{"id":7912,"date":"2019-06-12T16:53:06","date_gmt":"2019-06-12T14:53:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=7912"},"modified":"2019-06-12T16:53:06","modified_gmt":"2019-06-12T14:53:06","slug":"papa-francesco-ai-centri-vocazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/papa-francesco-ai-centri-vocazionali\/","title":{"rendered":"Papa Francesco ai centri vocazionali"},"content":{"rendered":"<p>Udienza ai partecipanti al Congresso<\/p>\n<p>dei Centri nazionali per le Vocazioni delle Chiese di Europa<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle ore 12.00 di gioved\u00ec 6 giugno 2019, nella Sala del Concistoro, Papa Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Congresso dei Centri nazionali per le Vocazioni delle Chiese di Europa, in corso a Roma, dal 4 al 7 giugno, presso la Casa San Juan de Avila. Dopo aver consegnato ai presenti il discorso preparato per l\u2019occasione, il Papa si \u00e8 rivolto a braccio ai partecipanti all\u2019incontro. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Santo Padre ha preparato per la circostanza e consegnato e il discorso che ha pronunciato a braccio:<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Discorso consegnato<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p>saluto tutti voi partecipanti a questo Convegno, che vuole favorire l\u2019attuazione del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani. Vi ringrazio per il lavoro che portate avanti nei rispettivi campi di servizio, e anche per lo sforzo di confrontarvi e condividere le esperienze. Da parte mia, vorrei indicarvi alcune linee che mi stanno particolarmente a cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019Esortazione apostolica\u00a0<em>Christus vivit<\/em>\u00a0ho incoraggiato a \u00abcrescere nella santit\u00e0 e nell\u2019impegno per la propria vocazione\u00bb (n. 3). Incoraggio anche voi, che lavorate nel cosiddetto \u201cvecchio continente\u201d, a credere che \u00abtutto ci\u00f2 che viene toccato da Cristo diventa giovane e si riempie di vita\u00bb (cf. <em>Ibid.<\/em>, 1). Le tre linee che vi indico sono: la santit\u00e0, come chiamata che d\u00e0 senso al cammino di tutta la vita; la comunione, come \u201chumus\u201d delle vocazioni nella Chiesa; la vocazione stessa, come parola chiave da preservare, coniugandola con le altre: \u201cfelicit\u00e0\u201d, \u201clibert\u00e0\u201d e \u201cinsieme\u201d; e infine declinandola come speciale consacrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Santit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Il discorso sulla vocazione porta sempre a pensare ai giovani, perch\u00e9 \u00abla giovinezza \u00e8 la stagione privilegiata delle scelte di vita e della risposta alla chiamata di Dio\u00bb (<em>Documento Finale del Sinodo dei Vescovi sui giovani<\/em>, 140). Questo \u00e8 bene, ma non dobbiamo dimenticare che <strong>la vocazione \u00e8 un cammino che dura tutta la vita<\/strong>. Infatti, la vocazione riguarda il tempo della giovinezza quanto all\u2019orientamento e alla direzione da assumere in risposta all\u2019invito di Dio, e riguarda la vita adulta nell\u2019orizzonte della fecondit\u00e0 e del discernimento del bene da compiere. La vita \u00e8 fatta per portare frutto nella carit\u00e0 e questo riguarda la chiamata alla santit\u00e0 che il Signore fa a tutti, ciascuno attraverso la sua propria strada (cf.\u00a0<em>Gaudete et exsultate<\/em>, 10-11). <strong>Molto spesso abbiamo considerato la vocazione come un\u2019avventura individuale, credendo che riguardi soltanto \u201cme\u201d e non prima di tutto \u201cnoi\u201d<\/strong>. In realt\u00e0, \u00abnessuno si salva da solo, ma si diventa santi insieme\u00bb (cf. <em>Ibid.<\/em>, 6). \u00abLa vita dell\u2019uno \u00e8 legata alla vita dell\u2019altro\u00bb (<em>Gen<\/em> 44, 30), ed <strong>\u00e8 necessario che ci prendiamo cura di questa comune santit\u00e0 di popolo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Comunione<\/strong><\/p>\n<p>La pastorale non pu\u00f2 che essere sinodale, vale a dire capace di dare forma a un \u201ccamminare insieme\u201d (cf.