{"id":5698,"date":"2016-12-11T22:09:57","date_gmt":"2016-12-11T21:09:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=5698"},"modified":"2016-12-12T22:17:10","modified_gmt":"2016-12-12T21:17:10","slug":"credo-nello-spirito-santo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/credo-nello-spirito-santo\/","title":{"rendered":"Credo nello Spirito Santo"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>PRIMA PREDICA DI AVVENTO \u2013 2 DICEMBRE 2016<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>CREDO NELLO SPIRITO SANTO<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Padre Raniero Cantalamessa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. La novit\u00e0 del dopo concilio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la celebrazione del 50\u00b0 della chiusura del Concilio Vaticano II,<!--more--> si \u00e8 conclusa la prima fase del \u201cdopo Concilio\u201d e se ne apre un\u2019altra. Se la prima fase \u00e8 stata caratterizzata dai problemi relativi alla \u201crecezione\u201d del Concilio, questa nuova sar\u00e0 caratterizzata, credo, dal completare e integrare il Concilio; in altre parole, dal rileggere il Concilio alla luce dei frutti da esso prodotti, mettendo in luce anche ci\u00f2 che in esso \u00e8 mancante, o presente solo in fase seminale.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 maggiore del dopo Concilio, nella teologia e nella vita della Chiesa, ha un nome preciso: lo Spirito Santo. Il Concilio non aveva certo ignorato la sua azione nella Chiesa, ma ne aveva parlato quasi sempre \u201cen passant\u201d, menzionandolo spesso, ma senza metterne in luce il ruolo centrale, neppure nella costituzione sulla Liturgia. In una conversazione, nel tempo in cui eravamo insieme nella Commissione Teologica Internazionale, ricordo che il Padre Yves Congar us\u00f2 un\u2019immagine forte a questo riguardo; parl\u00f2 di uno Spirito Santo, sparso qua e l\u00e0 nei testi, come si fa con lo zucchero sui dolci che, per\u00f2, non entra a far parte della composizione della pasta.<\/p>\n<p>Il disgelo tuttavia era iniziato. Possiamo dire che l\u2019intuizione di san Giovanni XXIII del concilio come di \u201cuna novella Pentecoste per la Chiesa\u201d ha trovato la sua attuazione solo in seguito, a concilio concluso, come \u00e8 avvenuto spesso, del resto, nella storia dei concili.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno entrante si celebra il 50\u00b0 anniversario dell\u2019inizio, nella Chiesa Cattolica, del Rinnovamento carismatico. \u00c8 uno dei tanti segni \u2013 il pi\u00f9 evidente per la vastit\u00e0 del fenomeno \u2013 del risveglio dello Spirito e dei carismi nella Chiesa. Il Concilio aveva spianato la via alla sua accoglienza, parlando, nella <i>Lumen gentium<\/i>, della dimensione carismatica della Chiesa, insieme a quella istituzionale e gerarchica, e insistendo sulla importanza dei carismi<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn1\">[1]<\/a>. Nell\u2019omelia della Messa crismale del Gioved\u00ec Santo del 2012, Benedetto XVI afferm\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cChi guarda alla storia dell\u2019epoca post-conciliare pu\u00f2 riconoscere la dinamica del vero rinnovamento, che ha spesso assunto forme inattese in movimenti pieni di vita e che rende quasi tangibili l\u2019inesauribile vivacit\u00e0 della santa Chiesa, la presenza e l\u2019azione efficace dello Spirito Santo\u201d.