{"id":10178,"date":"2021-09-22T13:38:03","date_gmt":"2021-09-22T11:38:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=10178"},"modified":"2021-09-20T13:40:14","modified_gmt":"2021-09-20T11:40:14","slug":"discorso-ai-fedeli-della-diocesi-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/discorso-ai-fedeli-della-diocesi-di-roma\/","title":{"rendered":"Discorso ai fedeli della diocesi di Roma"},"content":{"rendered":"<p><em>Aula Paolo VI<\/em><em><br \/>\nSabato, 18 settembre 2021<\/em><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/p>\n<p>Come sapete \u2013 non \u00e8 una novit\u00e0! \u2013, sta per iniziare un\u00a0<em>processo sinodale<\/em>, un cammino in cui tutta la Chiesa si trova impegnata intorno al tema: \u00abPer un Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione\u00bb: tre pilastri. Sono previste tre fasi, che si svolgeranno tra ottobre 2021 e ottobre 2023. Questo itinerario \u00e8 stato pensato come\u00a0<em>dinamismo di ascolto reciproco<\/em>, voglio sottolineare questo: un dinamismo di ascolto reciproco, condotto a tutti i livelli di Chiesa, coinvolgendo tutto il popolo di Dio. Il Cardinale vicario e i Vescovi ausiliari devono ascoltarsi, i preti devono ascoltarsi, i religiosi devono ascoltarsi, i laici devono ascoltarsi. E poi, inter-ascoltarsi tutti. Ascoltarsi; parlarsi e ascoltarsi. Non si tratta di raccogliere opinioni, no. Non \u00e8 un\u2019inchiesta, questa; ma si tratta di ascoltare lo Spirito Santo, come troviamo nel libro dell\u2019<em>Apocalisse<\/em>: \u00abChi ha orecchi, ascolti ci\u00f2 che lo Spirito dice alle Chiese\u00bb (2,7). Avere orecchi, ascoltare, \u00e8 il primo impegno. Si tratta di sentire la voce di Dio, cogliere la sua presenza, intercettare il suo passaggio e soffio di vita. Capit\u00f2 al profeta Elia di scoprire che Dio \u00e8 sempre un Dio delle sorprese, anche nel modo in cui passa e si fa sentire:<\/p>\n<p>\u00abCi fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce [\u2026], ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l\u2019ud\u00ec, Elia si copr\u00ec il volto con il mantello\u00bb (<em>1Re<\/em>\u00a019, 11-13).<\/p>\n<p>Ecco come ci parla Dio. Ed \u00e8 per questa \u201cbrezza leggera\u201d \u2013 che gli esegeti traducono anche \u201cvoce sottile di silenzio\u201d e qualcun altro \u201cun filo di silenzio sonoro\u201d \u2013 che dobbiamo rendere pronte le nostre orecchie, per sentire questa brezza di Dio.<\/p>\n<p>La prima tappa del processo (ottobre 2021 &#8211; aprile 2022) \u00e8 quella che riguarda le singole Chiese diocesane. Ed \u00e8 per questo che sono qui, come vostro Vescovo, a condividere, perch\u00e9 \u00e8 molto importante che la Diocesi di Roma si impegni con convinzione in questo cammino. Sarebbe una figuraccia che la Diocesi del Papa non si impegnasse in questo, no? Una figuraccia per il Papa e anche per voi.<\/p>\n<p>Il tema della sinodalit\u00e0 non \u00e8 il capitolo di un trattato di ecclesiologia, e tanto meno una moda, uno slogan o il nuovo termine da usare o strumentalizzare nei nostri incontri. No! La sinodalit\u00e0 esprime la natura della Chiesa, la sua forma, il suo stile, la sua missione. E quindi parliamo di\u00a0<em>Chiesa sinodale<\/em>, evitando, per\u00f2, di considerare che sia un titolo tra altri, un modo di pensarla che preveda alternative. Non lo dico sulla base di un\u2019opinione teologica, neanche come un pensiero personale, ma seguendo quello che possiamo considerare il primo e il pi\u00f9 importante \u201cmanuale\u201d di ecclesiologia, che \u00e8 il libro degli\u00a0<em>Atti degli Apostoli<\/em>.