{"id":10048,"date":"2021-07-17T09:04:25","date_gmt":"2021-07-17T07:04:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/?p=10048"},"modified":"2021-07-16T21:05:04","modified_gmt":"2021-07-16T19:05:04","slug":"motu-proprio-traditionis-custodes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/motu-proprio-traditionis-custodes\/","title":{"rendered":"Motu Proprio \u00abTraditionis Custodes\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Lettera di Francesco ai Vescovi di tutto il mondo<\/p>\n<p>per presentare il Motu Proprio \u00abTraditionis Custodes\u00bb<\/p>\n<p>sull\u2019uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma del 1970<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Roma, 16 luglio 2021<\/p>\n<p>Cari Fratelli nell\u2019Episcopato,<\/p>\n<p>come gi\u00e0 il mio Predecessore Benedetto XVI fece con Summorum Pontificum, anch\u2019io intendo accompagnare il Motu proprio Traditionis custodes con una lettera, per illustrare i motivi che mi hanno spinto a questa decisione. Mi rivolgo a Voi con fiducia e parresia, in nome di quella condivisione nella \u00absollecitudine per tutta la Chiesa, che sommamente contribuisce al bene della Chiesa universale\u00bb, come ci ricorda il Concilio Vaticano II<a name=\"_ednref1\"><\/a><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Sono evidenti a tutti i motivi che hanno mosso san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI a concedere la possibilit\u00e0 di usare il Messale Romano promulgato da san Pio V, edito da san Giovanni XXIII nel 1962, per la celebrazione del Sacrificio eucaristico. La facolt\u00e0, concessa con indulto della Congregazione per il Culto Divino nel 1984<a name=\"_ednref2\"><\/a><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0e confermata da san Giovanni Paolo II nel Motu proprio Ecclesia Dei del 1988<a name=\"_ednref3\"><\/a><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, era soprattutto motivata dalla volont\u00e0 di favorire la ricomposizione dello scisma con il movimento guidato da Mons. Lefebvre. La richiesta, rivolta ai Vescovi, di accogliere con generosit\u00e0 le \u00abgiuste aspirazioni\u00bb dei fedeli che domandavano l\u2019uso di quel Messale, aveva dunque una ragione ecclesiale di ricomposizione dell\u2019unit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p>Quella facolt\u00e0 venne interpretata da molti dentro la Chiesa come la possibilit\u00e0 di usare liberamente il Messale Romano promulgato da san Pio V, determinando un uso parallelo al Messale Romano promulgato da san Paolo VI. Per regolare tale situazione, Benedetto XVI intervenne sulla questione a distanza di molti anni, regolando un fatto interno alla Chiesa, in quanto molti sacerdoti e molte comunit\u00e0 avevano \u00abutilizzato con gratitudine la possibilit\u00e0 offerta dal Motu proprio\u00bb di san Giovanni Paolo II. Sottolineando come questo sviluppo non fosse prevedibile nel 1988, il Motu proprio Summorum Pontificum del 2007 intese introdurre in materia \u00abun regolamento giuridico pi\u00f9 chiaro\u00bb<a name=\"_ednref4\"><\/a><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Per favorire l\u2019accesso a quanti \u2013 anche giovani \u2013, \u00abscoprono questa forma liturgica, si sentono attirati da essa e vi trovano una forma particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia\u00bb<a name=\"_ednref5\"><\/a><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, Benedetto XVI dichiar\u00f2 \u00abil Messale promulgato da S. Pio V e nuovamente edito dal B. Giovanni XXIII come espressione straordinaria della stessa lex orandi\u00bb, concedendo una \u00abpi\u00f9 ampia possibilit\u00e0 dell\u2019uso del Messale del 1962\u00bb<a name=\"_ednref6\"><\/a><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>A sostenere la sua scelta era la convinzione che il tale provvedimento non avrebbe messo in dubbio una delle decisioni essenziali del concilio Vaticano II, intaccandone in tal modo l\u2019autorit\u00e0: il Motu proprio riconosceva a pieno titolo che \u00abil Messale promulgato da Paolo VI \u00e8 la espressione