{"id":6936,"date":"2017-12-25T08:32:29","date_gmt":"2017-12-25T07:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=6936"},"modified":"2017-12-27T08:34:16","modified_gmt":"2017-12-27T07:34:16","slug":"tutto-e-stato-fatto-per-mezzo-di-lui-e-in-vista-di-lui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/tutto-e-stato-fatto-per-mezzo-di-lui-e-in-vista-di-lui\/","title":{"rendered":"\u00abTutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui e in vista di lui\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Seconda Predica di Avvento 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00ab<strong>Tutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui e in vista di lui<\/strong>\u00bb\u00a0(Colossesi 1,16)<\/p>\n<ol style=\"text-align: center;\">\n<li style=\"text-align: left;\">Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., Predicatore della Casa Pontificia<\/li>\n<\/ol>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cCRISTO \u00c8 LO STESSO, IERI, OGGI E SEMPRE\u201d (Ebrei 13, 8)<\/p>\n<p>L\u2019onnipresenza di Cristo nel tempo<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Cristo e il tempo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dopo aver meditato, la volta scorsa, sul posto che la persona di Cristo occupa nel cosmo, vogliamo dedicare questa seconda riflessione al posto che Cristo occupa nella storia umana; dopo la sua presenza nello spazio, quella nel tempo.<\/p>\n<p>Nella Messa della Notte di Natale nella Basilica di San Pietro, \u00e8 stato ripristinato, dopo il Concilio, l\u2019antico canto della <em>Kalenda<\/em>, tratto dal Martirologio Romano. In esso la nascita di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 posta al termine di una serie di date che la situano nel corso del tempo. Eccone alcune frasi:<\/p>\n<p>\u201cTrascorsi molti secoli dalla creazione del mondo [\u2026];<br \/>\ntredici secoli dopo l\u2019uscita di Israele dall\u2019Egitto sotto la guida di Mos\u00e8;<br \/>\ncirca mille anni dopo l\u2019unzione di Davide quale re di Israele [\u2026];<br \/>\nall\u2019epoca della centonovantaquattresima Olimpiade;<br \/>\nnell\u2019anno 752 dalla fondazione di Roma;<br \/>\nnel quarantaduesimo anno dell\u2019impero di Cesare Ottaviano Augusto;<br \/>\nquando in tutto il mondo regnava la pace, Ges\u00f9 Cristo, Dio eterno e Figlio dell\u2019eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua venuta, essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo\u201d.<\/p>\n<p>Questo modo relativo di calcolare il tempo, partendo da un principio e in riferimento a diversi avvenimenti, era destinato a cambiare radicalmente con la venuta di Cristo, anche se ci\u00f2 non avvenne subito e tutto in una volta. Oscar Cullmann, nel noto studio \u201cCristo e il tempo\u201d, ha spiegato nel modo pi\u00f9 chiaro\u00a0in che \u00e8 consistito questo cambiamento nel modo umano di calcolare il tempo.<\/p>\n<p>Noi non partiamo pi\u00f9 da un\u00a0<em>punto iniziale<\/em>\u00a0(la creazione del mondo, l\u2019uscita dall\u2019Egitto, la fondazione di Roma ecc.), seguendo poi una numerazione che progredisce\u00a0in avanti verso un futuro illimitato. Partiamo ormai da un\u00a0<em>punto centrale<\/em>, la nascita di Cristo, e calcoliamo il tempo che la precede in modo\u00a0<em>decrescente<\/em>\u00a0verso di essa: cinque secoli, quattro secoli, un secolo avanti Cristo \u2026., \u00a0e in modo\u00a0<em>crescente<\/em>\u00a0il tempo che la segue: un secolo, due secoli o due millenni dopo Cristo. Fra pochi giorni celebreremo il 2017\u00b0\u00a0anniversario di quell\u2019evento.