<\/p>\n<p>La parola \u201csinodo\u201d contiene tutto quello che ci serve per capire: \u201c<em>camminare insieme<\/em>\u201d. Il libro degli\u00a0<em>Atti<\/em>\u00a0\u00e8 la storia di un cammino che parte da Gerusalemme e, attraversando la Samaria e la Giudea, proseguendo nelle regioni della Siria e dell\u2019Asia Minore e quindi nella Grecia, si conclude a Roma. Questa strada racconta la storia in cui camminano insieme la Parola di Dio e le persone che a quella Parola rivolgono l\u2019attenzione e fede. La Parola di Dio cammina con noi. Tutti sono protagonisti, nessuno pu\u00f2 essere considerato semplice comparsa. Questo bisogna capirlo bene: tutti sono protagonisti. Non \u00e8 pi\u00f9 protagonista il Papa, il Cardinale vicario, i Vescovi ausiliari; no: tutti siamo protagonisti, e nessuno pu\u00f2 essere considerato una semplice comparsa. I ministeri, allora, erano ancora considerati autentici servizi. E l\u2019autorit\u00e0 nasceva dall\u2019ascolto della voce di Dio e della gente \u2013 mai separarli \u2013 che tratteneva \u201cin basso\u201d coloro che la ricevevano. Il \u201cbasso\u201d della vita, a cui bisognava rendere il servizio della carit\u00e0 e della fede. Ma quella storia non \u00e8 in movimento soltanto per i luoghi geografici che attraversa. Esprime una continua\u00a0<em>inquietudine interiore<\/em>: questa \u00e8 una parola chiave, la\u00a0<em>inquietudine interiore<\/em>. Se un cristiano non sente questa\u00a0<em>inquietudine interiore<\/em>, se non la vive, qualcosa gli manca; e questa\u00a0<em>inquietudine interiore<\/em>\u00a0nasce dalla propria fede e ci invita a valutare cosa sia meglio fare, cosa si deve mantenere o cambiare. Quella storia ci insegna che stare fermi non pu\u00f2 essere una buona condizione per la Chiesa (cfr\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#I._Una_Chiesa_in_uscita\">Evangelii gaudium<\/a><\/em>, 23). E il movimento \u00e8 conseguenza della docilit\u00e0 allo Spirito Santo, che \u00e8 il regista di questa storia in cui tutti sono protagonisti inquieti, mai fermi.<\/p>\n<p>Pietro e Paolo, non sono solo due persone con i loro caratteri, sono visioni inserite in orizzonti pi\u00f9 grandi di loro, capaci di ripensarsi in relazione a quanto accade, testimoni di un impulso che li mette in crisi \u2013 un\u2019altra espressione da ricordare sempre: mettere in crisi \u2013, che li spinge a osare, domandare, ricredersi, sbagliare e imparare dagli errori, soprattutto di sperare nonostante le difficolt\u00e0. Sono discepoli dello Spirito Santo, che fa scoprire loro la geografia della salvezza divina, aprendo porte e finestre, abbattendo muri, spezzando catene, liberando confini. Allora pu\u00f2 essere necessario partire, cambiare strada, superare convinzioni che trattengono e ci impediscono di muoverci e camminare insieme.<\/p>\n<p>Possiamo vederelo Spirito che spinge Pietro ad andare nella casa di Cornelio, il centurione pagano, nonostante le sue esitazioni. Ricordate: Pietro aveva avuto una visione che l\u2019aveva turbato, nella quale gli veniva chiesto di mangiare cose considerate impure, e, nonostante la rassicurazione che quanto Dio purifica non va pi\u00f9 ritenuto immondo, restava perplesso. Stava cercando di capire, ed ecco arrivare gli uomini mandati da Cornelio. Anche lui aveva ricevuto una visione e un messaggio. Era un ufficiale romano, pio, simpatizzante per il giudaismo, ma non era ancora abbastanza per essere pienamente giudeo o cristiano: nessuna \u201cdogana\u201d religiosa lo avrebbe fatto passare. Era un pagano, eppure, gli viene rivelato che le sue preghiere sono giunte a Dio, e che deve mandare qualcuno a dire a Pietro di recarsi a casa sua. In questa sospensione, da una parte Pietro con i suoi dubbi, e dall\u2019altra Cornelio che aspetta in quella zona d\u2019ombra, \u00e8 lo Spirito a sciogliere le resistenze di Pietro e aprire una nuova pagina della missione. Cos\u00ec si muove lo Spirito: cos\u00ec. L\u2019incontro tra i due sigilla una delle frasi pi\u00f9 belle del cristianesimo. Cornelio gli era andato incontro, si era gettato ai suoi piedi, ma Pietro rialzandolo gli dice: \u00abAlzati: anch\u2019io sono un uomo!