\u00a0<em>Christus vivit<\/em>, 206). E <strong>la sinodalit\u00e0 \u00e8 figlia della comunione. Si tratta di vivere di pi\u00f9 la figliolanza e la fraternit\u00e0, di favorire la stima reciproca, valorizzare la ricchezza di ciascuno, credere che il Risorto pu\u00f2 operare meraviglie anche attraverso le ferite e le fragilit\u00e0 che fanno parte della storia di tutti<\/strong>. Dalla comunione della Chiesa nasceranno nuove vocazioni. Spesso nelle nostre comunit\u00e0, nelle famiglie, nei presbit\u00e8ri abbiamo pensato e lavorato con logiche mondane, che ci hanno diviso e separato. Ci\u00f2 appartiene anche ad alcuni tratti della cultura odierna e la sofferta storia politica dell\u2019Europa \u00e8 di monito e fa da sprone. <strong>Solo riconoscendoci veramente comunit\u00e0 \u2013 aperte, vive, inclusive \u2013 diventeremo capaci di futuro. Di questo i giovani hanno sete<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vocazione<\/strong><\/p>\n<p>La parola \u201cvocazione\u201d non \u00e8 scaduta. L\u2019abbiamo ripresa nell\u2019ultimo Sinodo, durante tutte le fasi. Ma la sua destinazione rimane il popolo di Dio, la predicazione e la catechesi, e soprattutto l\u2019incontro personale, che \u00e8 il primo momento dell\u2019annuncio del Vangelo (cf.\u00a0<em>Evangelii gaudium<\/em>, 127- 129). Conosco alcune comunit\u00e0 che hanno scelto di non pronunciare pi\u00f9 la parola \u201cvocazione\u201d nelle loro proposte giovanili, perch\u00e9 ritengono che i giovani ne abbiano paura e non partecipino alle loro attivit\u00e0. Questa \u00e8 una strategia fallimentare: <strong>togliere dal vocabolario della fede la parola \u201cvocazione\u201d significa mutilarne il lessico correndo il rischio, presto o tardi, di non capirsi pi\u00f9<\/strong>. Abbiamo bisogno \u2013 invece \u2013 di uomini e donne, laici e consacrati appassionati, ardenti per l\u2019incontro con Dio e trasformati nella loro umanit\u00e0, capaci di annunciare con la vita la felicit\u00e0 che viene dalla loro vocazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Felicit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u2013 l\u2019essere un segno gioioso \u2013 non \u00e8 per nulla scontato, eppure \u00e8 la questione pi\u00f9 importante per il nostro tempo, in cui la \u201cdea lamentela\u201d ha molti seguaci e ci si accontenta di gioie passeggere. Invece <strong>la felicit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 profonda, permane anche quando la gioia o l\u2019entusiasmo del momento scompaiono, anche quando sopraggiungono le difficolt\u00e0, il dolore, lo scoraggiamento, la disillusione<\/strong>. La felicit\u00e0 rimane perch\u00e9 \u00e8 Ges\u00f9 stesso, la cui amicizia \u00e8 indissolubile (cf.\u00a0<em>Christus vivit<\/em>, 154). \u00abIn fondo \u2013 diceva Papa Benedetto \u2013 vogliamo una cosa sola: la vita beata, la vita che \u00e8 semplicemente vita, semplicemente felicit\u00e0\u00bb (Enciclica\u00a0<em>Spe salvi<\/em>, 11). Alcune esperienze di pastorale giovanile e vocazionale <strong>confondono la felicit\u00e0 che \u00e8 Ges\u00f9 con la gioia emozionante e annunciano la vocazione come tutta luminosa<\/strong>. Questo non va bene, perch\u00e9 quando si entra a contatto con la carne sofferente dell\u2019umanit\u00e0 \u2013 la propria o quella degli altri \u2013, questa gioia scompare. Altri <strong>introducono l\u2019idea che discernere la propria vocazione o camminare nella vita spirituale sia una questione di tecniche, di esercizi dettagliati o di regole da seguire<\/strong>; in realt\u00e0, \u00abla vita che Dio ci offre [\u2026] \u00e8 un invito a far parte di una storia d\u2019amore che si intreccia con le nostre storie\u00bb (<em>Christus vivit<\/em>, 252).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Libert\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 vero che la parola \u201cvocazione\u201d ai giovani pu\u00f2 fare paura, perch\u00e9 spesso \u00e8 stata confusa con un progetto che toglie la libert\u00e0. Dio, invece, sostiene sempre fino in fondo la libert\u00e0 di ciascuno (cf. <em>Ibid.