<\/p>\n<p>Questa maniera di calcolare il tempo, dicevo, non si \u00e8\u00a0imposta subito e allo stesso modo. Con Dionigi il Piccolo, nel 525, si cominci\u00f2 a calcolare gli anni a partire dalla nascita di Cristo, anzich\u00e9 dalla fondazione di Roma; ma solo a partire dal secolo XVII (sembra con il teologo Denis P\u00e9tau, detto Petavius) invalse l\u2019uso di contare anche il tempo prima di Cristo secondo gli anni che precedettero la sua venuta. Si \u00e8 arrivati cos\u00ec all\u2019uso generale, espresso dalle formule: <em>ante Christum natum<\/em> (abbreviato a.C.) e <em>post Christum natum<\/em> (abbreviato p. C ); avanti Cristo, dopo Cristo.<\/p>\n<p>Da qualche tempo sta diffondendosi il costume, specie nel mondo anglosassone e nei rapporti internazionali, di evitare questa dicitura, non gradita, per motivi comprensibili, a persone appartenenti ad altre religioni o di nessuna religione. Anzich\u00e9, perci\u00f2, parlare di \u201cera cristiana\u201d, o di \u201canno del Signore\u201d, si preferisce parlare di \u201cera corrente\u201d, o \u201cera comune\u201d (\u201cCommon era\u201d). Alla dicitura \u201cavanti Cristo\u201d (a. C.) si sostituisce \u201cavanti l\u2019era comune\u201d (in inglese BCE) e a quella \u201cdopo Cristo\u201d (d.C.) la dicitura \u201cera Comune\u201d (in inglese CE). Cambia la dicitura, ma non la sostanza della cosa; il calcolo degli anni e del tempo resta lo stesso.<\/p>\n<p>Oscar Cullmann ha chiarito in che consiste la novit\u00e0 della nuova cronologia, introdotta dal cristianesimo. Il tempo non procede per cicli che si ripetono, come era nel pensiero filosofico dei greci e, tra i moderni, in Nietzsche, ma <strong>avanza linearmente, partendo da un punto imprecisato<\/strong> (e in realt\u00e0 non databile) che \u00e8 la creazione del mondo, verso un punto ugualmente imprecisato e imprevedibile che \u00e8 la\u00a0<em>parousia<\/em>. Cristo \u00e8 il centro della linea, colui al quale tutto tende prima di lui e dal quale tutto dipende dopo di lui<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Definendosi \u201cl\u2019Alfa e l\u2019Omega\u201d della storia\u00a0(<em>Ap<\/em> 21, 6), il Risorto assicura che non solo egli riunisce in s\u00e9 il principio alla fine, ma <strong>\u00e8 lui stesso quel principio imprecisato e quella fine imprevedibile, l\u2019autore della creazione e della consumazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Sul momento, la posizione di Cullmann\u00a0incontr\u00f2 una forte reazione ostile da parte dei rappresentanti della teologia dialettica, dominante in quel tempo: Barth, Bultmann e i loro discepoli. Quest\u2019ultima tendeva a de-storicizzare il Kerygma, riducendolo a un esistenzialistico \u201cappello alla decisione\u201d. Mostrava, di conseguenza, un marcato disinteresse per il \u201cGes\u00f9 della storia\u201d in favore del cosiddetto \u201cCristo della fede\u201d. Il rinato interesse per la \u201cstoria della salvezza\u201d nella teologia del dopo Concilio e il ritorno di fiamma di interesse per il Ges\u00f9 della storia nell\u2019esegesi (la cosiddetta \u201cnuova ricerca storica su Ges\u00f9\u201d<a name=\"_ftnref2\"><\/a><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>), hanno dato ragione alla intuizione di Cullmann.<\/p>\n<p>Una conquista della teologia dialettica \u00e8 rimasta intatta: Dio \u00e8 totalmente altro rispetto al mondo, alla storia e al tempo: tra le due realt\u00e0 vi \u00e8 una \u201cinfinita e irriducibile differenza qualitativa\u201d. Quando si tratta di Cristo, tuttavia, a questa certezza dell\u2019infinita differenza, va\u00a0sempre affiancata l\u2019affermazione dell\u2019altrettanto \u201cinfinita\u201d somiglianza. \u00c8 il nucleo stesso della definizione di Calcedonia, espresso con i due avverbi \u201cinconfuse, indivise\u201d, senza confusione e senza separazione. Di Cristo si deve dire, in modo eminente, che \u00e8 \u201cnel mondo\u201d, ma non \u00e8 \u201cdel mondo\u201d; <strong>\u00e8 nella storia e nel tempo, ma trascende la storia e il tempo<\/strong>.