{"id":11008,"date":"2022-09-27T09:16:13","date_gmt":"2022-09-27T07:16:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=11008"},"modified":"2022-09-26T13:17:04","modified_gmt":"2022-09-26T11:17:04","slug":"omelia-di-francesco-tenuta-a-matera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/omelia-di-francesco-tenuta-a-matera\/","title":{"rendered":"Omelia di Francesco tenuta a Matera"},"content":{"rendered":"<p>Matera (25 settembre)<!--more--><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<p>Di seguito l\u2019Omelia che Francesco ha pronunciato nella Messa alla conclusione del 27\u00b0 Congresso Eucaristico Nazionale e poi le parole alla recita dell\u2019Angelus:<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Ci raduna attorno alla sua mensa il Signore, facendosi pane per noi: \u00ab\u00c8 il pane della festa sulla tavola dei figli, [\u2026] crea condivisione, rafforza i legami, ha gusto di comunione\u00bb (<i>Inno XVII Congresso Eucaristico Nazionale<\/i>, Matera 2022). Eppure, il Vangelo che abbiamo appena ascoltato ci dice che non sempre sulla tavola del mondo il pane \u00e8 condiviso: questo \u00e8 vero; non sempre emana il profumo della comunione; non sempre \u00e8 spezzato nella giustizia.<br \/>\n<a name=\"om\"><\/a><\/p>\n<p>Ci fa bene fermarci davanti alla scena drammatica descritta da Ges\u00f9 in questa parabola che abbiamo ascoltato: da una parte un ricco vestito di porpora e di bisso, che sfoggia la sua opulenza e banchetta lautamente; dall\u2019altra parte, un povero, coperto di piaghe, che giace sulla porta sperando che da quella mensa cada qualche mollica di cui sfamarsi. E davanti a questa contraddizione \u2013 che vediamo tutti i giorni \u2013 davanti a questa contraddizione ci chiediamo: a che cosa ci invita il sacramento dell\u2019Eucaristia, fonte e culmine della vita del cristiano?<\/p>\n<p>Anzitutto, l\u2019Eucaristia ci ricorda\u00a0<i>il primato di Dio<\/i>. Il ricco della parabola non \u00e8 aperto alla relazione con Dio: pensa solo al proprio benessere, a soddisfare i suoi bisogni, a godersi la vita. E con questo ha perso anche il nome. Il Vangelo non dice come si chiamava: lo nomina con l\u2019aggettivo \u201cun ricco\u201d, invece del povero dice il nome: Lazzaro. <b>Le ricchezze ti portano a questo, ti spogliano anche del nome<\/b>. Soddisfatto di s\u00e9, ubriacato dal denaro, stordito dalla fiera delle vanit\u00e0, nella sua vita non c\u2019\u00e8 posto per Dio perch\u00e9 egli adora solo se stesso. Non a caso, di lui non si dice il nome: lo chiamiamo \u201cricco\u201d, lo definiamo solo con un aggettivo perch\u00e9 ormai ha perduto il suo nome, ha perduto la sua identit\u00e0 che \u00e8 data solo dai beni che possiede. Com\u2019\u00e8 triste anche oggi questa realt\u00e0, quando confondiamo quello che siamo con quello che abbiamo, quando giudichiamo le persone dalla ricchezza che hanno, dai titoli che esibiscono, dai ruoli che ricoprono o dalla marca del vestito che indossano. \u00c8 la\u00a0<i>religione dell\u2019avere e dell\u2019apparire<\/i>, che spesso domina la scena di questo mondo, ma alla fine ci lascia a mani vuote: sempre. A questo ricco del Vangelo, infatti, non \u00e8 rimasto neanche il nome. Non \u00e8 pi\u00f9 nessuno. Al contrario, il povero ha un nome, Lazzaro, che significa \u201cDio aiuta\u201d. Pur nella sua condizione di povert\u00e0 e di emarginazione, egli pu\u00f2 conservare integra la sua dignit\u00e0 perch\u00e9 vive nella relazione con Dio. Nel suo stesso nome c\u2019\u00e8 qualcosa di Dio e Dio \u00e8 la speranza incrollabile della sua vita.<\/p>\n<p>Ecco allora la sfida permanente che l\u2019Eucaristia offre alla nostra vita: adorare Dio e non se stessi, non noi stessi. <b>Mettere Lui al centro e non la vanit\u00e0 del proprio io<\/b>. Ricordarci che solo il Signore \u00e8 Dio e tutto il resto \u00e8 dono del suo amore. Perch\u00e9 se adoriamo noi stessi, moriamo nell\u2019asfissia del nostro piccolo io; se adoriamo le ricchezze di questo mondo, esse si impossessano di noi e ci rendono schiavi; se adoriamo il dio dell\u2019apparenza e ci inebriamo nello spreco, prima o dopo la vita stessa ci chieder\u00e0 il conto. <b>Sempre la vita ci chiede il conto<\/b>. Quando invece adoriamo il Signore Ges\u00f9 presente nell\u2019Eucaristia, riceviamo uno