<\/em>, 113). \u00c8 bene ricordarlo, soprattutto quando l\u2019accompagnamento personale o comunitario innesca dinamiche di dipendenza o, peggio, di plagio. Questo \u00e8 molto grave, perch\u00e9 impedisce la crescita e il consolidarsi della libert\u00e0, soffoca la vita rendendola infantile. <strong>La vocazione si riconosce a partire dalla realt\u00e0, in ascolto della Parola di Dio e della storia, in ascolto dei sogni che ispirano le decisioni, nella meraviglia di riconoscere \u2013 a un certo punto \u2013 che ci\u00f2 che vogliamo per davvero \u00e8 anche ci\u00f2 che Dio vuole da noi<\/strong>. Dallo stupore di questo punto d\u2019incontro, la libert\u00e0 si orienta a una scelta dirompente d\u2019amore e la volont\u00e0 fa crescere gli argini capaci di contenere e incanalare verso un\u2019unica direzione tutta la propria energia di vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Insieme<\/strong><\/p>\n<p>La vocazione \u2013 lo abbiamo gi\u00e0 accennato \u2013 non \u00e8 mai soltanto \u201cmia\u201d. \u00abI veri sogni sono i sogni del \u201cnoi\u201d\u00bb (<em>Veglia con i giovani italiani<\/em>, 11 agosto 2018). Nessuno pu\u00f2 compiere una scelta di vita soltanto per s\u00e9; <em>la vocazione \u00e8 sempre per e con gli altri<\/em>. Penso che dovremmo riflettere molto su questi \u201csogni del noi\u201d perch\u00e9 riguardano la vocazione delle nostre comunit\u00e0 di vita consacrata, i nostri presbit\u00e8ri, le nostre parrocchie, i nostri gruppi ecclesiali. Il Signore non chiama mai solo come singoli, ma <strong>sempre all\u2019interno di una fraternit\u00e0 per condividere il suo progetto d\u2019amore<\/strong>, che \u00e8 plurale fin dall\u2019inizio perch\u00e9 lo \u00e8 Lui stesso, Trinit\u00e0 misericordiosa. Trovo sia molto fecondo pensare alla vocazione in questa prospettiva. Anzitutto perch\u00e9 offre uno sguardo missionario condiviso, poi perch\u00e9 rinnova la consapevolezza che <strong>nella Chiesa nulla si compie da soli; che siamo all\u2019interno di una lunga storia orientati verso un futuro che \u00e8 partecipazione di tutti<\/strong>. La pastorale vocazionale non pu\u00f2 essere compito solo di alcuni leader, ma della comunit\u00e0: \u00abogni pastorale \u00e8 vocazionale, ogni formazione \u00e8 vocazionale e ogni spiritualit\u00e0 \u00e8 vocazionale\u00bb (<em>Christus vivit<\/em>, 254).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vocazioni a una speciale consacrazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSe partiamo dalla convinzione che lo Spirito continua a suscitare vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, possiamo \u201cgettare di nuovo le reti\u201d nel nome del Signore, con piena fiducia\u00bb (<em>Ibid.<\/em>, 274). Voglio ribadire con forza questa mia certezza incoraggiandovi a impiegare ancora pi\u00f9 energie nell\u2019<strong>avviare processi e allargare spazi di fraternit\u00e0 che affascina<\/strong> (cf. <em>Ibid.<\/em>, 38) <strong>perch\u00e9 vive di Vangelo<\/strong>. Penso alle tante comunit\u00e0 di vita consacrata che operano capillarmente nella carit\u00e0 e nella missione. Penso alla vita monastica, nella quale affondano le radici dell\u2019Europa e che ancora \u00e8 capace di attrarre molte vocazioni, soprattutto femminili: essa va custodita, valorizzata e aiutata ad esprimersi per quello che veramente \u00e8, scuola di preghiera e di comunione. Penso alle parrocchie, radicate nel territorio e alla loro forza di evangelizzare questo tempo. Penso all\u2019impegno sincero di innumerevoli sacerdoti, diaconi, consacrati, consacrate e vescovi \u00abche ogni giorno si spendono con onest\u00e0 e dedizione al servizio dei giovani. La loro opera \u00e8 una foresta che cresce senza fare rumore\u00bb (<em>Ibid.