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Cristo: figura, evento e sacramento<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Cerchiamo adesso di dare un contenuto pi\u00f9 preciso all\u2019affermazione dell\u2019<strong>onnipresenza di Cristo nella storia e nel tempo<\/strong>. Essa non \u00e8 una presenza astratta e uniforme. Si attua in modo differenziato nelle diverse fasi della storia della salvezza. Cristo \u201c\u00e8 lo stesso, ieri, oggi e sempre\u201d (<em>Eb<\/em> 13, 8), <strong>ma non con la stessa modalit\u00e0<\/strong>. Egli \u00e8 presente nell\u2019Antico Testamento come\u00a0<em>figura<\/em>, \u00e8 presente nel Nuovo Testamento come\u00a0<em>evento<\/em>\u00a0ed \u00e8 presente nel tempo della Chiesa come\u00a0<em>sacramento<\/em>. La figura annuncia, anticipa e\u00a0<em>prepara<\/em>\u00a0l\u2019evento, mentre il sacramento lo celebra, lo rende presente, lo\u00a0<em>attualizza<\/em>\u00a0e, in certo senso, lo prolunga. In questo senso la liturgia ci fa dire a Natale: \u201cHodie Christus natus est, hodie Salvator apparuit\u201d: \u201cOggi Cristo \u00e8 nato, oggi \u00e8 apparso il Salvatore\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 una affermazione costante di san Paolo che, nell\u2019Antico Testamento, tutto \u2013 eventi e personaggi \u2013 fa riferimento a Cristo; \u00e8 un \u201ctipo\u201d, una profezia, o una \u201callegoria\u201d di lui. Ma la convinzione risale al Ges\u00f9 dei Vangeli che applica a se tante parole e fatti dell\u2019Antico Testamento. Secondo Luca, il Risorto in viaggio con due discepoli verso Emmaus, \u201ccominciando da Mos\u00e8 e da tutti i\u00a0profeti, spieg\u00f2 loro in tutte le Scritture ci\u00f2 che si riferiva a lui\u201d (<em>Lc<\/em> 24, 27). La tradizione cristiana ha coniato delle formule brevi per esprimere questa verit\u00e0 di fede, dicendo, per esempio, che la Legge era \u201cgravida\u201d di Cristo; la liturgia della Chiesa vive, praticamente, di questa convinzione e legge in riferimento a Cristo ogni pagina dell\u2019Antico Testamento.<\/p>\n<p>Dire, poi, che Cristo \u00e8 presente nel Nuovo Testamento come \u201cevento\u201d, significa affermare il carattere unico e irripetibile degli eventi storici riguardanti la persona di Ges\u00f9 e in particolare il suo mistero pasquale di morte e risurrezione. L\u2019evento \u00e8 ci\u00f2 che avviene\u00a0<em>semel<\/em>, \u201duna volta per sempre\u201d (<em>Eb<\/em>\u00a0 9, 26-28) e come tale non \u00e8 ripetibile, essendo racchiuso nello spazio e nel tempo.<\/p>\n<p>Dire infine che Cristo \u00e8 presente nella Chiesa come \u201csacramento\u201d, significa affermare che la salvezza da lui attuata diventa operante nella storia attraverso i segni da lui istituiti. La parola \u201csacramento\u201d va qui intesa nel senso pi\u00f9 ampio che include i sette sacramenti, ma anche la parola di Dio,\u00a0e anzi\u00a0l\u2019intera Chiesa come \u201csacramento universale di salvezza\u201d. Grazie ai sacramenti, il\u00a0<em>semel<\/em>\u00a0diventa\u00a0<em>quotiescunque<\/em>, l\u2019\u201cuna sola volta\u201d, diventa \u201cogni volta\u201d, come afferma Paolo della cena del Signore: \u201cOgni volta (<em>quotiescunque<\/em>) che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finch\u00e9 egli venga\u201d (<em>1Cor<\/em> 11, 26).<\/p>\n<p>Quando si parla della presenza di Cristo nella storia della salvezza come figura, come evento e come sacramento, bisogna evitare l\u2019errore di Gioacchino da Fiore (o almeno a lui attribuito): quello cio\u00e8 di dividere l\u2019intera storia umana in tre epoche: l\u2019epoca del Padre che sarebbe l\u2019Antico Testamento, l\u2019era del Figlio che sarebbe il Nuovo Testamento e l\u2019era dello Spirito Santo che sarebbe il tempo della Chiesa.