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, la rinnovata esperienza dello Spirito Santo ha stimolato la riflessione teologica<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn2\">[2]<\/a>. Dopo il concilio si sono moltiplicati i trattati sullo Spirito Santo: tra i cattolici, quello dello stesso Congar<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn3\">[3]<\/a>, di K. Rahner<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn4\">[4]<\/a>, di H. M\u00fchlen<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn5\">[5]<\/a> e di von Balthasar<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn6\">[6]<\/a>, tra i luterani quello di J. Moltmann<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn7\">[7]<\/a> e di M. Welker<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn8\">[8]<\/a>, e di tanti altri. Da parte del magistero c\u2019\u00e8 stata l\u2019enciclica di san Giovanni Paolo II \u201cDominum et vivificantem\u201d. In occasione del XVI centenario del concilio di Costantinopoli del 381, lo stesso Sommo Pontefice, nel 1982, promosse un congresso internazionale di Pneumatologia in Vaticano, i cui atti furono pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana, in due grossi volumi intitolati \u201cCredo in Spiritum Sanctum\u201d<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn9\">[9]<\/a>. Negli ultimi anni stiamo assistendo a deciso un passo avanti in questa direzione. Verso la fine della sua carriera, Karl Barth fece un\u2019affermazione provocatoria che era, in parte, anche una autocritica. Disse che in futuro si sarebbe sviluppata una diversa teologia, la \u201cteologia del terzo articolo\u201d. Nello stesso senso si espresse Karl Rahner. Per \u201cterzo articolo\u201d intendevano, naturalmente, l\u2019articolo del credo sullo Spirito Santo. Il suggerimento non \u00e8 caduto nel vuoto. Da esso ha preso avvio l\u2019attuale corrente denominata, appunto, \u201cTeologia del terzo articolo\u201d. Non penso che tale corrente voglia sostituirsi alla teologia tradizionale (sarebbe un errore se lo pretendesse), ma piuttosto affiancarla e vivificarla. Essa si propone di fare dello Spirito Santo non soltanto l\u2019oggetto del trattato che lo riguarda, la Pneumatologia, ma per cos\u00ec dire l\u2019atmosfera in cui si svolge tutta la vita della Chiesa e ogni ricerca teologica; fare del Paraclito \u201cla luce dei dogmi\u201d, secondo un pensiero caro ai Padri della Chiesa.<\/p>\n<p>La trattazione pi\u00f9 completa di questa recente corrente teologica \u00e8 il volume di saggi apparso in inglese nel settembre scorso, con il titolo \u201cTeologia del terzo articolo. Per una dommatica pneumatologica\u201d<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn10\">[10]<\/a>. In esso, partendo dalla dottrina trinitaria della grande tradizione, teologi di diverse Chiese cristiane offrono il loro contributo, come premessa a una teologia sistematica pi\u00f9 aperta allo Spirito e pi\u00f9 rispondente alle esigenze attuali. \u00c8 stato chiesto anche a me, come cattolico, di contribuirvi con un saggio su \u201cCristologia e pneumatologia nei primi secoli della Chiesa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2. Il credo letto dal basso<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ragioni che giustificano questo nuovo orientamento teologico non sono soltanto di ordine dogmatico, ma anche storico. In altre parole, si capisce meglio cos\u2019\u00e8, e cosa si propone, la teologia del terzo articolo se si tiene conto di come si \u00e8 formato l\u2019attuale simbolo Niceno-Costantinopolitano. Da questa storia emerge chiara l\u2019utilit\u00e0 di leggere una volta tale simbolo \u201calla rovescia\u201d, cio\u00e8 partendo dalla fine, anzich\u00e9 dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>Cerco