\u00bb (<em>At<\/em>\u00a010,26), e questo lo diciamo tutti: \u201cIo sono un uomo, io sono una donna, siamo umani\u201d, e dovremmo dirlo tutti, anche i Vescovi, tutti noi: \u201calzati: anche io sono un uomo\u201d. E il testo sottolinea che convers\u00f2 con lui in maniera familiare (cfr v. 27). Il cristianesimo dev\u2019essere sempre umano, umanizzante, riconciliare differenze e distanze trasformandole in familiarit\u00e0, in prossimit\u00e0. Uno dei mali della Chiesa, anzi una perversione, \u00e8 questo clericalismo che stacca il prete, il Vescovo dalla gente. Il Vescovo e il prete staccato dalla gente \u00e8 un funzionario, non \u00e8 un pastore. San Paolo VI amava citare la massima di Terenzio: \u00abSono uomo, niente di ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 umano lo stimo a me estraneo\u00bb. L\u2019incontro tra Pietro e Cornelio risolse un problema, favor\u00ec la decisione di sentirsi liberi di predicare direttamente ai pagani, nella convinzione \u2013 sono le parole di Pietro \u2013 \u00abche Dio non fa preferenza di persone\u00bb (<em>At<\/em>\u00a010,34). In nome di Dio non si pu\u00f2 discriminare. E la discriminazione \u00e8 un peccato anche fra noi: \u201cnoi siamo i puri, noi siamo gli eletti, noi siamo di questo movimento che sa tutto, noi siamo\u2026\u201d. No. Noi siamo Chiesa, tutti insieme.<\/p>\n<p>E vedete, non possiamo capire la \u201ccattolicit\u00e0\u201d senza riferirci a questo campo largo, ospitale, che non segna mai i confini. Essere Chiesa \u00e8 un cammino per entrare in questa ampiezza di Dio. Poi, tornando agli\u00a0<em>Atti degli Apostoli<\/em>, ci sono i problemi che nascono riguardo all\u2019organizzazione del crescente numero dei cristiani, e soprattutto per provvedere ai bisogni dei poveri. Alcuni segnalano il fatto che le vedove vengono trascurate. Il modo con cui si trover\u00e0 la soluzione sar\u00e0 radunare l\u2019assemblea dei discepoli, prendendo insieme la decisione di designare quei sette uomini che si sarebbero impegnati a tempo pieno nella\u00a0<em>diakonia<\/em>, nel servizio alle mense (<em>At<\/em>\u00a06,1-7). E cos\u00ec, con il discernimento, con le necessit\u00e0, con la realt\u00e0 della vita e la forza dello Spirito, la Chiesa va avanti, cammina insieme, \u00e8 sinodale. Ma sempre c\u2019\u00e8 lo Spirito come grande protagonista della Chiesa.<\/p>\n<p>Inoltre, c\u2019\u00e8 anche il confronto tra visioni e attese differenti. Non dobbiamo temere che questo accada ancora oggi. Magari si potesse discutere cos\u00ec! Sono segni della docilit\u00e0 e apertura allo Spirito. Possono anche determinarsi scontri che raggiungono punte drammatiche, come capit\u00f2 di fronte al problema della circoncisione dei pagani, fino alla deliberazione di quello che chiamiamo il Concilio di Gerusalemme, il primo Concilio. Come accade anche oggi, c\u2019\u00e8 un modo rigido di considerare le circostanze, che mortifica la\u00a0<em>makrothym\u00eda<\/em>\u00a0di Dio, cio\u00e8 quella pazienza dello sguardo che si nutre di visioni profonde, visioni larghe, visioni lunghe: Dio vede lontano, Dio non ha fretta. La rigidit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra perversione che \u00e8 un peccato contro la pazienza di Dio, \u00e8 un peccato contro questa sovranit\u00e0 di Dio. Anche oggi succede questo.<\/p>\n<p>Era capitato allora: alcuni, convertiti dal giudaismo, ritenevano nella loro autoreferenzialit\u00e0 che non ci potesse essere salvezza senza sottomettersi alla Legge di Mos\u00e8. In questo modo si contestava Paolo, il quale proclamava la salvezza direttamente nel nome di Ges\u00f9. Contrastare la sua azione avrebbe compromesso l\u2019accoglienza dei pagani, che nel frattempo si stavano convertendo. Paolo e Barnaba furono mandati a Gerusalemme dagli Apostoli e dagli anziani. Non fu facile: davanti a questo problema le posizioni sembravano inconciliabili, si discusse a lungo. Si trattava di riconoscere la libert\u00e0 dell\u2019azione di Dio, e che non c\u2019erano ostacoli che potessero impedirgli di raggiungere il cuore delle persone, qualsiasi fosse la condizione di provenienza, morale o religiosa. A sbloccare la situazione fu l\u2019adesione all\u2019evidenza che \u00abDio, che conosce i cuori\u00bb, il\u00a0<em>cardiognosta,\u00a0<\/em>conosce i cuori, Lui stesso sosteneva la causa in favore della possibilit\u00e0 che i pagani potessero essere ammessi alla salvezza, \u00abconcedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi\u00bb (<em>At<\/em>\u00a015,8), concedendo cos\u00ec anche ai pagani lo Spirito Santo, come a noi.