{"id":11330,"date":"2023-02-07T09:20:17","date_gmt":"2023-02-07T08:20:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=11330"},"modified":"2023-02-01T18:21:33","modified_gmt":"2023-02-01T17:21:33","slug":"messaggio-per-la-xxxi-giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/messaggio-per-la-xxxi-giornata-mondiale-del-malato-11-febbraio-2023\/","title":{"rendered":"Messaggio per la XXXI Giornata mondiale del Malato (11 febbraio 2023)"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>\u00abAbbi cura di lui\u00bb.<br \/>\nLa compassione come esercizio sinodale di guarigione<\/em><\/strong><!--more--><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle!<\/p>\n<p>La malattia fa parte della nostra esperienza umana. Ma essa pu\u00f2 diventare disumana se \u00e8 vissuta nell\u2019isolamento e nell\u2019abbandono, se non \u00e8 accompagnata dalla cura e dalla compassione. Quando si cammina insieme, \u00e8 normale che qualcuno si senta male, debba fermarsi per la stanchezza o per qualche incidente di percorso. \u00c8 l\u00ec, in quei momenti, che si vede come stiamo camminando: se \u00e8 veramente un\u00a0<em>camminare insieme<\/em>, o se si sta sulla stessa strada ma ciascuno per conto proprio, badando ai propri interessi e lasciando che gli altri \u201csi arrangino\u201d. Perci\u00f2, in questa XXXI Giornata Mondiale del Malato, nel pieno di un percorso sinodale, vi invito a riflettere sul fatto che proprio attraverso l\u2019esperienza della fragilit\u00e0 e della malattia <strong>possiamo imparare a camminare insieme secondo lo stile di Dio<\/strong>, che \u00e8 vicinanza, compassione e tenerezza.<\/p>\n<p>Nel Libro del profeta Ezechiele, in un grande oracolo che costituisce uno dei punti culminanti di tutta la Rivelazione, il Signore parla cos\u00ec: \u00abIo stesso condurr\u00f2 le mie pecore al pascolo e io le far\u00f2 riposare. Oracolo del Signore Dio. Andr\u00f2 in cerca della pecora perduta e ricondurr\u00f2 all\u2019ovile quella smarrita, fascer\u00f2 quella ferita e curer\u00f2 quella malata, [\u2026] le pascer\u00f2 con giustizia\u00bb (34, 15-16). L\u2019esperienza dello smarrimento, della malattia e della debolezza fanno naturalmente parte del nostro cammino: non ci escludono dal popolo di Dio, anzi, ci portano al centro dell\u2019attenzione del Signore, che \u00e8 Padre e non vuole perdere per strada nemmeno uno dei suoi figli. Si tratta dunque di imparare da Lui, per essere davvero una comunit\u00e0 che cammina insieme, capace di <strong>non lasciarsi contagiare dalla cultura dello scarto<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019Enciclica\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\"><em>Fratelli tutti<\/em><\/a>, come sapete, propone una lettura attualizzata della parabola del Buon Samaritano. L\u2019ho scelta come cardine, come punto di svolta, per poter uscire dalle \u201combre di un mondo chiuso\u201d e \u201cpensare e generare un mondo aperto\u201d (cf.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#56\">n. 56<\/a>). C\u2019\u00e8 infatti una connessione profonda tra questa parabola di Ges\u00f9 e i molti modi in cui oggi la fraternit\u00e0 \u00e8 negata. In particolare, il fatto che la persona malmenata e derubata viene <em>abbandonata<\/em>\u00a0lungo la strada, rappresenta la condizione in cui sono lasciati troppi nostri fratelli e sorelle nel momento in cui hanno pi\u00f9 bisogno di aiuto. Distinguere quali assalti alla vita e alla sua dignit\u00e0 provengano da <strong>cause naturali<\/strong> e quali invece siano causati da <strong>ingiustizie e violenze<\/strong> non \u00e8 facile. In realt\u00e0, il livello delle disuguaglianze e il prevalere degli interessi di pochi incidono ormai su ogni ambiente umano in modo tale, che risulta difficile considerare \u201cnaturale\u201d qualunque esperienza. Ogni sofferenza si realizza in una \u201ccultura\u201d e fra le sue contraddizioni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che qui importa, per\u00f2, \u00e8 riconoscere la condizione di solitudine, di abbandono. Si tratta di un\u2019atrocit\u00e0 che pu\u00f2 essere superata prima di qualsiasi altra ingiustizia, perch\u00e9 \u2013 come racconta la parabola \u2013 a eliminarla basta un attimo di attenzione, il movimento interiore della compassione. Due passanti, considerati religiosi, vedono il ferito e non si fermano. Il terzo, invece, un samaritano, uno che \u00e8 oggetto di disprezzo, \u00e8 mosso a compassione e si prende cura di quell\u2019estraneo lungo la strada, trattandolo da fratello. Cos\u00ec facendo, senza nemmeno pensarci, cambia le cose, genera un mondo pi\u00f9 fraterno.