sguardo nuovo anche sulla nostra vita: io non sono le cose che possiedo o i successi che riesco a ottenere; il valore della mia vita non dipende da quanto riesco a esibire n\u00e9 diminuisce quando vado incontro ai fallimenti e agli insuccessi. Io sono un figlio amato, ognuno di noi \u00e8 un figlio amato; io sono benedetto da Dio; Lui mi ha voluto rivestire di bellezza e mi vuole libero, mi vuole libera da ogni schiavit\u00f9. Ricordiamoci questo: chi adora Dio non diventa schiavo di nessuno: \u00e8 libero. Riscopriamo la preghiera di adorazione, una preghiera che si dimentica con frequenza. <b>Adorare, la preghiera di adorazione, riscopriamola: essa ci libera e ci restituisce alla nostra dignit\u00e0 di figli, non di schiavi<\/b>.<\/p>\n<p>Oltre al primato di Dio, l\u2019Eucaristia ci chiama all\u2019<i>amore dei fratelli<\/i>. Questo Pane \u00e8 per eccellenza il Sacramento dell\u2019amore. \u00c8 Cristo che si offre e si spezza per noi e ci chiede di fare altrettanto, perch\u00e9 la nostra vita sia frumento macinato e diventi pane che sfama i fratelli. Il ricco del Vangelo viene meno a questo compito; vive nell\u2019opulenza, banchetta abbondantemente senza neanche accorgersi del grido silenzioso del povero Lazzaro, che giace stremato alla sua porta. Solo alla fine della vita, quando il Signore rovescia le sorti, finalmente si accorge di Lazzaro, ma Abramo gli dice: \u00abTra noi e voi \u00e8 stato fissato un grande abisso\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a016, 26). Ma l\u2019hai fissato tu: tu stesso. Siamo noi, quando nell\u2019egoismo fissiamo degli abissi. Era stato il ricco a scavare un abisso tra lui e Lazzaro durante la vita terrena e adesso, nella vita eterna, quell\u2019abisso rimane. Perch\u00e9 <b>il nostro futuro eterno dipende da questa vita presente<\/b>: se scaviamo adesso un abisso con i fratelli e le sorelle \u2013, ci \u201cscaviamo la fossa\u201d per il dopo; se alziamo adesso dei muri contro i fratelli e le sorelle, restiamo imprigionati nella solitudine e nella morte anche dopo.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, \u00e8 doloroso vedere che questa parabola \u00e8 ancora storia dei nostri giorni: le ingiustizie, le disparit\u00e0, le risorse della terra distribuite in modo iniquo, i soprusi dei potenti nei confronti dei deboli, l\u2019indifferenza verso il grido dei poveri, l\u2019abisso che ogni giorno scaviamo generando emarginazione, non possono \u2013 tutte queste cose \u2013 lasciarci indifferenti. E allora oggi, insieme, riconosciamo che l\u2019Eucaristia \u00e8 profezia di un mondo nuovo,<b> \u00e8 la presenza di Ges\u00f9 che ci chiede di impegnarci perch\u00e9 accada un\u2019effettiva conversione: conversione<\/b> dall\u2019indifferenza alla compassione, <b>conversione<\/b> dallo spreco alla condivisione, <b>conversione<\/b> dall\u2019egoismo all\u2019amore, <b>conversione<\/b> dall\u2019individualismo alla fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, sogniamo. Sogniamo una\u00a0<i>Chiesa<\/i>\u00a0cos\u00ec: una Chiesa\u00a0<i>eucaristica<\/i>. Fatta di donne e uomini che si spezzano come pane per tutti coloro che masticano la solitudine e la povert\u00e0, per coloro che sono affamati di tenerezza e di compassione, per coloro la cui vita si sta sbriciolando perch\u00e9 \u00e8 venuto a mancare il lievito buono della speranza. Una Chiesa che si inginocchia davanti all\u2019Eucaristia e adora con stupore il Signore presente nel pane; ma che sa anche piegarsi con compassione e tenerezza dinanzi alle ferite di chi soffre, sollevando i poveri, asciugando le lacrime di chi soffre, facendosi pane di speranza e di gioia per tutti. Perch\u00e9 <b>non c\u2019\u00e8 un vero culto eucaristico senza compassione per i tanti \u201cLazzaro\u201d che anche oggi ci camminano accanto. Tanti!