<\/em>, 99). Non abbiate paura di accettare la sfida di annunciare ancora la vocazione alla vita consacrata e al ministero ordinato. La Chiesa ne ha bisogno! E quando i giovani incontrano <strong>uomini e donne consacrati credibili, non perch\u00e9 perfetti, ma perch\u00e9 segnati dall\u2019incontro col Signore<\/strong>, sanno gustare una vita differente e interrogarsi sulla loro vocazione. \u00abLa Chiesa attira l\u2019attenzione dei giovani attraverso il suo radicarsi in Ges\u00f9 Cristo. Cristo \u00e8 la Verit\u00e0 che rende la Chiesa diversa da qualsiasi altro gruppo secolare in cui potremmo identificarci\u00bb (<em>Documento pre-sinodale dei giovani<\/em>, 11). <strong>Oggi la vita di tutti \u00e8 frammentata e a volte ferita; quella della Chiesa non lo \u00e8 di meno<\/strong>. Radicarsi in Cristo \u00e8 la via maestra per lasciare che la sua opera ci ricomponga. Accompagnare e formare la vocazione \u00e8 acconsentire all\u2019opera artigianale di Cristo che \u00e8 venuto a portare il lieto annuncio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libert\u00e0 degli schiavi e ai ciechi la vista (cf. <em>Lc<\/em> 4, 18). Coraggio allora! Cristo ci vuole vivi!<\/p>\n<p>***<br \/>\n<strong>Discorso a braccio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Grazie per questa visita, grazie al Signor Cardinale per le sue parole. Ho preparato qui una riflessione, che consegner\u00f2 al Cardinale, e mi permetto di parlare un po\u2019 a braccio di quello che mi viene dal cuore. Quando si parla di vocazioni, mi vengono in mente tante cose, tante cose da dire, che si possono pensare o fare, piani apostolici o proposte\u2026<\/p>\n<p>Ma io vorrei prima di tutto chiarire una cosa: che il lavoro per le vocazioni, con le vocazioni, non dev\u2019essere, non \u00e8 proselitismo. Non \u00e8 \u201ccercare nuovi soci per questo club\u201d. No. Deve muoversi nella linea della crescita che Benedetto XVI tanto chiaramente ci ha detto: <strong>la crescita della Chiesa \u00e8 per attrazione, non per proselitismo<\/strong>. Cos\u00ec. Lo ha detto anche a noi [Vescovi Latinoamericani] ad Aparecida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si tratta di cercare dove prendere la gente\u2026, come quelle suorine che andavano nelle Filippine negli anni \u201990, \u201891, \u201892. Non avevano case nelle Filippine, ma andavano l\u00ec e portavano le ragazze qui. E ricordo che nel Sinodo del \u201994 \u00e8 uscito sul giornale: \u201cLa tratta delle novizie\u201d. La Conferenza episcopale filippina ha detto: \u201cNo. Prima di tutto nessuno viene qui a pescare le vocazioni, non va\u201d. E le suore che hanno casa nelle Filippine, facciano la prima parte della formazione nelle Filippine. Cos\u00ec si evita qualche deformazione. Questo ho voluto chiarirlo, perch\u00e9 lo spirito del proselitismo ci fa male.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi, penso \u2013 a proposito della vocazione \u2013 alla <strong>capacit\u00e0 delle persone che aiutano<\/strong>. Aiutare un giovane o una giovane a scegliere la vocazione della sua vita, sia come laico, laica, come sacerdote, religiosa, \u00e8 <strong>aiutare a far s\u00ec che trovi il dialogo con il Signore<\/strong>. Che impari a domandare al Signore: \u201cCosa vuoi da me?\u201d. Questo \u00e8 importante, non \u00e8 un convincimento intellettuale, no: la scelta di una vocazione deve nascere dal dialogo con il Signore, qualunque sia la vocazione. Il Signore mi ispira ad andare avanti nella vita cos\u00ec, per questa strada. E questo significa un bel lavoro per voi: aiutare il dialogo. Si capisce che se voi non dialogate con il Signore, sar\u00e0 abbastanza difficile insegnare agli altri a dialogare su questo punto. Il dialogo con il Signore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi, gli atteggiamenti. Lavorare con i giovani esige tanta pazienza, tanta!, tanta capacit\u00e0 di ascolto, perch\u00e9 a volte i giovani si ripetono, si ripetono\u2026 <strong>Pazienza e capacit\u00e0 di ascolto. E poi ringiovanirsi<\/strong>: cio\u00e8 mettersi in moto, in movimento con loro. Oggi il lavoro con i giovani, in genere, qualsiasi tipo, si fa in movimento. Quando io ero giovane, il lavoro con i giovani si faceva nei circoli di riflessione. Ci riunivamo, facevamo riflessione su quel tema, sull\u2019altro, ognuno studiava il tema prima\u2026 E noi eravamo soddisfatti, e facevamo alcune opere di