{"id":13253,"date":"2025-09-12T09:29:00","date_gmt":"2025-09-12T07:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=13253"},"modified":"2025-09-15T16:23:26","modified_gmt":"2025-09-15T14:23:26","slug":"la-morte-gesu-dando-un-forte-grido-spiro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/la-morte-gesu-dando-un-forte-grido-spiro\/","title":{"rendered":"La morte. \u00abGes\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2"},"content":{"rendered":"\n<p>La catechesi di Leone XIV nell&#8217;udienza generale del 10 settembre:&nbsp;<strong><em>La morte. \u00abGes\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2\u00bb (Mc 15,37).&nbsp;<\/em><\/strong>Di seguito,&nbsp;il testo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cari fratelli e sorelle,&nbsp;buongiorno e grazie per la vostra presenza, una bella testimonianza!<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi contempliamo il vertice della vita di Ges\u00f9 in questo mondo: la sua morte in croce. I Vangeli attestano un particolare molto prezioso, che merita di essere contemplato con l\u2019intelligenza della fede.&nbsp;<strong>Sulla croce, Ges\u00f9 non muore in silenzio<\/strong>. Non si spegne lentamente, come una luce che si consuma, ma lascia la vita con un grido: \u00ab<em>Ges\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2<\/em>\u00bb (<em>Mc<\/em>&nbsp;15, 37).&nbsp;<strong>Quel grido racchiude tutto<\/strong>: dolore, abbandono, fede, offerta. Non \u00e8 solo la voce di un corpo che cede, ma il segno ultimo di una vita che si consegna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grido di Ges\u00f9 \u00e8 preceduto da una domanda, una delle pi\u00f9 laceranti che possano essere pronunciate: \u00ab<em>Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?<\/em>\u00bb. \u00c8 il primo verso del Salmo 22, ma sulle labbra di Ges\u00f9 assume un peso unico. Il Figlio, che ha sempre vissuto in intima comunione con il Padre, sperimenta ora il silenzio, l\u2019assenza, l\u2019abisso.&nbsp;<strong>Non si tratta di una crisi di fede, ma dell\u2019ultima tappa di un amore che si dona fino in fondo<\/strong>. Il grido di Ges\u00f9 non \u00e8 disperazione, ma sincerit\u00e0, verit\u00e0 portata al limite, fiducia che resiste anche quando tutto tace.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento, il cielo si oscura e il velo del tempio si squarcia (cf.&nbsp;<em>Mc<\/em>&nbsp;15, 33.38). \u00c8 come se il creato stesso partecipasse a quel dolore, e insieme rivelasse qualcosa di nuovo: Dio non abita pi\u00f9 dietro un velo, il suo volto \u00e8 ora pienamente visibile nel Crocifisso. \u00c8 l\u00ec, in quell\u2019uomo straziato, che si manifesta l\u2019amore pi\u00f9 grande.&nbsp;<strong>\u00c8 l\u00ec che possiamo riconoscere un Dio che non resta distante, ma attraversa fino in fondo il nostro dolore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il centurione, un pagano, lo capisce. Non perch\u00e9 ha ascoltato un discorso, ma perch\u00e9 ha visto morire Ges\u00f9 in quel modo: \u00ab<em>Davvero quest\u2019uomo era Figlio di Dio!<\/em>\u00bb&nbsp;(<em>Mc<\/em>&nbsp;15, 39).&nbsp;<strong>\u00c8 la prima professione di fede dopo la morte di Ges\u00f9. \u00c8 il frutto di un grido che non si \u00e8 disperso nel vento, ma ha toccato un cuore<\/strong>. A volte, ci\u00f2 che non riusciamo a dire a parole lo esprimiamo con la voce. Quando il cuore \u00e8 pieno, grida. E questo non \u00e8 sempre un segno di debolezza, pu\u00f2 essere un atto profondo di umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo abituati a pensare al grido come a qualcosa di scomposto, da reprimere. Il Vangelo conferisce al nostro grido un valore immenso, ricordandoci che pu\u00f2 essere invocazione, protesta, desiderio, consegna. Addirittura, pu\u00f2 essere la forma estrema della preghiera, quando non ci restano pi\u00f9 parole.&nbsp;<strong>In quel grido, Ges\u00f9 ha messo tutto ci\u00f2 che gli restava: tutto il suo amore, tutta la sua speranza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 anche questo c\u2019\u00e8, nel gridare: una speranza che non si rassegna. Si grida quando si crede che qualcuno possa ancora ascoltare. Si grida non per disperazione, ma per desiderio. Ges\u00f9 non ha gridato&nbsp;<em>contro<\/em>&nbsp;il Padre, ma&nbsp;<em>verso<\/em>&nbsp;di Lui.&nbsp;<strong>Anche nel silenzio, era convinto che il Padre era l\u00ec. E cos\u00ec ci ha mostrato che la nostra speranza pu\u00f2 gridare, persino quando tutto sembra perduto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gridare diventa allora un gesto spirituale. Non \u00e8 solo il primo atto della nostra nascita \u2013 quando veniamo al mondo piangendo \u2013: \u00e8 anche un modo per restare vivi. Si grida quando si soffre, ma pure quando si ama, si chiama, si invoca.&nbsp;<strong>Gridare \u00e8 dire che ci siamo, che non vogliamo spegnerci nel silenzio, che abbiamo ancora qualcosa da offrire<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel viaggio della vita, ci sono momenti in cui trattenere tutto dentro pu\u00f2 consumarci lentamente. Ges\u00f9 ci insegna a non avere paura del grido, purch\u00e9 sia sincero, umile, orientato al Padre.&nbsp;<strong>Un grido non \u00e8 mai inutile, se nasce dall\u2019amore. E non \u00e8 mai ignorato, se \u00e8 consegnato a Dio<\/strong>. \u00c8 una via per non cedere al cinismo, per continuare a credere che un altro mondo \u00e8 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Cari fratelli e sorelle, impariamo anche questo dal Signore Ges\u00f9: impariamo il grido della speranza quando giunge l\u2019ora della prova estrema. Non per ferire, ma per affidarci. Non per urlare contro qualcuno, ma per aprire il cuore. Se il nostro grido sar\u00e0 vero, potr\u00e0 essere la soglia di una nuova luce, di una nuova nascita. Come per Ges\u00f9:&nbsp;<strong>quando tutto sembrava finito, in realt\u00e0 la salvezza stava per iniziare<\/strong>. Se manifestata con la fiducia e la libert\u00e0 dei figli di Dio, la voce sofferta della nostra umanit\u00e0, unita alla voce di Cristo, pu\u00f2 diventare sorgente di speranza per noi e per chi ci sta accanto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La catechesi di Leone XIV nell&#8217;udienza generale del 10 settembre:&nbsp;La morte. \u00abGes\u00f9, dando un forte grido, spir\u00f2\u00bb (Mc 15,37).&nbsp;Di seguito,&nbsp;il testo. Cari fratelli e sorelle,&nbsp;buongiorno e grazie per la vostra presenza, una bella testimonianza! Oggi contempliamo il vertice della vita di Ges\u00f9 in questo mondo: la sua morte in croce. 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