<\/p>\n<p>Questo non sarebbe soltanto contrario alla dottrina della Trinit\u00e0 (che agisce sempre congiuntamente nelle opere ad extra), ma anche alla dottrina cristologica. L\u2019evento Cristo non \u00e8 uno dei tre momenti o delle tre fasi della storia, ma il centro di essi, ci\u00f2 a cui tende il tempo prima di lui e da qui prende senso il tempo dopo di lui. \u00c8 la cerniera che li unisce e li distingue. \u00c8 proprio questa la verit\u00e0 espressa dalla nuova cronologia che divide il tempo in \u201cprima di Cristo\u201d e \u201cdopo Cristo\u201d.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>L\u2019incontro che cambia la vita<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Adesso, come al solito, passiamo dal macrocosmo al microcosmo, dalla storia universale alla storia personale, cio\u00e8 dalla teologia alla vita. La costatazione che, grazie all\u2019uso universale di datare gli eventi, Cristo \u00e8 riconosciuto come il baricentro del tempo e della storia non deve essere per un cristiano un motivo di orgoglio e di trionfalismo, ma l\u2019occasione per un austero esame di coscienza.<\/p>\n<p>La domanda da cui partire \u00e8 semplice: Cristo \u00e8 anche il centro della\u00a0<em>mia<\/em>\u00a0vita, della mia piccola storia personale? Del\u00a0<em>mio<\/em>\u00a0tempo? Vi occupa un posto centrale solo in teoria, o anche di fatto? \u00c8 una verit\u00e0 solo pensata, o anche vissuta?<\/p>\n<p>Nella vita della maggioranza delle persone c\u2019\u00e8 un evento che divide la vita in due parti, crea un prima e un poi. Per gli sposati, questo, in genere, \u00e8 il matrimonio ed essi dividono la propria vita cos\u00ec: \u201cprima di sposarmi\u201d e \u201cdopo sposato\u201d; per i sacerdoti \u00e8 l\u2019ordinazione sacerdotale: prima dell\u2019ordinazione, dopo l\u2019ordinazione; per i religiosi, \u00e8 la professione religiosa.<\/p>\n<p>Anche san Paolo divideva la propria vita in due parti, ma lo spartiacque non era n\u00e9 il matrimonio n\u00e9 l\u2019ordinazione. \u201cIo ero, io ero\u2026\u201d, scrive ai Filippesi \u2013 e segue la lista di tutti i suoi titoli e garanzie di santit\u00e0 (circonciso, ebreo, osservante della legge, irreprensibile); ma d\u2019improvviso tutto questo, da guadagno divenne per lui perdita, da motivo di vanto spazzatura. Perch\u00e9? \u201cA motivo, dice, del sublime vantaggio di conoscere Cristo Ges\u00f9 come mio Signore\u201d (<em>Fil<\/em> 3, 5ss). L\u2019incontro a fuoco con Cristo ha creato nella vita dell\u2019Apostolo una specie di \u201cavanti Cristo\u201d e \u201cdopo Cristo\u201d personale.<\/p>\n<p>Per noi questo spartiacque \u00e8 spesso pi\u00f9 difficile da individuare; tutto \u00e8 fluido, diluito nel tempo e scandito dai cosiddetti \u201criti di passaggio\u201d: battesimo, cresima, matrimonio, ordinazione sacerdotale o professione religiosa. Come fare per sperimentare anche noi qualcosa di quello che sperimentarono san Paolo e tanti altri dopo di lui?<\/p>\n<p>Per nostra fortuna, un evento del genere non \u00e8 frutto esclusivo dei sacramenti; anzi i sacramenti possono benissimo non rappresentare alcun vero \u201cpassaggio\u201d, dal punto di vista esistenziale. L\u2019incontro personale con Cristo \u00e8 un evento che pu\u00f2 aver luogo in qualsiasi momento della vita. A proposito di esso, l\u2019esortazione apostolica\u00a0<em>Evangelii gaudium<\/em>\u00a0scrive:<\/p>\n<p>\u201cInvito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare\u00a0<em>oggi stesso<\/em>\u00a0(!) il suo incontro personale con Ges\u00f9 Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c\u2019\u00e8 motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non \u00e8 per lui, perch\u00e9 \u00abnessuno \u00e8 escluso dalla gioia portata dal Signore\u201d (EG, 3).