ordinaria della lex orandi della Chiesa cattolica di rito latino\u00bb<a name=\"_ednref7\"><\/a><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. Il riconoscimento del Messale promulgato da san Pio V \u00abcome espressione straordinaria della stessa lex orandi\u00bb non voleva in alcun modo misconoscere la riforma liturgica, ma era dettato dalla volont\u00e0 di venire incontro alle \u00abinsistenti preghiere di questi fedeli\u00bb, concedendo loro di \u00abcelebrare il Sacrificio della Messa secondo l\u2019edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa\u00bb<a name=\"_ednref8\"><\/a><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Lo confortava nel suo discernimento il fatto che quanti desideravano \u00abtrovare la forma, a loro cara, della sacra Liturgia\u00bb, \u00abaccettavano chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II ed erano fedeli al Papa e ai Vescovi\u00bb<a name=\"_ednref9\"><\/a><a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Dichiarava inoltre infondato il timore di spaccature nelle comunit\u00e0 parrocchiali, perch\u00e9 \u00able due forme dell\u2019uso del Rito Romano avrebbero potuto arricchirsi a vicenda\u00bb<a name=\"_ednref10\"><\/a><a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Perci\u00f2 invitava i Vescovi a superare dubbi e timori e a ricevere le norme, \u00abvigilando affinch\u00e9 tutto si svolga in pace e serenit\u00e0\u00bb, con la promessa che \u00absi potevano cercare vie per trovare rimedio\u00bb, nel caso fossero \u00abvenute alla luce serie difficolt\u00e0\u00bb nell\u2019applicazione della normativa dopo \u00abl\u2019entrata in vigore del Motu proprio\u00bb<a name=\"_ednref11\"><\/a><a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>A distanza di tredici anni ho incaricato la Congregazione per la Dottrina della Fede di inviarVi un questionario sull\u2019applicazione del Motu proprio Summorum Pontificum. Le risposte pervenute hanno rivelato una situazione che mi addolora e mi preoccupa, confermandomi nella necessit\u00e0 di intervenire. Purtroppo l\u2019intento pastorale dei miei Predecessori, i quali avevano inteso \u00abfare tutti gli sforzi, affinch\u00e9 a tutti quelli che hanno veramente il desiderio dell\u2019unit\u00e0, sia reso possibile di restare in quest\u2019unit\u00e0 o di ritrovarla nuovamente\u00bb<a name=\"_ednref12\"><\/a><a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, \u00e8 stato spesso gravemente disatteso. Una possibilit\u00e0 offerta da san Giovanni Paolo II e con magnanimit\u00e0 ancora maggiore da Benedetto XVI al fine di ricomporre l\u2019unit\u00e0 del corpo ecclesiale nel rispetto delle varie sensibilit\u00e0 liturgiche \u00e8 stata usata per aumentare le distanze, indurire le differenze, costruire contrapposizioni che feriscono la Chiesa e ne frenano il cammino, esponendola al rischio di divisioni.<\/p>\n<p>Mi addolorano allo stesso modo gli abusi di una parte e dell\u2019altra nella celebrazione della liturgia. Al pari di Benedetto XVI, anch\u2019io stigmatizzo che \u00abin molti luoghi non si celebri in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura venga inteso come un\u2019autorizzazione o perfino come un obbligo alla creativit\u00e0, la quale porta spesso a deformazioni al limite del sopportabile\u00bb<a name=\"_ednref13\"><\/a><a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Ma non di meno mi rattrista un uso strumentale del Missale Romanum del 1962, sempre di pi\u00f9 caratterizzato da un rifiuto crescente non solo della riforma liturgica, ma del Concilio Vaticano II, con l\u2019affermazione infondata e insostenibile che abbia tradito la Tradizione e la \u201cvera Chiesa\u201d. Se \u00e8 vero che il cammino della Chiesa va compreso nel dinamismo della Tradizione, \u00abche trae origine dagli Apostoli e che progredisce nella Chiesa sotto l\u2019assistenza dello Spirito Santo\u00bb (DV 8), di questo dinamismo il Concilio Vaticano II costituisce la tappa pi\u00f9 recente, nella quale l\u2019episcopato cattolico si \u00e8 posto in ascolto per discernere il cammino che lo Spirito indicava alla Chiesa. Dubitare del Concilio significa dubitare delle intenzioni stesse dei Padri, i quali hanno esercitato la loro potest\u00e0 collegiale in modo solenne cum Petro et sub Petro nel concilio ecumenico<a name=\"_ednref14\"><\/a><a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, e, in ultima analisi, dubitare dello stesso Spirito Santo che guida la Chiesa.