<\/b><\/p>\n<p>Fratelli, sorelle, da questa citt\u00e0 di Matera, \u201ccitt\u00e0 del pane\u201d, vorrei dirvi: ritorniamo a Ges\u00f9, ritorniamo all\u2019Eucaristia. Torniamo al gusto del pane, perch\u00e9 mentre siamo affamati di amore e di speranza, o siamo spezzati dai travagli e dalle sofferenze della vita, Ges\u00f9 si fa cibo che ci sfama e ci guarisce. Torniamo al gusto del pane, perch\u00e9 mentre nel mondo continuano a consumarsi ingiustizie e discriminazioni verso i poveri, Ges\u00f9 ci dona il Pane della condivisione e ci manda ogni giorno come apostoli di fraternit\u00e0, apostoli di giustizia, apostoli di pace. Torniamo al gusto del pane per essere Chiesa eucaristica, che mette Ges\u00f9 al centro e si fa pane di tenerezza, pane di misericordia per tutti. Torniamo al gusto del pane per ricordare che, mentre questa nostra esistenza terrena va consumandosi, l\u2019Eucaristia ci anticipa la promessa della risurrezione e ci guida verso la vita nuova che vince la morte.<\/p>\n<p>Pensiamo oggi sul serio al ricco e a Lazzaro. Succede ogni giorno, questo. E tante volte anche \u2013 <b>vergogniamoci <\/b>\u2013 succede in noi, questa lotta, fra noi, nella comunit\u00e0. E quando la speranza si spegne e sentiamo in noi la solitudine del cuore, la stanchezza interiore, il tormento del peccato, la paura di non farcela, torniamo ancora al gusto del pane. <b>Tutti siamo peccatori<\/b>: ognuno di noi porta i propri peccati. Ma, peccatori, torniamo al gusto dell\u2019Eucaristia, al gusto del pane. Torniamo a Ges\u00f9, adoriamo Ges\u00f9, accogliamo Ges\u00f9. Perch\u00e9 Lui \u00e8 l\u2019unico che vince la morte e sempre rinnova la nostra vita.<\/p>\n<p><a name=\"ang\"><\/a><b><u>Angelus<\/u><\/b><\/p>\n<p>Al termine di questa Celebrazione, desidero ringraziare tutti voi che vi avete preso parte, rappresentando il Popolo santo di Dio che \u00e8 in Italia. E sono grato al Cardinale Zuppi che se n\u2019\u00e8 fatto portavoce. Mi congratulo con la Comunit\u00e0 diocesana di Matera-Irsina per lo sforzo organizzativo e di accoglienza; e ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per questo Congresso Eucaristico.<\/p>\n<p>Ora, prima di concludere, ci rivolgiamo alla Vergine Maria, Donna eucaristica. A Lei affidiamo il cammino della Chiesa in Italia, perch\u00e9 in ogni comunit\u00e0 si senta il profumo di Cristo Pane vivo disceso dal Cielo. <b>Io oserei oggi chiedere per l\u2019Italia: pi\u00f9 nascite, pi\u00f9 figl<\/b>i. E invochiamo la sua materna intercessione per i bisogni pi\u00f9 urgenti del mondo.<\/p>\n<p>Penso, in particolare, al <b>Myanmar<\/b>. Da pi\u00f9 di due anni quel nobile Paese \u00e8 martoriato da gravi scontri armati e violenze, che hanno causato tante vittime e sfollati. Questa settimana mi \u00e8 giunto il grido di dolore per la morte di bambini in una scuola bombardata. Si vede che \u00e8 la moda, bombardare le scuole, oggi, nel mondo! Che il grido di questi piccoli non resti inascoltato! Queste tragedie non devono avvenire!<\/p>\n<p>Maria, Regina della Pace, conforti <b>il martoriato popolo ucraino<\/b> e ottenga ai capi delle Nazioni la forza di volont\u00e0 per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra.<\/p>\n<p>Mi unisco all\u2019appello dei <b>Vescovi del Camerun<\/b> per la liberazione di alcune persone sequestrate nella Diocesi di Mamfe, tra cui cinque sacerdoti e una religiosa. Prego per loro e per le popolazioni della provincia ecclesiastica di Bamenda: il Signore doni pace ai cuori e alla vita sociale di quel caro Paese.<\/p>\n<p>Oggi, in questa domenica, la Chiesa celebra <b>la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato<\/b>, sul tema \u201cCostruire il futuro con i migranti e i rifugiati\u201d. Rinnoviamo l\u2019impegno per edificare il futuro secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignit\u00e0. Perch\u00e9 il Regno di Dio si realizza\u00a0<i>con<\/i>\u00a0loro, senza esclusi. \u00c8 anche grazie a questi fratelli e sorelle che le comunit\u00e0 possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale; e la condivisione di diverse tradizioni arricchisce il Popolo di Dio. Impegniamoci tutti a costruire un futuro pi\u00f9 inclusivo e fraterno! I migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matera (25 settembre)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3481,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-11008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/IMM_E-Matera-copia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-2Ry","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11008"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11009,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11008\/revisions\/11009"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}