<\/p>\n<p>Fratelli, sorelle, <strong>non siamo mai pronti per la malattia<\/strong>. E spesso nemmeno per ammettere l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0. Temiamo la vulnerabilit\u00e0 e la pervasiva cultura del mercato ci spinge a negarla. Per la fragilit\u00e0 non c\u2019\u00e8 spazio. E cos\u00ec il male, quando irrompe e ci assale, ci lascia a terra tramortiti. Pu\u00f2 accadere, allora, che gli altri ci abbandonino, o che paia a noi di doverli abbandonare, per non sentirci un peso nei loro confronti. Cos\u00ec inizia la solitudine, e ci avvelena il senso amaro di un\u2019ingiustizia per cui sembra chiudersi anche il Cielo. Fatichiamo infatti a rimanere in pace con Dio, quando si rovina il rapporto con gli altri e con noi stessi. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante, anche riguardo alla malattia, che la Chiesa intera si misuri con l\u2019esempio evangelico del buon samaritano, per <strong>diventare un valido \u201cospedale da campo\u201d<\/strong>: la sua missione, infatti, particolarmente nelle circostanze storiche che attraversiamo, si esprime nell\u2019esercizio della cura. Tutti siamo fragili e vulnerabili; tutti abbiamo bisogno di quell\u2019attenzione compassionevole che sa fermarsi, avvicinarsi, curare e sollevare. <strong>La condizione degli infermi \u00e8 quindi un appello che interrompe l\u2019indifferenza e frena il passo di chi avanza come se non avesse sorelle e fratelli<\/strong>.<\/p>\n<p>La Giornata Mondiale del Malato, in effetti, non invita soltanto alla preghiera e alla prossimit\u00e0 verso i sofferenti; essa, nello stesso tempo, <strong>mira a sensibilizzare il popolo di Dio, le istituzioni sanitarie e la societ\u00e0 civile a un nuovo modo di avanzare insieme<\/strong>. La profezia di Ezechiele citata all\u2019inizio contiene un giudizio molto duro sulle priorit\u00e0 di coloro che esercitano sul popolo un potere economico, culturale e di governo: \u00abVi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore pi\u00f9 grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso forti le pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudelt\u00e0 e violenza\u00bb (34, 3-4). La Parola di Dio \u00e8 sempre illuminante e contemporanea. Non solo nella denuncia, ma anche nella proposta. La conclusione della parabola del Buon Samaritano, infatti, ci suggerisce come l\u2019esercizio della fraternit\u00e0, iniziato da un incontro a tu per tu, si possa allargare a una cura organizzata. La locanda, l\u2019albergatore, il denaro, la promessa di tenersi informati a vicenda (cf.\u00a0<em>Lc<\/em>\u00a010, 34-35): tutto questo fa pensare al ministero di sacerdoti, al lavoro di operatori sanitari e sociali, all\u2019impegno di familiari e volontari grazie ai quali ogni giorno, in ogni parte di mondo, il bene si oppone al male.<\/p>\n<p>Gli anni della pandemia hanno aumentato il nostro senso di gratitudine per chi opera ogni giorno per la salute e la ricerca. Ma da una cos\u00ec grande tragedia collettiva non basta uscire onorando degli eroi. Il Covid-19 ha messo a dura prova questa grande rete di competenze e di solidariet\u00e0 e ha mostrato i limiti strutturali dei sistemi di\u00a0<em>welfare<\/em>\u00a0esistenti. Occorre pertanto che alla gratitudine corrisponda il ricercare attivamente, in ogni Paese, le strategie e le risorse perch\u00e9 ad ogni essere umano sia garantito l\u2019accesso alle cure e il diritto fondamentale alla salute.<\/p>\n<p>\u00abAbbi cura di lui\u00bb (<em>Lc<\/em>\u00a010, 35) \u00e8 la raccomandazione del Samaritano all\u2019albergatore. Ges\u00f9 la rilancia anche ad ognuno di noi, e alla fine ci esorta: \u00abVa\u2019 e anche tu fa\u2019 cos\u00ec\u00bb. Come ho sottolineato in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\"><em>Fratelli tutti<\/em><\/a>, \u00abla parabola ci mostra con quali iniziative si pu\u00f2 rifare una comunit\u00e0 a partire da uomini e donne che fanno propria la fragilit\u00e0 degli altri, che non lasciano edificare una societ\u00e0 di esclusione, ma si fanno prossimi e rialzano e riabilitano l\u2019uomo caduto, perch\u00e9 il bene sia comune\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#67\">n. 67<\/a>). Infatti, \u00absiamo stati fatti per la pienezza che si raggiunge solo nell\u2019amore. Vivere indifferenti davanti al dolore non \u00e8 una scelta possibile\u00bb (<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html#68\">n. 68<\/a>).<\/p>\n<p>Anche l\u201911 febbraio 2023, guardiamo al Santuario di Lourdes come a una profezia, una lezione affidata alla Chiesa nel cuore della modernit\u00e0. Non vale solo ci\u00f2 che funziona e non conta solo chi produce. <strong>Le persone malate sono al centro del popolo di Dio, che avanza insieme a loro come profezia di un\u2019umanit\u00e0 in cui ciascuno \u00e8 prezioso e nessuno \u00e8 da scartare<\/strong>.<\/p>\n<p>All\u2019intercessione di Maria, Salute degli infermi, affido ognuno di voi, che siete malati; voi che ve ne prendete cura in famiglia, con il lavoro, la ricerca e il volontariato; e voi che vi impegnate a tessere legami personali, ecclesiali e civili di fraternit\u00e0. A tutti invio di cuore la mia benedizione apostolica.<\/p>\n<p>Roma, San Giovanni in Laterano, 10 gennaio 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAbbi cura di lui\u00bb. 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