{"id":10725,"date":"2022-05-19T08:45:13","date_gmt":"2022-05-19T06:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=10725"},"modified":"2022-05-19T09:01:29","modified_gmt":"2022-05-19T07:01:29","slug":"10-catechesi-giobbe-la-prova-della-fede-la-benedizione-dellattesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/10-catechesi-giobbe-la-prova-della-fede-la-benedizione-dellattesa\/","title":{"rendered":"10\u00b0 Catechesi: \u00a0Giobbe. La prova della fede, la benedizione dell\u2019attesa"},"content":{"rendered":"<div class=\"ow-appLayout-hbox ow-appLayout-mail\">\n<div class=\"ow-appLayout-flex ow-appLayout-hbox\">\n<div class=\"SplitPane ow-mail-SplitPane vertical \">\n<div class=\"Pane vertical Pane2  \">\n<div class=\"ow-appLayout-flex ow-appLayout-vbox\">\n<div class=\"ow-mail-MailView-wrapper ow-layout-flex ow-appLayout-hbox\">\n<div class=\"ow-mail-PreviewNone-preveiw-wrapper\">\n<div class=\"ow-mail-MailPreviewFull ow-mail-MailPreviewLocalize\">\n<div class=\"ow-mail-MailPreview\">\n<div class=\"ow-mail-MailPreview-list\">\n<div class=\"ow-mail-MailPreviewDetail-content \">\n<div class=\"ow-mail-MailPreviewBody rich \" role=\"presentation\">\n<div dir=\"ltr\">\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Oggi, mercoled\u00ec, 18 maggio,\u00a0<\/span><\/span><\/span>in Piazza San Pietro, Francesco ha offerto la decima catechesi sull&#8217;anzianit\u00e0:\u00a0<i>Giobbe. La prova della fede, la benedizione dell\u2019attesa<\/i>.<\/p>\n<p align=\"CENTER\">Di seguito il testo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Il brano biblico che abbiamo ascoltato chiude il Libro di Giobbe, un vertice della letteratura universale. Noi incontriamo Giobbe nel nostro cammino di catechesi sulla vecchiaia: lo incontriamo come testimone della fede che non accetta una \u201ccaricatura\u201d di Dio, ma grida la sua protesta di fronte al male, finch\u00e9 Dio risponda e riveli il suo volto. E Dio alla fine risponde, come sempre in modo sorprendente: mostra a Giobbe la sua gloria ma senza schiacciarlo, anzi, con sovrana tenerezza, come fa Dio, sempre, con tenerezza. Bisogna leggere bene le pagine di questo libro, senza pregiudizi, senza luoghi comuni, per cogliere la forza del grido di Giobbe. Ci far\u00e0 bene metterci alla sua scuola, per vincere la tentazione del moralismo davanti all\u2019esasperazione e all\u2019avvilimento per il dolore di aver perso tutto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>In questo passaggio conclusivo del libro \u2013 noi ricordiamo la storia, Giobbe che perde tutto nella vita, perde le ricchezze, perde la famiglia, perde il figlio e perde anche la salute e rimane l\u00ec, piagato, in dialogo con tre amici, poi un quarto, che vengono a salutarlo: questa \u00e8 la storia \u2013 e in questo passaggio di oggi, il passaggio conclusivo del libro, quando Dio finalmente prende la parola (e questo dialogo di Giobbe con i suoi amici \u00e8 come una strada per arrivare al momento che Dio dia la sua parola) Giobbe viene lodato perch\u00e9 ha compreso\u00a0<i>il mistero della tenerezza di Dio nascosta dietro il suo silenzio<\/i>. Dio rimprovera gli amici di Giobbe che presumevano di sapere tutto, sapere di Dio e del dolore, e, venuti per consolare Giobbe, avevano finito per giudicarlo con i loro schemi precostituiti. Dio ci preservi da questo pietismo ipocrita e presuntuoso! Dio ci preservi da quella religiosit\u00e0 moralistica e quella religiosit\u00e0 di precetti che ci d\u00e0 una certa presunzione e porta al fariseismo e all\u2019ipocrisia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Ecco come si esprime il Signore nei loro confronti. Cos\u00ec dice il Signore: \u00abLa mia ira si \u00e8 accesa contro di [voi][\u2026], perch\u00e9 non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. [\u2026]\u00bb: questo \u00e8 quello che dice il Signore agli amici di Giobbe. \u00abIl mio servo Giobbe pregher\u00e0 per