\u00a0In tal modo\u00a0prevalse il rispetto di tutte le sensibilit\u00e0, temperando gli eccessi; si fece tesoro dell\u2019esperienza avuta da Pietro con Cornelio: cos\u00ec, nel documento finale, troviamo la testimonianza del protagonismo dello Spirito in questo cammino di decisioni, e della sapienza che \u00e8 sempre capace di ispirare: \u00ab\u00c8 parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo\u00bb eccetto quello necessario (<em>At<\/em>\u00a015,28). \u201cNoi\u201d: In questo Sinodo andiamo sulla strada di poter dire \u201c\u00e8 parso allo Spirito Santo\u00a0<em>e a noi<\/em>\u201d, perch\u00e9 sarete in dialogo continuo tra voi sotto l\u2019azione dello Spirito Santo, anche in dialogo con lo Spirito Santo. Non dimenticatevi di questa formula: \u201c\u00c8 parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro obbligo\u201d: \u00e8 parso bene allo Spirito Santo\u00a0<em>e a noi<\/em>. Cos\u00ec dovrete cercare di esprimervi, in questa strada sinodale, in questo cammino sinodale. Se non ci sar\u00e0 lo Spirito, sar\u00e0 un parlamento diocesano, ma non un Sinodo. Noi non stiamo facendo un parlamento diocesano, non stiamo facendo uno studio su questo o l\u2019altro, no: stiamo facendo un cammino di ascoltarsi e ascoltare lo Spirito Santo, di discutere e anche discutere con lo Spirito Santo, che \u00e8 un modo di pregare.<\/p>\n<p>\u201cLo Spirito santo e noi\u201d. C\u2019\u00e8 sempre, invece, la tentazione di fare da soli, esprimendo una\u00a0<em>ecclesiologia sostitutiva<\/em>\u00a0\u2013 ce ne sono tante, di ecclesiologie sostitutive \u2013 come se, asceso al Cielo, il Signore avesse lasciato un vuoto da riempire, e lo riempiamo noi. No, il Signore ci ha lasciato lo Spirito! Ma le parole di Ges\u00f9 sono chiare: \u00abIo pregher\u00f2 il Padre ed egli vi dar\u00e0 un altro Par\u00e0clito perch\u00e9 rimanga con voi per sempre. [\u2026] Non vi lascer\u00f2 orfani\u00bb (<em>Gv<\/em>\u00a014,16.18). Per l\u2019attuazione di questa promessa la Chiesa \u00e8\u00a0<em>sacramento<\/em>, come affermato in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\"><em>Lumen gentium<\/em><\/a>\u00a01: \u00abLa Chiesa \u00e8, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell\u2019intima unione con Dio e dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano\u00bb. In questa frase, che raccoglie la testimonianza del Concilio di Gerusalemme, c\u2019\u00e8 la smentita di chi si ostina a prendere il posto di Dio, pretendendo di modellare la Chiesa sulle proprie convinzioni culturali, storiche, costringendola a frontiere armate, a dogane colpevolizzanti, a spiritualit\u00e0 che bestemmiano la gratuit\u00e0 dell\u2019azione coinvolgente di Dio. Quando la Chiesa \u00e8 testimone, in parole e fatti, dell\u2019amore incondizionato di Dio, della sua larghezza ospitale, esprime veramente la propria cattolicit\u00e0. Ed \u00e8\u00a0<em>spinta<\/em>, interiormente ed esteriormente, ad attraversare gli spazi e i tempi. L\u2019impulso e la capacit\u00e0 vengono dallo Spirito:\u00abRiceverete la forza dallo Spirito Santo che scender\u00e0 su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e Samaria e fino ai confini della terra\u00bb (<em>At<\/em>\u00a01,8). Ricevere la forza dello Spirito Santo per essere testimoni: questa \u00e8 la strada di noi Chiesa, e noi saremo Chiesa se andremo su questa strada.<\/p>\n<p>Chiesa sinodale significa Chiesa sacramento di questa promessa &#8211; cio\u00e8 che lo Spirito sar\u00e0 con noi &#8211; che si manifesta coltivando l\u2019intimit\u00e0 con lo Spirito e con il mondo che verr\u00e0. Ci saranno sempre discussioni, grazie a Dio, ma le soluzioni vanno ricercate dando la parola a Dio e alle sue voci in mezzo a noi; pregando e aprendo gli occhi a tutto ci\u00f2 che ci circonda; praticando una vita fedele al Vangelo; interrogando la Rivelazione secondo un\u2019<em>ermeneutica pellegrina<\/em>\u00a0che\u00a0<em>sa custodire<\/em>\u00a0il cammino cominciato negli\u00a0<em>Atti degli Apostoli<\/em>. E questo \u00e8 importante: il modo di capire, di interpretare. Un\u2019<em>ermeneutica pellegrina<\/em>, cio\u00e8 che \u00e8 in cammino. Il cammino che \u00e8 incominciato dopo il Concilio? No. \u00c8 incominciato con i primi Apostoli, e continua. Quando la Chiesa si ferma, non \u00e8 pi\u00f9 Chiesa, ma una bella associazione pia perch\u00e9 ingabbia lo Spirito Santo.