di spiegare cosa intendo dire. Il simbolo Niceno-Costantinopolitano riflette la fede cristiana nella sua fase finale, dopo tutte le chiarificazioni e le definizioni conciliari, terminate nel V secolo. Riflette l\u2019ordine raggiunto alla fine del processo di formulazione del dogma, ma non riflette il processo stesso. Non corrisponde, in altre parole, al processo con cui di fatto la fede della Chiesa si \u00e8 storicamente formata, e neppure corrisponde al processo con cui si giunge oggi alla fede, intesa come fede viva in un Dio vivo.<\/p>\n<p>Nel credo attuale, si parte da Dio Padre e creatore, da lui si passa al Figlio e alla sua opera redentrice, e infine allo Spirito Santo operante nella Chiesa. Nella realt\u00e0, la fede segu\u00ec il cammino inverso. Fu l\u2019esperienza pentecostale dello Spirito che port\u00f2 la Chiesa a scoprire chi era veramente Ges\u00f9 e quale era stato il suo insegnamento. Con Paolo e soprattutto con Giovanni, si arriva a risalire da Ges\u00f9 al Padre. \u00c8 il Paraclito che, secondo la promessa di Ges\u00f9 (<i>Gv<\/i> 16, 13), conduce i discepoli alla \u201cpiena verit\u00e0\u201d su di lui e sul Padre.<\/p>\n<p>San Basilio di Cesarea riassume in questi termini lo svolgimento della rivelazione e della storia della salvezza:<\/p>\n<p>\u201cIl cammino della conoscenza di Dio procede dall\u2019unico Spirito, attraverso l\u2019unico Figlio, fino all\u2019unico Padre; inversamente, la bont\u00e0 naturale, la santificazione secondo natura, la dignit\u00e0 regale, si diffondono dal Padre, per mezzo dell\u2019Unigenito, fino allo Spirito\u201d<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn11\">[11]<\/a>. In altre parole, nell\u2019ordine della creazione e dell\u2019essere, tutto parte dal Padre, passa per il Figlio e giunge a noi nello Spirito; nell\u2019ordine della redenzione e della conoscenza, tutto comincia con lo Spirito Santo, passa per il Figlio Ges\u00f9 Cristo e ritorna al Padre. Possiamo dire che san Basilio \u00e8 il vero iniziatore della teologia del terzo articolo! Nella tradizione occidentale tutto questo \u00e8 espresso sinteticamente nella strofa finale dell\u2019inno <i>Veni creator<\/i>. Rivolgendosi allo Spirito Santo, in essa la Chiesa prega dicendo:<\/p>\n<p>Per te sciamus da Patrem,<\/p>\n<p>noscamus atque Filium,<\/p>\n<p>te utriusque Spiritum<\/p>\n<p>credamus omni tempore.<\/p>\n<p>Fa\u2019 che per mezzo tuo conosciamo il Padre<\/p>\n<p>che conosciamo in pari tempo il Figlio<\/p>\n<p>e in te che sei lo Spirito di entrambi<\/p>\n<p>crediamo fermamente oggi e sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo non significa minimamente che il credo della Chiesa non sia perfetto o che vada riformato. Esso non pu\u00f2 che essere cos\u00ec come \u00e8. \u00c8 il modo di leggerlo che qualche volta \u00e8 utile cambiare, per rifare il cammino con cui si \u00e8 formato. Tra i due modi di utilizzare il credo \u2013 come prodotto compiuto, oppure nel suo stesso farsi -, c\u2019\u00e8 la stessa differenza che fare personalmente, di buon mattino, la scalata del Monte Sinai partendo dal monastero di Santa Caterina, oppure leggere il racconto di uno che ha fatto la scalata prima di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. Un commento al \u201cterzo articolo\u201d<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo intento vorrei, nelle tre meditazioni di Avvento, proporre delle riflessioni su alcuni aspetti dell\u2019azione dello Spirito Santo, partendo appunto dal terzo articolo del credo che lo riguarda. Esso comprende tre grandi affermazioni. Partiamo dalla