<\/p>\n<p>Proprio il Concilio Vaticano II illumina il senso della scelta di rivedere la concessione permessa dai miei Predecessori. Tra i vota che i Vescovi hanno indicato con pi\u00f9 insistenza emerge quello della piena, consapevole e attiva partecipazione di tutto il Popolo di Dio alla liturgia<a name=\"_ednref15\"><\/a><a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, in linea con quanto gi\u00e0 affermato da Pio XII nell\u2019enciclica Mediator Dei sul rinnovamento della liturgia<a name=\"_ednref16\"><\/a><a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. La costituzione Sacrosanctum Concilium ha confermato questa richiesta, deliberando circa \u00abla riforma e l\u2019incremento della liturgia\u00bb<a name=\"_ednref17\"><\/a><a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, indicando i principi che dovevano guidare la riforma<a name=\"_ednref18\"><\/a><a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. In particolare, ha stabilito che quei principi riguardavano il Rito Romano, mentre per gli altri riti legittimamente riconosciuti, chiedeva che fossero \u00abprudentemente riveduti in modo integrale nello spirito della sana tradizione e venga dato loro nuovo vigore secondo le circostanze e le necessit\u00e0 del tempo\u00bb<a name=\"_ednref19\"><\/a><a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. Sulla base di questi principi \u00e8 stata condotta la riforma liturgica, che ha la sua espressione pi\u00f9 alta nel Messale Romano, pubblicato in editio typica da san Paolo VI<a name=\"_ednref20\"><\/a><a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>\u00a0e riveduto da san Giovanni Paolo II<a name=\"_ednref21\"><\/a><a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. Si deve perci\u00f2 ritenere che il Rito Romano, pi\u00f9 volte adattato lungo i secoli alle esigenze dei tempi, non solo sia stato conservato, ma rinnovato \u00abin fedele ossequio alla Tradizione\u00bb<a name=\"_ednref22\"><\/a><a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>. Chi volesse celebrare con devozione secondo l\u2019antecedente forma liturgica non stenter\u00e0 a trovare nel Messale Romano riformato secondo la mente del Concilio Vaticano II tutti gli elementi del Rito Romano, in particolare il canone romano, che costituisce uno degli elementi pi\u00f9 caratterizzanti.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima ragione voglio aggiungere a fondamento della mia scelta: \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente nelle parole e negli atteggiamenti di molti la stretta relazione tra la scelta delle celebrazioni secondo i libri liturgici precedenti al Concilio Vaticano II e il rifiuto della Chiesa e delle sue istituzioni in nome di quella che essi giudicano la \u201cvera Chiesa\u201d. Si tratta di un comportamento che contraddice la comunione, alimentando quella spinta alla divisione \u2013 \u00abIo sono di Paolo; io invece sono di Apollo; io sono di Cefa; io sono di Cristo\u00bb \u2013, contro cui ha reagito fermamente l\u2019Apostolo Paolo<a name=\"_ednref23\"><\/a><a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. \u00c8 per difendere l\u2019unit\u00e0 del Corpo di Cristo che mi vedo costretto a revocare la facolt\u00e0 concessa dai miei Predecessori. L\u2019uso distorto che ne \u00e8 stato fatto \u00e8 contrario ai motivi che li hanno indotti a concedere la libert\u00e0 di celebrare la Messa con il Missale Romanum del 1962. Poich\u00e9 \u00able celebrazioni liturgiche non sono azioni private, ma celebrazioni della Chiesa, che \u00e8 \u201csacramento di unit\u00e0\u201d\u00bb<a name=\"_ednref24\"><\/a><a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>, devono essere fatte in comunione con la Chiesa. Il Concilio Vaticano II, mentre ribadiva i vincoli esterni di incorporazione alla Chiesa \u2013 la professione della fede, dei sacramenti, della comunione \u2013, affermava con sant\u2019Agostino che \u00e8 condizione per la salvezza rimanere nella Chiesa non solo \u201ccon il corpo\u201d, ma anche \u201ccon il cuore\u201d<a name=\"_ednref25\"><\/a><a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>.