\u00a0<em>Ermeneutica pellegrina<\/em>\u00a0che sa custodire il cammino incominciato negli Atti degli Apostoli. Diversamente si umilierebbe lo Spirito Santo. Gustav Mahler \u2013 questo l\u2019ho detto altre volte \u2013 sosteneva che la fedelt\u00e0 alla tradizione non consiste nell\u2019adorare le ceneri ma nel custodire il fuoco. Io domando a voi: \u201cPrima di incominciare questo cammino sinodale, a che cosa siete pi\u00f9 inclini: a custodire le ceneri della Chiesa, cio\u00e8 della vostra associazione, del vostro gruppo, o a custodire il fuoco? Siete pi\u00f9 inclini ad adorare le vostre cose, che vi chiudono \u2013 io sono di Pietro, io sono di Paolo, io sono di questa associazione, voi dell\u2019altra, io sono prete, io sono Vescovo \u2013 o vi sentite chiamati a custodire\u00a0<em>il fuoco<\/em>\u00a0dello Spirito? \u00a0\u00c8 stato un grande compositore, questo Gustav Mahler, ma \u00e8 anche maestro di saggezza con questa riflessione.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html\"><em>Dei Verbum<\/em><\/a>\u00a0(n. 8), citando la\u00a0<em>Lettera agli Ebrei<\/em>, afferma: \u00ab\u201cDio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri\u201d\u00a0(<em>Eb<\/em>\u00a01,1), non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio\u00bb. C\u2019\u00e8 una felice formula di San Vincenzo di L\u00e9rins che, mettendo a confronto l\u2019essere umano in crescita e la Tradizione che si trasmette da una generazione all\u2019altra, afferma che non si pu\u00f2 conservare il \u201cdeposito della fede\u201d senza farlo progredire: \u00abconsolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l\u2019et\u00e0\u00bb (<em>Commonitorium primum,<\/em>\u00a023,9) \u2013 \u201cut\u00a0<em>annis consolidetur<\/em>,\u00a0<em>dilatetur tempore<\/em>,\u00a0<em>sublimetur aetate\u201d<\/em>.\u00a0Questo \u00e8 lo stile del nostro cammino: le realt\u00e0, se non camminano, sono come le acque. Le realt\u00e0 teologiche sono come l\u2019acqua: se l\u2019acqua non scorre ed \u00e8 stantia \u00e8 la prima a entrare in putrefazione. Una Chiesa stantia incomincia a essere putrefatta.<\/p>\n<p>Vedete come la nostra Tradizione \u00e8 una pasta lievitata, una realt\u00e0 in fermento dove possiamo riconoscere la crescita, e nell\u2019impasto una comunione che si attua in movimento: camminare insieme realizza la vera comunione. \u00c8 ancora il libro degli\u00a0<em>Atti degli Apostoli<\/em>\u00a0ad aiutarci, mostrandoci che la comunione non sopprime le differenze. \u00c8 la sorpresa della Pentecoste, quando le lingue diverse non sono ostacoli: nonostante fossero stranieri gli uni per gli altri, grazie all\u2019azione dello Spirito \u00abciascuno sente parlare nella propria lingua nativa\u00bb (<em>At<\/em>\u00a02,8). Sentirsi a casa, differenti ma solidali nel cammino. Scusatemi la lunghezza, ma il Sinodo \u00e8 una cosa seria, e per questo io mi sono permesso di parlare\u2026<\/p>\n<p>Tornando al processo sinodale, la fase diocesana \u00e8 molto importante, perch\u00e9 realizza l\u2019ascolto della totalit\u00e0 dei battezzati, soggetto del\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0infallibile\u00a0<em>in credendo<\/em>. Ci sono molte resistenze a superare l\u2019immagine di una Chiesa rigidamente distinta tra capi e subalterni, tra chi insegna e chi deve imparare, dimenticando che a Dio piace ribaltare le posizioni: \u00abHa rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili\u00bb (<em>Lc<\/em>\u00a01,52), ha detto Maria. Camminare insieme scopre come sua linea piuttosto l\u2019orizzontalit\u00e0 che la verticalit\u00e0. La Chiesa sinodale ripristina l\u2019orizzonte da cui sorge il sole Cristo: innalzare monumenti gerarchici vuol dire coprirlo. I pastori camminano con il popolo: noi pastori camminiamo con il popolo, a volte davanti, a volte in mezzo, a volte dietro. Il buon pastore deve muoversi cos\u00ec: davanti per guidare, in mezzo per incoraggiare e non dimenticare l\u2019odore del gregge, dietro perch\u00e9 il popolo ha anche \u201cfiuto\u201d. Ha fiuto nel trovare nuove vie per il cammino, o per ritrovare la strada smarrita. Questo voglio sottolinearlo, e anche ai Vescovi e ai preti della diocesi. Nel loro cammino sinodale si domandino: \u201cMa io sono capace di camminare, di muovermi, davanti, in mezzo e dietro, o sono soltanto nella cattedra, mitra e baculo?