<\/p>\n<p>In una omelia pasquale anonima del IV secolo, precisamente dell\u2019anno 387,\u2005il vescovo fa una affermazione sorprendentemente moderna, quasi esistenzialistica ante litteram. Dice:<\/p>\n<p>\u201cPer ogni uomo, il principio della vita \u00e8 quello, a partire dal quale Cristo \u00e8 stato immolato per lui. Ma Cristo \u00e8 immolato per lui nel momento in cui egli riconosce la grazia e diventa cosciente della vita procuratagli da quell\u2019immolazione\u201d<a name=\"_ftnref3\"><\/a><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Avvicinandoci al Natale, noi possiamo applicare alla nascita di Cristo quello che l\u2019autore dice della sua morte.\u00a0 \u201cPer ogni uomo il principio della vita \u00e8 quello, a partire dal quale Cristo \u00e8 nato per lui. Ma Cristo nasce per lui nel momento in cui egli riconosce la grazia e diventa cosciente della vita procuratagli da quella nascita\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 un pensiero che ha attraversato, si pu\u00f2 dire, tutta la storia della spiritualit\u00e0 cristiana, a cominciare da Origene, passando per sant\u2019Agostino, san Bernardo, Lutero ed altri: \u201cChe giova a me \u2013 esso dice \u2013 che Cristo sia nato una volta da Maria a Betlemme, se non nasce anche per fede nella mia anima?\u201d<a name=\"_ftnref4\"><\/a><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0In questo senso, ogni Natale, anche quello di quest\u2019anno, potrebbe essere il primo vero Natale della nostra vita.<\/p>\n<p>Un filosofo ateo ha descritto, in una pagina famosa, il momento in cui uno scopre l\u2019<em>esistenza<\/em>, delle cose; scopre cio\u00e8 che esse esistono nella realt\u00e0 e non solo nel pensiero.<\/p>\n<p>\u201cEro \u2013 scrive \u2013 al giardino pubblico. La radice del castagno s\u2019affondava nella terra, proprio sotto la mia panchina. Non mi ricordavo pi\u00f9 che era una radice. Le parole erano scomparse e, con esse, il significato delle cose, i modi del loro uso, i tenui segni di riconoscimento che gli uomini hanno tracciato sulla loro superficie [\u2026]. E poi ho avuto questo lampo di illuminazione. Ne ho avuto il fiato mozzo. Mai, prima di questi ultimi giorni, avevo presentito ci\u00f2 che vuol dire \u201cesistere\u201d. Ero come gli altri, come quelli che passeggiano in riva al mare nei loro abiti primaverili. Dicevo come loro: \u201cIl mare \u00e8 verde; quel punto bianco lass\u00f9 \u00e8 un gabbiano\u201d, ma non sentivo che ci\u00f2 esisteva, che il gabbiano era un \u201cgabbiano-esistente\u201d; di solito l\u2019esistenza si nasconde. \u00c8 l\u00ec, attorno a noi, non si possono dire due parole senza parlare di essa e, infine, non la si tocca [\u2026]. E poi, ecco, d\u2019un tratto, era l\u00ec, chiaro come il giorno: l\u2019esistenza si era improvvisamente svelata\u201d<a name=\"_ftnref5\"><\/a><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Qualcosa di analogo avviene quando uno che ha pronunciato infinite volte il nome di Ges\u00f9, che conosce quasi tutto su di lui, che ha celebrato innumerevoli Messe, un giorno\u00a0scopre che Ges\u00f9 non \u00e8 solo una memoria del passato, per quanto liturgica e sacramentale, non \u00e8 un insieme di dottrine, di dogmi, un oggetto di studio; non \u00e8, in somma, un\u00a0<em>personaggio<\/em>, ma una\u00a0<em>persona<\/em>\u00a0vivente ed esistente, anche se invisibile agli occhi del corpo. Ecco, Cristo \u00e8 nato in lui; \u00e8 avvenuto un salto di qualit\u00e0 nel suo rapporto con Cristo.<\/p>\n<p>\u00c8 quello che hanno sperimentato i grandi convertiti, nel momento in cui, per un incontro, una parola, una illuminazione dall\u2019alto, improvvisamente si \u00e8 accesa in loro una grande luce, ne hanno avuto, anche loro, \u201cil fiato mozzo\u201d e hanno esclamato: \u201cMa allora Dio c\u2019\u00e8! \u00c8 tutto vero!