<\/p>\n<p>Cari fratelli nell\u2019Episcopato, Sacrosanctum Concilium spiegava che la Chiesa \u00absacramento di unit\u00e0\u00bb \u00e8 tale perch\u00e9 \u00e8 \u00abPopolo santo adunato e ordinato sotto l\u2019autorit\u00e0 dei Vescovi\u00bb<a name=\"_ednref26\"><\/a><a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>. Lumen gentium, mentre ricorda al Vescovo di Roma di essere \u00abperpetuo e visibile principio e fondamento di unit\u00e0 sia dei vescovi, sia della moltitudine dei fedeli\u00bb, dice che Voi siete \u00abvisibile principio e fondamento di unit\u00e0 nelle vostre Chiese locali, nelle quali e a partire dalle quali esiste l\u2019una e unica Chiesa cattolica\u00bb<a name=\"_ednref27\"><\/a><a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>.<\/p>\n<p>Rispondendo alle vostre richieste, prendo la ferma decisione di abrogare tutte le norme, le istruzioni, le concessioni e le consuetudini precedenti al presente Motu Proprio, e di ritenere i libri liturgici promulgati dai santi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, in conformit\u00e0 ai decreti del Concilio Vaticano II, come l\u2019unica espressione della lex orandi del Rito Romano. Mi conforta in questa decisione il fatto che, dopo il Concilio di Trento, anche san Pio V abrog\u00f2 tutti i riti che non potessero vantare una comprovata antichit\u00e0, stabilendo per tutta la Chiesa latina un unico Missale Romanum. Per quattro secoli questo Missale Romanum promulgato da san Pio V \u00e8 stato cos\u00ec la principale espressione della lex orandi del Rito Romano, svolgendo una funzione di unificazione nella Chiesa. Non per contraddire la dignit\u00e0 e grandezza di quel Rito i Vescovi riuniti in concilio ecumenico hanno chiesto che fosse riformato; il loro intento era che \u00abi fedeli non assistessero come estranei o muti spettatori al mistero di fede, ma, con una comprensione piena dei riti e delle preghiere, partecipassero all\u2019azione sacra consapevolmente, piamente e attivamente\u00bb<a name=\"_ednref28\"><\/a><a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>. San Paolo VI, ricordando che l\u2019opera di adattamento del Messale Romano era gi\u00e0 stata iniziata da Pio XII, dichiar\u00f2 che la revisione del Messale Romano, condotta alla luce delle pi\u00f9 antiche fonti liturgiche, aveva come scopo di permettere alla Chiesa di elevare, nella variet\u00e0 delle lingue, \u00abuna sola e identica preghiera\u00bb che esprimesse la sua unit\u00e0<a name=\"_ednref29\"><\/a><a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>. Questa unit\u00e0 intendo che sia ristabilita in tutta la Chiesa di Rito Romano.<\/p>\n<p>Il Concilio Vaticano II, descrivendo la cattolicit\u00e0 del Popolo di Dio, rammenta che \u00abnella comunione ecclesiale esistono le Chiese particolari, che godono di tradizioni proprie, salvo restando il primato della cattedra di Pietro che presiede alla comunione universale della carit\u00e0, garantisce le legittime diversit\u00e0 e insieme vigila perch\u00e9 il particolare non solo non nuoccia all\u2019unit\u00e0, ma piuttosto la serva\u00bb<a name=\"_ednref30\"><\/a><a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>. Mentre, nell\u2019esercizio del mio ministero al servizio dell\u2019unit\u00e0, assumo la decisione di sospendere la facolt\u00e0 concessa dai miei Predecessori, chiedo a Voi di condividere con me questo peso come forma di partecipazione alla sollecitudine per tutta la Chiesa. Nel Motu proprio ho voluto affermare come spetti al Vescovo, quale moderatore, promotore e custode della vita liturgica nella Chiesa di cui \u00e8 principio di unit\u00e0, regolare le celebrazioni liturgiche. Spetta perci\u00f2 a Voi autorizzare nelle vostre Chiese, in quanto Ordinari del luogo, l\u2019uso del Messale Romano del 1962, applicando le norme del presente Motu proprio. Spetta soprattutto a Voi operare perch\u00e9 si torni a una forma celebrativa unitaria, verificando caso per caso la realt\u00e0 dei gruppi che celebrano con questo Missale Romanum.