\u201d. Pastori immischiati, ma pastori, non gregge: il gregge sa che siamo pastori, il gregge sa la differenza. Davanti per indicare la strada, in mezzo per sentire cosa sente il popolo e dietro per aiutare coloro che rimangono un po\u2019 indietro e per lasciare un po\u2019 che il popolo veda con il suo fiuto dove sono le erbe pi\u00f9 buone.<\/p>\n<p>Il\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0qualifica t<em>utti\u00a0<\/em>nella dignit\u00e0 della funzione profetica di Ges\u00f9 Cristo (cfr\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\"><em>Lumen gentium<\/em><\/a>, 34-35), cos\u00ec da poter discernere quali sono le vie del Vangelo nel presente. \u00c8 il \u201cfiuto\u201d delle pecore, ma stiamo attenti che, nella storia della salvezza, tutti siamo pecore rispetto al Pastore che \u00e8 il Signore. L\u2019immagine ci aiuta a capire le due dimensioni che contribuiscono a questo \u201cfiuto\u201d. Una personale e l\u2019altra comunitaria: siamo pecore e siamo parte del gregge, che in questo caso rappresenta la Chiesa. Stiamo leggendo nel Breviario, Ufficio delle Letture, il \u201c<em>De pastoribus<\/em>\u201d di Agostino, e l\u00ec ci dice: \u201c<em>Con<\/em>\u00a0voi sono pecora,\u00a0<em>per<\/em>\u00a0voi sono pastore\u201d. \u00a0<em>Questi due aspetti, personale ed ecclesiale, sono inseparabili<\/em>: non pu\u00f2 esserci\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0senza partecipazione alla vita della Chiesa, che non \u00e8 solo l\u2019attivismo cattolico, ci dev\u2019essere soprattutto quel \u201csentire\u201d che si nutre dei \u00absentimenti di Cristo\u00bb (<em>Fil<\/em>\u00a02,5).<\/p>\n<p>L\u2019esercizio del\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0non pu\u00f2 essere ridotto alla comunicazione e al confronto tra opinioni che possiamo avere riguardo a questo o quel tema, a quel singolo aspetto della dottrina, o a quella regola della disciplina. No, quelli sono strumenti, sono verbalizzazioni, sono espressioni dogmatiche o disciplinari. Ma non deve prevalere l\u2019idea di distinguere maggioranze e minoranze: questo lo fa un parlamento. Quante volte gli \u201cscarti\u201d sono diventati \u201cpietra angolare\u201d (cfr\u00a0<em>Sal<\/em>\u00a0118,22;\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a021,42), i \u00ablontani\u00bb sono diventati \u00abvicini\u00bb (<em>Ef<\/em>\u00a02,13). Gli emarginati, i poveri, i senza speranza sono stati eletti a sacramento di Cristo (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a025,31-46). La Chiesa \u00e8 cos\u00ec. E quando alcuni gruppi volevano distinguersi di pi\u00f9, questi gruppi sono finiti sempre male, anche nella negazione della Salvezza, nelle eresie. Pensiamo a queste eresie che pretendevano di portare avanti la Chiesa, come il pelagianesimo, poi il giansenismo. Ogni eresia \u00e8 finita male. Lo gnosticismo e il pelagianesimo sono tentazioni continue della Chiesa. Ci preoccupiamo tanto, giustamente, che tutto possa onorare le celebrazioni liturgiche, e questo \u00e8 buono \u2013 anche se spesso finiamo per confortare solo noi stessi \u2013 ma San Giovanni Crisostomo ci ammonisce: \u00abVuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra cio\u00e8 nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudit\u00e0. Colui che ha detto: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo\u201d, confermando il fatto con la parola, ha detto anche \u201cMi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare\u201d e: \u201cOgni volta che non avete fatto queste cose a uno dei pi\u00f9 piccoli tra questi, non l\u2019avete fatto neppure a me\u201d\u00bb (<em>Omelie sul Vangelo di Matteo<\/em>, 50, 3). \u201cMa, Padre, cosa sta dicendo? I poveri, i mendicanti, i giovani tossicodipendenti, tutti questi che la societ\u00e0 scarta, sono parte del Sinodo?