che Dio chiede alla Chiesa in questo territorio. <strong>Il presente Questionario \u00e8 indirizzato ai pastori<\/strong> affinch\u00e9 vi rispondano consultando il Popolo di Dio. Per fare questo sono invitati a cercare i mezzi pi\u00f9 adeguati secondo le specifiche realt\u00e0 locali. Il Questionario \u00e8 strutturato in tre parti che corrispondono alle diverse sezioni del Documento Preparatorio:\u00a0<em>vedere, discernere-giudicare, agire.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I PARTE<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Quali sono i problemi pi\u00f9 importanti nella sua comunit\u00e0: le minacce e le difficolt\u00e0 che riguardano la vita, il territorio e la cultura?<\/li>\n<li>Alla luce di\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>, come si configurano la biodiversit\u00e0 e la sociodiversit\u00e0 nel suo territorio?<\/li>\n<li>Come incidono o non incidono queste diversit\u00e0 nel suo lavoro pastorale?<\/li>\n<li>Alla luce dei valori del Vangelo, che tipo di societ\u00e0 dobbiamo promuovere e di quali mezzi disponiamo per farlo, tenendo conto della realt\u00e0 rurale e di quella urbana e delle loro differenze socio-culturali?<\/li>\n<li>Considerata l\u2019enorme ricchezza della loro identit\u00e0 culturale, quali sono i contributi, le aspirazioni e le sfide dei popoli amazzonici in relazione alla Chiesa e al mondo?<\/li>\n<li>In quale maniera questi contributi possono essere integrati in una Chiesa dal volto amazzonico?<\/li>\n<li>Come la Chiesa deve accompagnare i processi di organizzazione dei popoli in riferimento alla loro identit\u00e0 e alla difesa dei loro territori e diritti all\u2019interno di una pastorale integrale?<\/li>\n<li>Quali dovrebbero essere le risposte della Chiesa alle sfide della pastorale urbana nel territorio amazzonico?<\/li>\n<li>Se esistono nel suo territorio Popoli Indigeni in Isolamento Volontario (PIAV), come la Chiesa dovrebbe comportarsi per difendere la loro vita e i loro diritti?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>II PARTE<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Quali speranze offre la presenza della Chiesa alle comunit\u00e0 amazzoniche in ordine alla vita, al territorio e alla cultura?<\/li>\n<li>Come promuovere un\u2019ecologia integrale, ovvero ambientale, economica, sociale, culturale e della vita quotidiana (cf. LS 137-162) in Amazzonia?<\/li>\n<li>Nel contesto della sua Chiesa locale, in che modo Ges\u00f9 \u00e8 Buona Notizia nella vita della famiglia, della comunit\u00e0 e della societ\u00e0 amazzoniche?<\/li>\n<li>Come la comunit\u00e0 cristiana pu\u00f2 rispondere alle situazioni di ingiustizia, povert\u00e0, disuguaglianza, violenze (tra le altre ricordiamo la droga, la tratta di persone, la violenza contro la donna, lo sfruttamento sessuale, la discriminazione verso i popoli indigeni e i migranti) e di esclusione in Amazzonia?<\/li>\n<li>Quali elementi specifici delle identit\u00e0 culturali possono facilitare l\u2019annuncio del Vangelo nella novit\u00e0 del mistero di Ges\u00f9?<\/li>\n<li>Quali cammini si possono intraprendere per inculturare la nostra pratica sacramentale nell\u2019esperienza vissuta dei popoli indigeni?<\/li>\n<li>Come la comunit\u00e0 dei credenti, che \u00e8 \u00abmissionaria per sua natura\u00bb e nel modo che le \u00e8 specifico, partecipa al magistero concreto e quotidiano della Chiesa in Amazzonia?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>III PARTE<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Quale Chiesa sogniamo per l\u2019Amazzonia?<\/li>\n<li>Come immagina una Chiesa in uscita e dal volto amazzonico e quali caratteristiche dovrebbe avere?<\/li>\n<li>Esistono spazi di espressione autoctona e di partecipazione attiva nella pratica liturgica delle sue comunit\u00e0?<\/li>\n<li>Una delle grandi sfide in Amazzonia \u00e8 l\u2019impossibilit\u00e0 di celebrare l\u2019Eucaristia in modo frequente e in tutti i luoghi. Come rispondere a questo?<\/li>\n<li>Come riconoscere e valorizzare il ruolo dei laici nei diversi ambiti pastorali (catechesi, liturgia e carit\u00e0)?<\/li>\n<li>Quale ruolo devono avere i laici nei diversi ambiti socio-ambientali nel territorio?<\/li>\n<li>Cosa deve caratterizzare l\u2019annuncio e la denuncia profetici in Amazzonia?<\/li>\n<li>Quali caratteristiche devono possedere coloro che recano l\u2019annuncio della Buona Notizia in Amazzonia?<\/li>\n<li>Quali sono i servizi e i ministeri dal volto amazzonico nella sua giurisdizione ecclesiastica e quali caratteristiche hanno?<\/li>\n<li>Quali sono i servizi e i ministeri dal volto amazzonico che Lei ritiene dovrebbero essere creati e promossi?<\/li>\n<li>In che modo la vita consacrata pu\u00f2 contribuire con i suoi carismi alla costruzione di una Chiesa dal volto amazzonico?