prima:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201cCredo nello Spirito Santo che \u00e8 Signore e d\u00e0 la vita\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il credo non dice che lo Spirito Santo \u00e8 \u201cil\u201d Signore (poco sopra, nel credo, si proclama: \u201ce credo in un solo Signore Ges\u00f9 Cristo\u201d!). Signore (nel testo originale, <i>to kyrion<\/i>, neutro!) indica qui la natura, non la persona; dice che cosa \u00e8, non chi \u00e8 lo Spirito Santo. \u201cSignore\u201d vuole dire che lo Spirito Santo condivide la Signoria di Dio, che \u00e8 dalla parte del Creatore, non delle creature; in altre parole, che \u00e8 di natura divina.<\/p>\n<p>A questa certezza la Chiesa era giunta basandosi non solo sulla Scrittura, ma anche sulla propria esperienza di salvezza. Lo Spirito, scriveva gi\u00e0 sant\u2019Atanasio, non pu\u00f2 essere una creatura perch\u00e9 quando siamo toccati da lui (nei sacramenti, nella Parola, nella preghiera) facciamo l\u2019esperienza di entrare in contatto con Dio in persona, non con un suo intermediario. Se ci divinizza, vuol dire che \u00e8 lui stesso Dio<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p>Non si poteva, nel simbolo di fede, dire la stessa cosa in modo pi\u00f9 esplicito, definendo lo Spirito Santo puramente e semplicemente \u201cDio e consustanziale con il Padre\u201d, come si era fatto per il Figlio? Certamente, e fu proprio questa la critica mossa subito da alcuni vescovi, tra cui san Gregorio Nazianzeno, alla definizione. Per ragioni di opportunit\u00e0 e di pace, si prefer\u00ec dire la stessa cosa con espressioni equivalenti, attribuendo allo Spirito, oltre che il titolo Signore, anche la isotimia, cio\u00e8 l\u2019uguaglianza con il Padre e il Figlio nell\u2019adorazione e nella glorificazione della Chiesa.<\/p>\n<p>L\u2019espressione secondo cui lo Spirito Santo \u201cd\u00e0 la vita\u201d \u00e8 desunta da diversi passi del Nuovo Testamento: \u201c\u00c8 lo Spirito che d\u00e0 la vita\u201d (<i>Gv<\/i> 6, 63); \u201cLa legge dello Spirito d\u00e0 la vita in Cristo Ges\u00f9\u201d (<i>Rm<\/i> 8, 2); \u201cL\u2019ultimo Adamo divenne spirito datore di vita\u201d (<i>1Cor<\/i> 15, 45); \u201cLa lettera uccide, lo Spirito d\u00e0 la vita\u201d (<i>2Cor<\/i> 3, 6).<\/p>\n<p>Ci poniamo tre domande. Primo, che vita d\u00e0 lo Spirito Santo? Risposta: d\u00e0 la vita divina, la vita di Cristo. Una vita super-naturale, non una super-vita naturale; crea l\u2019uomo nuovo, non il superuomo di Nietzsche \u201cgonfio di vita\u201d. Secondo, dove ci d\u00e0 tale vita? Risposta: nel battesimo, che \u00e8 presentato infatti come un \u201crinascere dallo Spirito\u201d (<i>Gv<\/i> 3, 5), nei sacramenti, nella parola di Dio, nella preghiera, nella fede, nella sofferenza accettata in unione con Cristo. Terzo, come ci d\u00e0 la vita, lo Spirito? Risposta: facendo morire le opere della carne! \u201cSe con l\u2019aiuto dello Spirito fate morire le opere della carne vivrete\u201d, dice san Paolo in Romani 8,13.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201c\u2026 e procede dal Padre (e dal Figlio) e con il Padre e il Figlio \u00e8 adorato e glorificato\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p>Passiamo ora alla seconda grande affermazione del credo sullo Spirito Santo. Finora il simbolo di fede ci ha parlato della natura dello Spirito, non ancora della persona; ci ha detto che cos\u2019\u00e8, non chi \u00e8 lo Spirito; ci ha parlato di ci\u00f2 che accomuna lo Spirito Santo al Padre e al Figlio \u2013 il fatto di essere Dio e di dare la vita. Con la presente affermazione si passa a ci\u00f2 che distingue lo Spirito Santo dal Padre e dal Figlio. Quello che lo distingue dal Padre \u00e8 che procede da lui (altri, infatti, \u00e8 colui che procede, altri colui dal quale egli procede!); quello che lo distingue dal Figlio \u00e8 che procede dal Padre non per generazione, ma per spirazione; non come il concetto (logos) che procede dalla mente, ma come il soffio che procede dalla bocca.