misericordia, visite agli ospedali, a qualche casa di riposo\u2026 Ma era pi\u00f9 sedentario. <strong>Oggi i giovani sono in movimento, e si deve lavorare con loro in movimento, e cercare in movimento di aiutarli a trovare la vocazione nella loro vita. Questo stanca\u2026 Bisogna stancarsi<\/strong>! Non si pu\u00f2 lavorare per le vocazioni senza stancarsi. \u00c8 quello che ci chiede la vita, la realt\u00e0, il Signore, e tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi una cosa: <strong>il linguaggio del Signore<\/strong>. Oggi sono stato in una riunione con la Commissione COMECE. Il presidente ha fatto una riflessione, mi ha detto: \u201cSono andato in Tailandia con un gruppo di 30, 40 giovani a fare delle ricostruzioni nel nord, per aiutare quella gente\u201d. \u201cE lei, perch\u00e9 fa questo?\u201d, ho domandato. E lui mi ha detto: \u201cPer capire bene il linguaggio dei giovani\u201d. A volte noi parliamo ai giovani come siamo abituati a parlare agli adulti. Per loro, tante volte il nostro linguaggio \u00e8 \u201cesperanto\u201d, \u00e8 proprio come se parlassimo esperanto, perch\u00e9 non capiscono nulla. <strong>Capire il loro linguaggio, che \u00e8 un linguaggio povero di comunione, perch\u00e9 loro sanno tanto di contatti, ma non comunicano. Comunicare \u00e8 forse la sfida che noi dovremmo avere con i giovani. La comunicazione, la comunione. Insegnare loro che \u00e8 bene l\u2019informatica, s\u00ec, avere qualche contatto, ma questo non \u00e8 il linguaggio: questo \u00e8 un linguaggio \u201cgassoso\u201d. Il vero linguaggio \u00e8 comunicare. Comunicare, parlare<\/strong>\u2026 E questo \u00e8 un lavoro di filigrana, di \u201cmerletti\u201d come dicono qui. \u00c8 un lavoro da fare andando passo a passo. E a noi spetta anche capire cosa significa per un giovane vivere sempre \u201cin connessione\u201d, dove \u00e8 andata la capacit\u00e0 di raccogliersi in se stessi: questo \u00e8 un lavoro per i giovani. Non \u00e8 facile, non \u00e8 facile, ma non si pu\u00f2 andare con preconcetti o con l\u2019imposizione puramente dottrinale, nel senso buono della parola: \u201cTu devi fare questo\u201d. No. <strong>Bisogna accompagnare, guidare, e aiutare affinch\u00e9 l\u2019incontro con il Signore faccia loro vedere qual \u00e8 la strada nella vita<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I giovani sono diversi tra loro, sono diversi in tutti i luoghi, ma sono uguali nell\u2019inquietudine, nella sete di grandezza, nella voglia di fare del bene. Sono uguali tutti. <strong>C\u2019\u00e8 la diversit\u00e0 e l\u2019uguaglianza<\/strong>. Forse [potr\u00e0 servirvi] questo che mi \u00e8 venuto di dirvi, invece di leggere il discorso, che avrete per riflettere. Grazie del vostro lavoro! Non perdete la speranza, e andate avanti, con gioia. E adesso che vedo questo coraggioso Cappuccino dell\u2019Islanda, finiamo con una barzelletta. Al nord della sua terra, d\u2019inverno fa 40 sotto zero. E c\u2019era un suo fedele che \u00e8 andato a comprare un frigo, e gli hanno chiesto: \u201cMa perch\u00e9 tu vai a comprare il frigo?\u201d \u2013 \u201cPer riscaldare mio figlio!\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 mezzogiorno, preghiamo il Regina Coeli insieme. [<em>Regina Coeli<\/em>] [<em>Benedizione<\/em>]\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Udienza ai partecipanti al Congresso dei Centri nazionali per le Vocazioni delle Chiese di Europa<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3512,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-7912","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/vocazioni_imm.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-23C","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7912","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7912"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7912\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7913,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7912\/revisions\/7913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3512"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}