<\/li>\n<li>Il ruolo delle donne nelle nostre comunit\u00e0 \u00e8 di somma importanza: come riconoscerlo e valorizzarlo nella prospettiva di nuovi cammini pastorali?<\/li>\n<li>Come la religiosit\u00e0 popolare, e in particolare la devozione mariana, si integrano e possono contribuire ad aprire nuovi cammini per la Chiesa in Amazzonia?<\/li>\n<li>Quale potrebbe essere il contributo dei mezzi di comunicazione per aiutare a costruire una Chiesa dal volto amazzonico?<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> In questo documento si utilizzano indistintamente i termini \u201cindigeni\u201d, \u201caborigeni\u201d e \u201cpopoli originari\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Si intende per Panamazzonia l\u2019insieme dei territori che si estendono oltre il solo bacino dei fiumi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Fonte: REPAM, Memorie dell\u2019Incontro\u00a0<em>\u201cChiesa dal volto amazzonico e indigeno\u201d<\/em>\u00a0(Quito, Ecuador, 28-30.XI.2017).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. CELAM,\u00a0<em>VI Simposio di Teologia India<\/em>\u00a0(Asunci\u00f3n, Paraguay, 18-23.IX.2017).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Prossimo Sinodo sull\u2019Amazzonia<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 15 febbraio 2017, Papa Francesco rivolgendosi ai rappresentanti di popoli indigeni che si erano riuniti a Roma in occasione della 40<sup>a<\/sup> sessione del Consiglio dei governatori del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), lanci\u00f2 una sfida che il Sinodo vorrebbe raccogliere e rilanciare a quanti governano il mondo. \u00abCredo che il problema essenziale \u2013 disse nell\u2019occasione \u2013 sia come conciliare il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori \u2026 In questo senso dovrebbe sempre prevalere il diritto al consenso previo e informato\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Papa Francesco il 15 ottobre 2017 all\u2019<em>Angelus<\/em> ha annunciato la decisione di convocare un\u2019Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione panamazzonica nel 2019 indicandone l\u2019obiettivo: \u00abtrovare nuove vie per l\u2019evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta\u00bb. L\u20198 giugno 2018 ne \u00e8 stato pubblicato il Documento preparatorio: <em>Amazzonia, nuovi camini per la Chiesa e per una ecologia integrale<\/em>, che \u00e8 stato presentato nella Sala stampa vaticana luned\u00ec 17 giugno. Il testo che si trova nel sito ufficiale della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi si compone di 3 parti:<\/p>\n<p>VEDERE. Identit\u00e0 e grido della Panamazzonia; DISCERNERE.\u00a0Verso una conversione pastorale ed ecologica; AGIRE. Nuovi cammini per una Chiesa dal volto amazzonico<a name=\"_ftnref3\"><\/a>. In conclusione troviamo un questionario con 14 domande strutturate secondo le tre sezioni del Documento (<em>vedere, discernere-giudicare, agire<\/em>)<em>. <\/em>Si annunciano almeno due sfide alquanto significative da affrontare: la possibilit\u00e0 di ordinazione sacerdotale di anziani preferibilmente indigeni e il tipo di ministero da conferire alla donna.<\/p>\n<p>Il 25 febbraio 2019 la Segreteria generale del Sinodo dei vescovi ne ha indicato la data della celebrazione a Roma: da domenica 6 a domenica 27 ottobre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanti volessero altre informazioni si suggeriscono degli articoli:<\/p>\n<p>Arturo Peraza, <em>Amazzonia e diritti umani <\/em>in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica <\/em>2019 I 45-58 | 4045 (5\/19 gennaio 2019)<\/p>\n<p>Antonio Spadaro, <em>Verso il Sinodo sull\u2019Amazzonia. Intervista al card. Cl\u00e1udio Hummes <\/em>in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica <\/em>2019 II 343-356 | 4054 (18 mag\/1 giu 2019)<\/p>\n<p>Adelson Ara\u00fajo dos Santos, Spiritualit\u00e0 indigena dell\u2019<em>Amazzonia e cura della \u00abcasa comune\u00bb <\/em>in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica <\/em>2019 III 13-22 | 4057 (6\/20 luglio 2019)<\/p>\n<p>Card. Pedro Ricardo Barreto, Sinodo per l\u2019<em>Amazzonia e diritti umani <\/em>in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica <\/em>2019 III 105-113 | 4058 (20 lug\/3 ago 2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvicinandoci la celebrazione del Sinodo dei Vescovi sull&#8217;Amazzonia (6-27 ottobre 2019)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8095,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-8094","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/amazzonia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-26y","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8094"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8099,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8094\/revisions\/8099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}