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019elemento centrale dell\u2019articolo del credo, quello con cui si intendeva definire il posto che il Paraclito occupa nella Trinit\u00e0. Questa parte del simbolo \u00e8 nota soprattutto per il problema del <i>Filioque<\/i>, che \u00e8 stato per un millennio l\u2019oggetto principale di disaccordo tra l\u2019Oriente e l\u2019Occidente. Non mi soffermo su questo problema fin troppo discusso, anche perch\u00e9 io stesso ne ho parlato in questa sede, trattando dell\u2019accordo di fede tra Oriente e Occidente nella Quaresima dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Mi limito a mettere in luce quello che possiamo ritenere di questa parte del simbolo e che arricchisce la nostra fede comune, al di l\u00e0 delle dispute teologiche. Esso ci dice che lo Spirito Santo non \u00e8 un parente povero nella Trinit\u00e0. Non \u00e8 un semplice \u201cmodo di agire\u201d di Dio, una energia o un fluido che pervade l\u2019universo come pensavano gli stoici; \u00e8 una \u201crelazione sussistente\u201d, dunque una persona.<\/p>\n<p>Non tanto la \u201cterza persona singolare\u201d, quanto piuttosto \u201cla prima persona plurale\u201d. Il \u201cNoi\u201d del Padre e del Figlio<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn13\">[13]<\/a>. Quando, per esprimerci in modo umano, il Padre e il Figlio parlano dello Spirito Santo, non dicono \u201cegli\u201d, ma dicono \u201cnoi\u201d, perch\u00e9 egli \u00e8 l\u2019unit\u00e0 del Padre e del Figlio. Qui si vede la fecondit\u00e0 straordinaria dell\u2019intuizione di sant\u2019Agostino per il quale il Padre \u00e8 colui che ama, il Figlio l\u2019amato e lo Spirito l\u2019amore che li unisce, il dono scambievole. Su ci\u00f2 si basa la credenza della Chiesa occidentale, secondo cui lo Spirito Santo procede \u201cdal Padre e dal Figlio\u201d.<\/p>\n<p>Lo Spirito Santo, nonostante tutto, rester\u00e0 sempre il Dio nascosto, anche se ne conosciamo gli effetti. Egli \u00e8 come il vento: non si sa da dove viene e dove va, ma si vedono gli effetti del suo passaggio. \u00c8 come la luce che illumina tutto ci\u00f2 che sta davanti, rimanendo essa stessa nascosta.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 la persona meno conosciuta e amata dei Tre, nonostante sia l\u2019Amore in persona. Ci \u00e8 pi\u00f9 facile pensare al Padre e al Figlio come \u201cpersone\u201d, ma ci \u00e8 pi\u00f9 difficile per lo Spirito. Non ci sono categorie umane che possono aiutarci a comprendere questo mistero. Per parlare di Dio Padre ci \u00e8 di aiuto la filosofia che si occupa della causa prima (il Dio dei filosofi); per parlare del Figlio abbiamo l\u2019analogia umana del rapporto umano padre \u2013 figlio e abbiamo anche la storia, essendosi il Verbo fatto carne. Per parlare dello Spirito Santo non abbiamo se non la rivelazione e l\u2019esperienza. La stessa Scrittura parla di lui servendosi quasi sempre di simboli naturali: la luce, il fuoco, il vento, l\u2019acqua, il profumo, la colomba.