voi, affinch\u00e9 io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perch\u00e9 non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe\u00bb (42, 7-8). La dichiarazione di Dio ci sorprende, perch\u00e9 abbiamo letto le pagine infuocate della protesta di Giobbe, che ci hanno lasciato sgomenti. Eppure \u2013 dice il Signore \u2013 Giobbe ha parlato bene, anche quando era arrabbiato e anche arrabbiato contro Dio, ma ha parlato bene, perch\u00e9 ha rifiutato di accettare che Dio sia un \u201cPersecutore\u201d, Dio \u00e8 un\u2019altra cosa. E in premio Dio restituisce a Giobbe il doppio di tutti i suoi beni, dopo avergli chiesto di pregare per quei suoi cattivi amici.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Il punto di svolta della\u00a0<i>conversione della fede<\/i>\u00a0avviene proprio al culmine dello sfogo di Giobbe, l\u00e0 dove dice: \u00abIo so che il mio redentore \u00e8 vivo \/ e che, ultimo, si erger\u00e0 sulla polvere! \/ Dopo che questa mia pelle sar\u00e0 strappata via, \/ senza la mia carne, vedr\u00f2 Dio. \/ Io lo vedr\u00f2, io stesso, \/ i miei occhi lo contempleranno e non un altro\u00bb. (19, 25-27). Questo passaggio \u00e8 bellissimo. A me viene in mente la fine di quell\u2019oratorio geniale di Haendel, <i>il Messia<\/i>, dopo quella festa dell\u2019Alleluja lentamente il soprano canta questo passaggio: \u201cIo so che il mio Redentore vive\u201d, con pace. E cos\u00ec, dopo tutta questa cosa di dolore e di gioia di Giobbe, la voce del Signore \u00e8 un\u2019altra cosa. \u201cIo so che il mio Redentore vive\u201d: \u00e8 una cosa bellissima. Possiamo interpretarlo cos\u00ec: \u201cMio Dio, io so che Tu non sei il Persecutore. Il mio Dio verr\u00e0 e mi render\u00e0 giustizia\u201d. \u00c8 la fede semplice nella risurrezione di Dio, la fede semplice in Ges\u00f9 Cristo, la fede semplice che il Signore sempre ci aspetta e verr\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>La parabola del libro di Giobbe rappresenta in modo drammatico ed esemplare quello che nella vita accade realmente. Cio\u00e8 che su una persona, su una famiglia o su un popolo si abbattono prove troppo pesanti, <b>prove sproporzionate<\/b> rispetto alla piccolezza e fragilit\u00e0 umana. Nella vita spesso, come si dice, \u201cpiove sul bagnato\u201d. E alcune persone sono travolte da una somma di mali che appare veramente eccessiva e ingiusta. E tante persone sono cos\u00ec.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Tutti abbiamo conosciuto persone cos\u00ec. Siamo stati impressionati dal loro grido, ma spesso siamo anche rimasti ammirati di fronte alla fermezza della loro fede e del loro amore nel loro silenzio. Penso ai genitori di bambini con gravi disabilit\u00e0 o a chi vive un\u2019infermit\u00e0 permanente o al familiare che sta accanto&#8230; Situazioni spesso aggravate dalla scarsit\u00e0 di risorse economiche. In certe congiunture della storia, questi cumuli di pesi sembrano darsi come un appuntamento collettivo. \u00c8 quello che \u00e8 successo in questi anni con la pandemia di Covid-19 e che sta succedendo adesso con la guerra in Ucraina.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>Possiamo giustificare questi \u201ceccessi\u201d come una superiore razionalit\u00e0 della natura e della storia? Possiamo benedirli religiosamente come giustificata risposta alle colpe delle vittime, che se li sono meritati? No, non possiamo. <b>Esiste una sorta di diritto della vittima alla protesta, nei confronti del mistero del male<\/b>, diritto che Dio concede a chiunque, anzi, che \u00e8 Lui stesso, in fondo, a ispirare. Alle volte io trovo gente che mi si avvicina e mi dice: \u201cMa, Padre, io ho protestato contro Dio perch\u00e9 ho questo problema, quell\u2019altro \u2026\u201d. Ma, sai, caro, che la protesta \u00e8 un modo di preghiera, quando si fa cos\u00ec. Quando i bambini, i ragazzi protestano contro i genitori, \u00e8 un