\u201d<\/p>\n<p>Successe, per esempio, a Paul Claudel che il giorno di Natale del 1886 entr\u00f2 per curiosit\u00e0 nella cattedrale di Notre Dame a Parigi e, ascoltando il canto del Magnificat, ebbe \u201cil sentimento lacerante dell\u2019eterna infanzia di\u00a0Dio\u201d ed esclam\u00f2: \u201cS\u00ec, \u00e8 vero, \u00e8 proprio vero! Dio esiste; \u00e8 qui; \u00e8 qualcuno, \u00e8 un essere personale come me! Mi ama, mi chiama\u201d. In quell\u2019istante, scrisse pi\u00f9 tardi, \u201csentii entrare in me tutta la fede della Chiesa\u201d<a name=\"_ftnref6\"><\/a><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Facciamo per\u00f2 un passo avanti. Cristo, abbiamo visto, non \u00e8 solo il centro, o il baricentro, della storia umana, colui che, con la sua venuta, crea un prima e un dopo nel scorrere del tempo; \u00e8 anche colui che riempie ogni istante di questo tempo; \u00e8 \u201cla pienezza\u201d, il Pleroma (<em>Col<\/em> 1, 19),\u00a0anche nel senso attivo che riempie di s\u00e9 la storia della salvezza: dapprima come figura, poi come evento e infine come sacramento.<\/p>\n<p>Cosa significa tutto ci\u00f2, trasportato sul piano personale? Significa che Cristo deve riempire anche il mio tempo. \u201cRiempire di Ges\u00f9 pi\u00f9 istanti possibili della propria vita\u201d: non \u00e8 un programma impossibile. Non si tratta infatti di stare tutto il tempo a pensare a Ges\u00f9, ma di \u201caccorgersi\u201d della sua presenza, abbandonarsi alla sua volont\u00e0, di dirgli velocemente \u201cTi amo!\u201d, ogni volta che abbiamo l\u2019occasione (meglio l\u2019ispirazione!) di rientrare in noi stessi.<\/p>\n<p>La tecnica moderna ci offre un\u2019immagine che ci pu\u00f2 aiutare a capire di che si tratta: la connessione a internet. Viaggiando e stando a lungo fuori sede, io ho fatto l\u2019esperienza di che cosa significhi armeggiare a lungo per riuscire avere la connessione a internet, con fili o senza fili, e poi finalmente, quando stavi per arrenderti, ecco comparire di colpo sullo schermo la videata liberatrice di Google. Se prima mi sentivo tagliato fuori, senza poter ricevere la posta, cercare una informazione, comunicare con quelli della mia comunit\u00e0, ecco che ora mi si spalanca davanti il mondo intero. \u00c8 avvenuta la connessione.<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 questa connessione in confronto a quella che si realizza quando uno si \u201cconnette\u201d con la fede con Ges\u00f9 Risorto e vivo? Nel primo caso, ti si apre davanti il povero e tragico mondo degli uomini; qui ti si apre davanti il mondo di Dio, perch\u00e9 Cristo \u00e8 la porta, \u00e8 la via che immette nella Trinit\u00e0 e nell\u2019infinito.<\/p>\n<p>La riflessione su \u201cCristo e il tempo\u201d che abbiamo cercato di fare pu\u00f2 operare una guarigione interiore importante per la maggioranza di noi: la guarigione dal rimpianto sterile della \u201cbeata giovent\u00f9\u201d, la liberazione da quella mentalit\u00e0 radicata che porta a vedere nella vecchiaia solo una sconfitta e una malattia, e non anche una grazia. Davanti a Dio il tempo migliore della vita non \u00e8 quello pi\u00f9 pieno di possibilit\u00e0 e di attivit\u00e0, ma quello pi\u00f9 pieno di Cristo perch\u00e9 esso si inserisce gi\u00e0 nell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019anno entrante vedr\u00e0 i giovani al centro dell\u2019attenzione della Chiesa con il sinodo su \u201cI giovani e la fede\u201d in preparazione alle giornate mondiali della giovent\u00f9. Aiutiamoli a innamorarsi di Ges\u00f9 Cristo e avremo fatto ad essi il dono pi\u00f9 bello.