<\/p>\n<p>Comprenderemo pienamente chi \u00e8 lo Spirito Santo solo in paradiso. Anzi lo vivremo in una vita che non avr\u00e0 fine, in un approfondimento che ci dar\u00e0 gioia immensa. Sar\u00e0 come un fuoco dolcissimo che inonder\u00e0 la nostra anima e la colmer\u00e0 di beatitudine, come quando l\u2019amore investe il cuore di una persona e questa si sente felice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>\u201c\u2026 e ha parlato per mezzo dei profeti\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p>Siamo alla terza e ultima grande affermazione sullo Spirito Santo. Dopo aver professato la nostra fede nell\u2019azione vivificatrice e santificatrice dello Spirito nella prima parte dell\u2019articolo (lo Spirito che \u00e8 Signore e d\u00e0 la vita), ora si accenna anche alla sua azione carismatica. Di essa si nomina un carisma per tutti, quello che Paolo ritiene il primo per importanza, e cio\u00e8 la profezia (cf. <i>1Cor<\/i> 14).<\/p>\n<p>Anche del carisma profetico si menziona solo un momento: lo Spirito che \u201cha parlato per mezzo dei profeti\u201d, cio\u00e8 nell\u2019Antico Testamento. L\u2019affermazione si basa su diversi testi della Scrittura, ma in particolare su <i>2 Pietro<\/i> 21: \u201cMossi da Spirito Santo, parlarono alcuni uomini da parte di Dio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>4. Un articolo da completare<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Lettera agli Ebrei dice che \u201cdopo aver parlato un tempo per mezzo dei profeti, negli ultimi tempi Dio ha parlato a noi nel Figlio\u201d (cf. <i>Eb<\/i> 1,1-2). Lo Spirito non ha smesso dunque di parlare per mezzo dei profeti; lo ha fatto con Ges\u00f9 e lo fa anche oggi nella Chiesa. Questa ed altre lacune del simbolo vennero colmate a poco a poco nella pratica della Chiesa, senza bisogno, per questo, di cambiare il testo del credo (come avvenne purtroppo nel mondo latino, con l\u2019aggiunta del <i>Filioque<\/i>). Se ne ha un esempio nell\u2019epiclesi della liturgia ortodossa detta di san Giacomo, che prega cos\u00ec:<\/p>\n<p>\u201cManda\u2026il tuo santissimo Spirito, Signore e vivificatore, che siede con te, Dio e Padre, e con il tuo Figlio unigenito; che regna, consustanziale e coeterno. Egli ha parlato nella Legge, nei Profeti e nel Nuovo Testamento; \u00e8 disceso in forma di colomba sul nostro Signore Ges\u00f9 Cristo nel fiume Giordano, riposando su di lui, ed \u00e8 disceso sui santi apostoli\u2026il giorno della santa Pentecoste\u201d<a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftn14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Si resterebbe delusi perci\u00f2 se si volesse trovare nell\u2019articolo sullo Spirito Santo tutto, o anche solo il meglio, della rivelazione biblica su di lui. Questo mette in evidenza la natura e il limite di ogni definizione dommatica. Il suo scopo non \u00e8 di dire tutto su un dato della fede, ma di tracciare un perimetro dentro il quale si deve collocare ogni affermazione su di esso e che nessuna affermazione pu\u00f2 contraddire. A ci\u00f2 si aggiunge, nel nostro caso, il fatto che l\u2019articolo fu composto in un momento in cui la riflessione teologica sul Paraclito era appena agli inizi e ragioni storiche contingenti (il desiderio di pace dell\u2019imperatore) imponevano, come ho accennato sopra, un compromesso tra le parti.