modo per attirare l\u2019attenzione e chiedere che si prendano cura di loro. Se tu hai nel cuore qualche piaga, qualche dolore e ti viene voglia di protestare, protesta anche contro Dio, Dio ti ascolta, Dio \u00e8 Padre, Dio non si spaventa della nostra preghiera di protesta, no! Dio capisce. Ma sii libero, sii libera nella tua preghiera, non imprigionare la tua preghiera negli schemi preconcetti! <b>La preghiera dev\u2019essere cos\u00ec, spontanea, come quella di un figlio con il padre, che gli dice tutto quello che gli viene in bocca perch\u00e9 sa che il padre lo capisce<\/b>. Il \u201csilenzio\u201d di Dio, nel primo momento del dramma, significa questo. Dio non si sottrarr\u00e0 al confronto, ma all\u2019inizio lascia a Giobbe lo sfogo della sua protesta, e Dio ascolta. Forse, a volte, dovremmo imparare da Dio questo rispetto e questa tenerezza. E a Dio non piace quella enciclopedia \u2013 chiamiamola cos\u00ec \u2013 di spiegazioni, di riflessione che fanno gli amici di Giobbe. Quello \u00e8\u00a0<i>succo di lingua<\/i>, che non \u00e8 giusto: \u00e8 quella religiosit\u00e0 che spiega tutto, ma il cuore rimane freddo. A Dio non piace, questo. Piace pi\u00f9 la protesta di Giobbe o il silenzio di Giobbe.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>La professione di fede di Giobbe \u2013 che emerge proprio dal suo incessante appello a Dio, a una giustizia suprema \u2013 si completa alla fine con l\u2019esperienza quasi mistica, direi io, che gli fa dire: \u00abIo ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto\u00bb (42, 5). Quanta gente, quanti di noi dopo un\u2019esperienza un po\u2019 brutta, un po\u2019 oscura, d\u00e0 il passo e conosce Dio meglio di prima! E possiamo dire, come Giobbe: \u201cIo ti conoscevo per sentito dire, ma adesso ti ho visto, perch\u00e9 ti ho incontrato. Questa testimonianza \u00e8\u00a0<i>particolarmente credibile se la vecchiaia se ne fa carico<\/i>, nella sua progressiva fragilit\u00e0 e perdita. I vecchi ne hanno viste tante nella vita! E hanno visto anche l\u2019inconsistenza delle promesse degli uomini. Uomini di legge, uomini di scienza, uomini di religione persino, che confondono il persecutore con la vittima, imputando a questa la responsabilit\u00e0 piena del proprio dolore. Si sbagliano!<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif;\"><span>I vecchi che trovano la strada di questa testimonianza, che\u00a0<i>converte il risentimento per la perdita nella tenacia per l\u2019attesa della promessa di Dio<\/i>\u00a0\u2013 c\u2019\u00e8 un cambiamento, dal risentimento per la perdita verso <b>una tenacia per seguire la promessa di Dio<\/b> \u2013 questi vecchi sono un presidio insostituibile per la comunit\u00e0 nell\u2019affrontare l\u2019eccesso del male. Lo sguardo dei credenti che si rivolge al Crocifisso impara proprio questo. Che possiamo impararlo anche noi, da tanti nonni e nonne, da tanti anziani che, come Maria, uniscono la loro preghiera, a volte straziante, a quella del Figlio di Dio che sulla croce si abbandona al Padre. Guardiamo gli anziani, guardiamo i vecchi, le vecchie, le vecchiette; guardiamoli con amore, guardiamo la loro esperienza personale. Essi hanno sofferto tanto nella vita, hanno imparato tanto nella vita, ne hanno passate tante, ma alla fine hanno questa pace, una pace \u2013 io direi \u2013 quasi mistica, cio\u00e8 la pace dell\u2019incontro con Dio, tanto che possono dire \u201cIo ti conoscevo per sentito dire, ma adesso ti hanno visto i miei occhi\u201d. Questi vecchi assomigliano a quella pace del figlio di Dio sulla croce che si abbandona al Padre.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"ow-projectable\"><\/div>\n<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, mercoled\u00ec, 18 maggio,\u00a0in Piazza San Pietro, Francesco ha offerto la decima catechesi sull&#8217;anzianit\u00e0:\u00a0Giobbe. 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