\u201d. S\u00ec, caro, s\u00ec, cara: non lo dico io, lo dice il Signore: sono parte della Chiesa. Al punto tale che se tu non li chiami, si vedr\u00e0 il modo, o se non vai da loro per stare un po\u2019 con loro, per\u00a0<em>sentire<\/em>\u00a0non cosa dicono ma cosa sentono, anche gli insulti che ti danno, non stai facendo bene il Sinodo. Il Sinodo \u00e8 fino ai limiti, comprende tutti. Il Sinodo \u00e8 anche fare spazio al dialogo sulle nostre miserie, le miserie che ho io come Vescovo vostro, le miserie che hanno i Vescovi ausiliari, le miserie che hanno i preti e i laici e quelli che appartengono alle associazioni; prendere tutta questa miseria! Ma se noi non includiamo i miserabili \u2013 tra virgolette \u2013 della societ\u00e0, quelli scartati, mai potremo farci carico delle nostre miserie. E questo \u00e8 importante: che nel dialogo possano emergere le proprie miserie, senza giustificazioni. Non abbiate paura!<\/p>\n<p>Bisogna sentirsi parte di un unico grande popolo destinatario delle divine promesse, aperte a un futuro che attende che ognuno possa partecipare al banchetto preparato da Dio per\u00a0<em>tutti i popoli<\/em>\u00a0(cfr\u00a0<em>Is<\/em>\u00a025,6). E qui vorrei precisare che anche sul concetto di \u201cpopolo di Dio\u201d ci possono essere ermeneutiche rigide e antagoniste, rimanendo intrappolati nell\u2019idea di una esclusivit\u00e0, di un privilegio, come accadde per l\u2019interpretazione del concetto di \u201celezione\u201d che i profeti hanno corretto, indicando come dovesse essere rettamente inteso. Non si tratta di un privilegio \u2013 essere popolo di Dio \u2013, ma di un dono che qualcuno riceve \u2026 per s\u00e9? No: per tutti, il dono \u00e8 per donarlo: questa \u00e8 la vocazione. \u00c8 un dono che qualcuno riceve per tutti, che noi abbiamo ricevuto per gli altri, \u00e8 un dono che \u00e8 anche una responsabilit\u00e0. La responsabilit\u00e0 di testimoniare nei fatti e non solo a parole le meraviglie di Dio, che, se conosciute, aiutano le persone a scoprire la sua esistenza e ad accogliere la sua salvezza. L\u2019elezione \u00e8 un dono, e la domanda \u00e8: il mio essere cristiano, la mia confessione cristiana, come lo regalo, come lo dono? La volont\u00e0 salvifica universale di Dio si offre alla storia, a tutta l\u2019umanit\u00e0 attraverso l\u2019incarnazione del Figlio, perch\u00e9 tutti, attraverso la mediazione della Chiesa, possano diventare figli suoi e fratelli e sorelle tra loro. \u00c8 in questo modo che si realizza la riconciliazione universale tra Dio e l\u2019umanit\u00e0, quell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano di cui la Chiesa \u00e8 segno e strumento (cfr\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html\"><em>Lumen gentium<\/em><\/a>, 1). Gi\u00e0 prima del Concilio Vaticano II era maturata la riflessione, elaborata sullo studio attento dei Padri, che il popolo di Dio \u00e8 proteso verso la realizzazione del Regno, verso l\u2019unit\u00e0 del genere umano creato e amato da Dio. E la Chiesa come noi la conosciamo e sperimentiamo, nella successione apostolica, questa Chiesa\u00a0<em>deve sentirsi in rapporto con questa elezione universale<\/em>\u00a0e per questo svolgere la sua missione. Con questo spirito ho scritto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20201003_enciclica-fratelli-tutti.html\"><em>Fratelli tutti<\/em><\/a>. La Chiesa, come diceva San Paolo VI, \u00e8 maestra di umanit\u00e0 che oggi ha lo scopo di diventare scuola di fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 vi dico queste cose? Perch\u00e9 nel cammino sinodale, l\u2019ascolto deve tener conto del\u00a0<em>sensus fidei<\/em>, ma non deve trascurare tutti quei \u201cpresentimenti\u201d incarnati dove non ce l\u2019aspetteremmo: ci pu\u00f2 essere un<em>\u00a0\u201cfiuto senza cittadinanza\u201d<\/em>, ma non meno efficace. Lo Spirito Santo nella sua libert\u00e0 non