<\/p>\n<p>Noi per\u00f2 non siamo lasciati con le sole parole del credo sul Paraclito. La teologia, la liturgia e la piet\u00e0 cristiana, sia in Oriente che in Occidente, hanno rivestito di \u201ccarne e sangue\u201d le scarne affermazioni del simbolo di fede. Nella sequenza di Pentecoste il rapporto intimo e personale dello Spirito Santo con ogni singola anima (una dimensione completamente assente nel simbolo), \u00e8 espresso da titoli come \u201cpadre dei poveri, luce dei cuori, dolce ospite dell\u2019anima e dolcissimo sollievo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La stessa sequenza rivolge allo Spirito Santo una serie di invocazioni particolarmente belle e rispondenti alle nostre necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Concludiamo, proclamandole insieme, magari cercando di individuare tra esse quella che sentiamo pi\u00f9 necessaria per noi:<\/p>\n<p>Lava quod est s\u00f3rdidum,<\/p>\n<p>riga quod est \u00e1ridum,<\/p>\n<p>sana quod est s\u00e1ucium.<\/p>\n<p>Flecte quod est r\u00edgidum,<\/p>\n<p>ove quod est fr\u00edgidum,<\/p>\n<p>rege quod est d\u00e9vium.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lava ci\u00f2 che \u00e8 sordido,<\/p>\n<p>bagna ci\u00f2 che \u00e8 arido,<\/p>\n<p>sana ci\u00f2 che sanguina.<\/p>\n<p>Piega ci\u00f2 che \u00e8 rigido,<\/p>\n<p>scalda ci\u00f2 che \u00e8 gelido,<\/p>\n<p>raddrizza ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 sviato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref1\">[1]<\/a> <i>Lumen gentium<\/i> 12.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref2\">[2]<\/a> Cf. <i>La riscoperta dello Spirito<\/i>. Esperienza e teologia dello Spirito Santo, a cura di Claus Hartmann e Heribert Muhlen, Milano 1975 (ed. originale, Erfahrung und Theolgie des Heiligen Geistes, M\u00fcnchen 1974).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref3\">[3]<\/a> Y. Congar, <i>Credo nello Spirito Santo<\/i>, 2, Brescia 1982, pp. 157-224<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref4\">[4]<\/a> K. Rahner, <i>Erfahrung des Geistes<\/i>. Meditation auf Pfingsten, Herder, Friburgo i. Br. 1977.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref5\">[5]<\/a> H. M\u00fchlen , <i>Der Heilige Geist als Person<\/i>. Ich \u2013 Du \u2013 Wir, M\u00fcnster in W., 1963<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref6\">[6]<\/a> U. von Balthasar, <i>Spiritus Creator<\/i>, Brescia 1972, p. 109<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref7\">[7]<\/a> J. Moltmann, <i>Lo Spirito della vita<\/i>, Brescia 1994, pp. 102-108.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref8\">[8]<\/a> M. Welker, <i>Lo Spirito di Dio<\/i>. Teologia dello Spirito Santo, Brescia 1995, p.62.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref9\">[9]<\/a> Editi da Libreria Editrice Vaticana nel 1983.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref10\">[10]<\/a> <i>T<\/i><i>hird Article Theology: A Pneumatological Dogmatics<\/i>, a cura di Myk Habets, Fortress Press, Settembre 2016.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref11\">[11]<\/a> Basilio di Cesarea, <i>De Spiritu Sancto<\/i> XVIII, 47 (PG 32, 153).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref12\">[12]<\/a> S. Atanasio, <i>Lettere a Serapione<\/i>, I, 24 (PG 26, 585).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref13\">[13]<\/a> Cf H. M\u00fchlen, <i>Der Heilige Geist als Person. Ich \u2013 Du \u2013 Wir<\/i>, Aschendorff, M\u00fcnster in W. 1963. Il primo a definire lo Spirito Santo il \u00abdivino Noi\u00bb \u00e8 stato S. Kierkegaard, <i>Diario<\/i> II A 731 (23 aprile 1838).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Emanuele\/Downloads\/Avvento%20-%202%20dic%202016.docx#_ftnref14\">[14]<\/a> In A. H\u00e4nggi \u2013 I. Pahl, Prex Eucharistica, Fribourg, Suisse, 1968, p. 250.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMA PREDICA DI AVVENTO \u2013 2 DICEMBRE 2016 CREDO NELLO SPIRITO SANTO Padre Raniero Cantalamessa \u00a0 1. 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