{"id":10242,"date":"2021-10-15T12:35:07","date_gmt":"2021-10-15T10:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=10242"},"modified":"2021-10-15T12:35:07","modified_gmt":"2021-10-15T10:35:07","slug":"la-liberta-cristiana-fermento-universale-di-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/la-liberta-cristiana-fermento-universale-di-liberazione\/","title":{"rendered":"La libert\u00e0 cristiana, fermento universale di liberazione"},"content":{"rendered":"<div><em>Nell&#8217;Aula Paolo VI, oggi, 13 ottobre 2021, Francesco ha presentato durante l&#8217;Udienza generale la 11a Catechesi sulla Lettera ai Galati: <\/em><strong><em>La libert\u00e0 cristiana, fermento universale di liberazione<\/em><\/strong>. Di seguito il testo.<\/div>\n<p><!--more--><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/div>\n<div>Nel nostro itinerario di catechesi sulla\u00a0<em>Lettera ai Galati<\/em>, abbiamo potuto mettere a fuoco qual \u00e8 per San Paolo il nucleo centrale della libert\u00e0: il fatto che, con la morte e risurrezione di Ges\u00f9 Cristo, siamo stati liberati dalla schiavit\u00f9 del peccato e della morte. In altri termini: siamo liberi perch\u00e9 siamo stati liberati, liberati per grazia \u2013 non per pagamento -, liberati dall\u2019amore, che diventa la legge somma e nuova della vita cristiana. L\u2019amore: noi siamo liberi perch\u00e9 siamo stati liberati gratuitamente. Questo \u00e8 appunto il punto chiave.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Oggi vorrei sottolineare come questa novit\u00e0 di vita ci apra ad accogliere ogni popolo e cultura e nello stesso tempo apra ogni popolo e cultura a una libert\u00e0 pi\u00f9 grande. San Paolo infatti dice che per chi aderisce a Cristo non conta pi\u00f9 essere giudeo o pagano. Conta solo \u00abla fede che si rende operosa per mezzo della carit\u00e0\u00bb (<em>Gal<\/em>\u00a05,6). Credere che siamo stati liberati e credere in Ges\u00f9 Cristo che ci ha liberati: questa \u00e8 la fede operosa per la carit\u00e0. I detrattori di Paolo \u2013 questi fondamentalisti che erano arrivati l\u00ec &#8211; lo attaccavano per questa novit\u00e0, sostenendo che egli avesse preso questa posizione per opportunismo pastorale, cio\u00e8 per \u201cpiacere a tutti\u201d, minimizzando le esigenze ricevute dalla sua pi\u00f9 stretta tradizione religiosa. \u00c8 lo stesso discorso dei fondamentalisti d\u2019oggi: la storia di ripete sempre. Come si vede, la critica nei confronti di ogni novit\u00e0 evangelica non \u00e8 solo dei nostri giorni, ma ha una lunga storia alle spalle. Paolo, comunque, non rimane in silenzio. Risponde con\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0&#8211; \u00e8 una parola greca che indica coraggio, forza \u2013 e dice: \u00ab\u00c8 forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!\u00bb (<em>Gal<\/em>\u00a01,10). Gi\u00e0 nella sua prima Lettera ai Tessalonicesi si era espresso in termini simili, dicendo che nella sua predicazione non aveva mai usato \u00abparole di adulazione, n\u00e9 [\u2026] avuto intenzioni di cupidigia [\u2026]. E neppure [\u2026] cercato la gloria umana\u00bb (<em>1 Ts<\/em>\u00a02,5-6), che sono le strade del \u201cfar finta di\u201d; una fede che non \u00e8 fede, \u00e8 mondanit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il pensiero di Paolo si mostra ancora una volta di una profondit\u00e0 ispirata. Accogliere la fede comporta per lui rinunciare non al cuore delle culture e delle tradizioni, ma solo a ci\u00f2 che pu\u00f2 ostacolare la novit\u00e0 e la purezza del Vangelo. Perch\u00e9 la libert\u00e0 ottenutaci dalla morte e risurrezione del Signore non entra in conflitto con le culture, con le tradizioni che abbiamo ricevuto, ma anzi immette in esse una libert\u00e0 nuova, una novit\u00e0 liberante, quella del Vangelo. La liberazione ottenuta con il battesimo, infatti, ci permette di acquisire la piena dignit\u00e0 di figli di Dio, cos\u00ec che, mentre rimaniamo ben innestati nelle nostre radici culturali, al tempo stesso ci apriamo all\u2019universalismo della fede che entra in ogni cultura, ne riconosce i germi di verit\u00e0 presenti e li sviluppa portando a pienezza il bene contenuto in esse. Accettare che noi siamo stati liberati da Cristo \u2013 la sua passione, la sua morte, la sua resurrezione \u2013 \u00e8 accettare e portare la pienezza anche alle diverse tradizioni di ogni popolo. La vera pienezza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nella chiamata alla libert\u00e0 scopriamo il vero senso dell\u2019inculturazione del Vangelo. Qual \u00e8 questo vero senso? Essere capaci di annunciare la Buona Notizia di Cristo Salvatore rispettando ci\u00f2 che di buono e di vero esiste nelle culture. Non \u00e8 una cosa facile! Sono tante le tentazioni di voler imporre il proprio modello di vita come se fosse il pi\u00f9 evoluto e il pi\u00f9 appetibile. Quanti errori sono stati compiuti nella storia dell\u2019evangelizzazione volendo imporre un solo modello culturale! La uniformit\u00e0 come regola di vita non \u00e8 cristiana! L\u2019unit\u00e0 s\u00ec, l\u2019uniformit\u00e0 no! A volte, non si \u00e8 rinunciato neppure alla violenza pur di far prevalere il proprio punto di vista. Pensiamo alle guerre. In questo modo, si \u00e8 privata la Chiesa della ricchezza di tante espressioni locali che portano con s\u00e9 la tradizione culturale di intere popolazioni. Ma questo \u00e8 l\u2019esatto contrario della libert\u00e0 cristiana! Per esempio, mi viene in mente quando si \u00e8 affermato il modo di fare apostolato in Cina con padre Ricci o nell\u2019India con padre De Nobili. \u2026 [Qualcuno diceva]: \u201cE no, questo non \u00e8 cristiano!\u201d. S\u00ec, \u00e8 cristiano, sta nella cultura del popolo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Insomma, la visione della libert\u00e0 propria di Paolo \u00e8 tutta illuminata e fecondata dal mistero di Cristo, che nella sua incarnazione \u2013 ricorda il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Concilio Vaticano II<\/a>\u00a0\u2013 si \u00e8 unito in certo modo ad ogni uomo (cfr Cost. past.\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gaudium et spes<\/a><\/em>, 22). E questo vuol dire che non c\u2019\u00e8 uniformit\u00e0, c\u2019\u00e8 invece la variet\u00e0, ma variet\u00e0 unita. Da qui deriva il dovere di rispettare la provenienza culturale di ogni persona, inserendola in uno spazio di libert\u00e0 che non sia ristretto da alcuna imposizione dettata da una sola cultura predominante. \u00c8 questo il senso di dirci cattolici, di parlare di Chiesa cattolica: non \u00e8 una denominazione sociologica per distinguerci da altri cristiani. Cattolico \u00e8 un aggettivo che significa universale: la cattolicit\u00e0, la universalit\u00e0. Chiesa universale, cio\u00e8 cattolica, vuol dire che la Chiesa ha in s\u00e9, nella sua stessa natura, l\u2019apertura a tutti i popoli e le culture di ogni tempo, perch\u00e9 Cristo \u00e8 nato, morto e risorto per tutti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La cultura, d\u2019altronde, \u00e8 per sua stessa natura in continua trasformazione. Si pensi a come siamo chiamati ad annunciare il Vangelo in questo momento storico di grande cambiamento culturale, dove una tecnologia sempre pi\u00f9 avanzata sembra avere il predominio. Se dovessimo pretendere di parlare della fede come si faceva nei secoli passati rischieremmo di non essere pi\u00f9 compresi dalle nuove generazioni. La libert\u00e0 della fede cristiana \u2013 la libert\u00e0 cristiana &#8211; non indica una visione statica della vita e della cultura, ma una visione dinamica, una visione dinamica anche della tradizione. La tradizione cresce ma sempre con la stessa natura. Non pretendiamo, pertanto, di avere il possesso della libert\u00e0. Abbiamo ricevuto un dono da custodire. Ed \u00e8 piuttosto la libert\u00e0 che chiede a ciascuno di essere in un costante cammino, orientati verso la sua pienezza. \u00c8 la condizione di pellegrini; \u00e8 lo stato di viandanti, in un continuo esodo: liberati dalla schiavit\u00f9 per camminare verso la pienezza della libert\u00e0. E questo \u00e8 il grande dono che ci ha dato Ges\u00f9 Cristo. Il Signore ci ha liberato dalla schiavit\u00f9 gratuitamente e ci ha messo sulla strada per camminare nella piena libert\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;Aula Paolo VI, oggi, 13 ottobre 2021, Francesco ha presentato durante l&#8217;Udienza generale la 11a Catechesi sulla Lettera ai Galati: La libert\u00e0 cristiana, fermento universale di liberazione. 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