conosce confini, e non si lascia nemmeno limitare dalle appartenenze. Se la parrocchia \u00e8 la casa di tutti nel quartiere, non un club esclusivo, mi raccomando: lasciate aperte porte e finestre, non vi limitate a prendere in considerazione solo chi frequenta o la pensa come voi \u2013 che saranno il 3, 4 o 5%, non di pi\u00f9. Permettete a tutti di entrare\u2026 Permettete a voi stessi di andare incontro e lasciarsi interrogare, che le loro domande siano le vostre domande, permettete di camminare insieme: lo Spirito vi condurr\u00e0, abbiate fiducia nello Spirito. Non abbiate paura di entrare in dialogo e lasciatevi sconvolgere dal dialogo: \u00e8 il dialogo della salvezza.<\/p>\n<p>Non siate disincantati,\u00a0<em>preparatevi alle sorprese<\/em>. C\u2019\u00e8 un episodio nel libro dei\u00a0<em>Numeri<\/em>\u00a0(cap. 22) che racconta di un\u2019asina che diventer\u00e0 profetessa di Dio. Gli ebrei stanno concludendo il lungo viaggio che li condurr\u00e0 alla terra promessa. Il loro passaggio spaventa il re Balak di Moab, che si affida ai poteri del mago Balaam per bloccare quella gente, sperando di evitare una guerra. Il mago, a suo modo credente, domanda a Dio che fare. Dio gli dice di non assecondare il re, che per\u00f2 insiste, e allora lui cede e sale su un\u2019asina per adempiere il comando ricevuto. Ma l\u2019asina cambia strada perch\u00e9 vede un angelo con la spada sguainata che sta l\u00ec a rappresentare la contrariet\u00e0 di Dio. Balaam la tira, la percuote, senza riuscire a farla tornare sulla via. Finch\u00e9 l\u2019asina si mette a parlare avviando un dialogo che aprir\u00e0 gli occhi al mago, trasformando la sua missione di maledizione e morte in missione di benedizione e vita.<\/p>\n<p>Questa storia ci insegna ad avere fiducia che lo Spirito far\u00e0 sentire sempre la sua voce. Anche un\u2019asina pu\u00f2 diventare la voce di Dio, aprirci gli occhi e convertire le nostre direzioni sbagliate. Se lo pu\u00f2 fare un\u2019asina, quanto pi\u00f9 un battezzato, una battezzata, un prete, un Vescovo, un Papa. Basta affidarsi allo Spirito Santo che usa tutte le creature per parlarci: soltanto ci chiede di pulire le orecchie per sentire bene.<\/p>\n<p>Sono venuto qui per incoraggiarvi a prendere sul serio questo processo sinodale e a dirvi che lo Spirito Santo ha bisogno di voi. E questo \u00e8 vero: lo Spirito Santo ha bisogno di noi. Ascoltatelo ascoltandovi. Non lasciate fuori o indietro nessuno. Far\u00e0 bene alla Diocesi di Roma e a tutta la Chiesa, che non si rafforza solo riformando le strutture \u2013 questo \u00e8 il grande inganno! \u2013, dando istruzioni, offrendo ritiri e conferenze, o a forza di direttive e programmi &#8211; questo \u00e8 buono, ma come parte di altro &#8211; ma se riscoprir\u00e0 di essere popolo che vuole camminare insieme, tra di noi e con l\u2019umanit\u00e0. Un popolo, quello di Roma, che contiene la variet\u00e0 di tutti i popoli e di tutte le condizioni: che straordinaria ricchezza, nella sua complessit\u00e0! Ma occorre uscire dal 3-4% che rappresenta i pi\u00f9 vicini, e andare oltre per ascoltare gli altri, i quali a volte vi insulteranno, vi cacceranno via, ma \u00e8 necessario sentire cosa pensano, senza volere imporre le nostre cose: lasciare che lo Spirito ci parli.<\/p>\n<p>In questo tempo di pandemia, il Signore spinge la missione di una Chiesa che sia sacramento di cura. Il mondo ha elevato il suo grido, ha manifestato la sua vulnerabilit\u00e0: il mondo ha bisogno di cura.<\/p>\n<p>Coraggio e avanti! Grazie!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aula Paolo VI Sabato, 18 settembre 2021<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":937,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-10178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/imm_E_angelus.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-2Ea","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10178"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10181,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10178\/revisions\/10181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}