<\/p>\n<p>Terminiamo richiamando alla mente le parole con cui l\u2019entrata dell\u2019eterno nel tempo viene proclamata nella notte di Natale, nello stile semplice e grandioso del \u201csublime\u201d:<\/p>\n<p>\u201cNel quarantaduesimo anno dell\u2019impero di Cesare Ottaviano Augusto; quando in tutto il mondo regnava la pace, Ges\u00f9 Cristo, Dio eterno e Figlio dell\u2019eterno Padre, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo\u201d.<\/p>\n<p>Intorno al Natale dell\u2019anno 1308 moriva la grande mistica Santa Angela da Foligno. Dal suo letto di morte, rivolta ai figli spirituali che le stavano intorno, a un certo punto esclam\u00f2: \u201cIl Verbo si \u00e8 fatto carne!\u201d. E dopo un lungo intervallo, come se tornasse da un altro mondo, aggiunse: \u201cOgni creatura viene meno; l\u2019intelligenza degli angeli non basta!\u201d. \u201cIn che cosa, le chiesero, ogni creatura viene meno, a che cosa l\u2019intelligenza degli angeli non basta?\u201d. Rispose: \u201cA capire!\u201d<a name=\"_ftnref7\"><\/a><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Aveva ragione. \u00c8 un mistero troppo grande; non si pu\u00f2 capire, ma solo adorare.<\/p>\n<p>La Vergine Madre che ora invochiamo con l\u2019antifona mariana ci ottenga la grazia di accogliere, pieni di commossa gratitudine e di stupore, il Verbo di\u00a0Dio che viene ad abitare in mezzo a noi.<\/p>\n<p>Santo Padre, Venerabili Padri, fratelli e sorelle, Buon Natale!<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Oscar Cullmann,\u00a0<em>Christ et le temps<\/em>, Neuchatel \u2013 Paris 1947; trad. ital.\u00a0<em>Cristo e il tempo<\/em>, 3a ed. Bologna, il Mulino 1967, pp. 39 ss.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cf. James D. G. Dunn,\u00a0<em>A New Perspective on Jesus<\/em>, Grand Rapids, Michigan 2005; trad. ital.\u00a0<em>Cambiare prospettiva su Ges\u00f9<\/em>, Paideia, Brescia, 2011.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Omelia pasquale dell\u2019anno 387:<\/em>\u00a0SCh 36, p. 59 s.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Cf. Origene,\u00a0<em>Commento al Vangelo di Luca<\/em>\u00a022,3 (SCh 87, p. 302). Angelo Silesio (<em>Il Pellegrino cherubico<\/em>, I, 6,1) ha espresso questo stesso pensiero in due versi arditi: \u201cMille volte a Betlemme fosse Cristo nato \/ Se in te non nasce per sempre sei dannato\u201d (\u201cWird Christus tausendmal zu Bethlehem geborn \/ und nicht in dir: du bleibst noch ewiglich verlorn\u201c).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Jean-Paul Sartre,\u00a0<em>La nausea<\/em>, Milano 1984, p. 193 ss.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cf. Paul Claudel,\u00a0<em>\u201cMa conversion\u201d, in\u00a0<\/em>Paul Claudel<em>, Oeuvres en prose<\/em>, Gallimard, Paris 1965, pp. 1009-1010.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>Il libro della Beata Angela da Foligno<\/em>, Ed. Quaracchi, Grottaferrata, 1985, p. 726.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda Predica di Avvento 2017 \u00abTutto \u00e8 stato fatto per mezzo di lui e in vista di lui\u00bb\u00a0(Colossesi 1,16) Raniero Cantalamessa, O.F.M. Cap., Predicatore della Casa Pontificia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6040,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-6936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/avvento_E1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-1NS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6936"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6936\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6937,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6936\/revisions\/6937"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6040"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}