<\/p>\n<p>Le indicazioni su come procedere nelle diocesi sono principalmente dettate da due principi: provvedere da una parte al bene di quanti si sono radicati nella forma celebrativa precedente e hanno bisogno di tempo per ritornare al Rito Romano promulgato dai santi Paolo VI e Giovanni Paolo II; interrompere dall\u2019altra l\u2019erezione di nuove parrocchie personali, legate pi\u00f9 al desiderio e alla volont\u00e0 di singoli presbiteri che al reale bisogno del \u00absanto Popolo fedele di Dio\u00bb. Al contempo Vi chiedo di vigilare perch\u00e9 ogni liturgia sia celebrata con decoro e fedelt\u00e0 ai libri liturgici promulgati dopo il Concilio Vaticano II, senza eccentricit\u00e0 che degenerano facilmente in abusi. A questa fedelt\u00e0 alle prescrizioni del Messale e ai libri liturgici, in cui si rispecchia la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, siano educati i seminaristi e i nuovi presbiteri.<\/p>\n<p>Per Voi invoco dal Signore Risorto lo Spirito, perch\u00e9 vi renda forti e fermi nel servizio al Popolo che il Signore vi ha affidato, perch\u00e9 per la vostra cura e vigilanza esprima la comunione anche nell\u2019unit\u00e0 di un solo Rito, nel quale \u00e8 custodita la grande ricchezza della tradizione liturgica romana. Io prego per voi. Voi pregate per me.<\/p>\n<p>FRANCESCO<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. Sulla Chiesa \u201cLumen gentium\u201d 21 novembre 1964, n.<em>\u00a0<\/em>23: AAS 57 (1965) 27.<a name=\"_edn2\"><\/a><a name=\"_edn3\"><\/a><a name=\"_edn4\"><\/a><a name=\"_edn5\"><\/a><a name=\"_edn6\"><\/a><a name=\"_edn7\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>Cf. CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO, Lettera ai Presidenti delle Conferenze Episcopali \u201cQuattuor abhinc annos\u201d, 3 ottobre 1984: AAS 76 (1984) 1088-1089.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>GIOVANNI PAOLO II, Litt. Ap. Motu proprio datae \u201cEcclesia Dei\u201d, 2 luglio 1988: AAS 80 (1998) 1495-1498.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 796.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 796.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 797.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>BENEDETTO XVI, Litt. Ap. Motu proprio datae \u201cSummorum Pontificum\u201d, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 779.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>BENEDETTO XVI, Litt. Ap. Motu proprio datae \u201cSummorum Pontificum\u201d, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 779.<a name=\"_edn9\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 796.<a name=\"_edn10\"><\/a><a name=\"_edn11\"><\/a><a name=\"_edn12\"><\/a><a name=\"_edn13\"><\/a><a name=\"_edn14\"><\/a><a name=\"_edn15\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 797.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 798.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 797-798.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>BENEDETTO XVI, Epistula Episcopos Catholicae Ecclesiae Ritus Romani, 7 luglio 2007: AAS 99 (2007) 796.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. sulla Chiesa \u201cLumen gentium\u201d 21 novembre 1964, n.<em>\u00a0<\/em>23: AAS 57 (1965) 27.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>Cf.\u00a0<em>ACTA ET DOCUMENTA CONCILIO OECUMENICO VATICANO II APPARANDO<\/em>, Series I, Volumen II, 1960.<a name=\"_edn16\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>PIO XII, Litt. Encyc. \u201cMediator Dei et hominum\u201d, 20 novembre 1947: AAS 39 (1949) 521-595.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>Cfr. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 4 dicembre 1963, nn.<em>\u00a0<\/em>1, 14: AAS 56 (1964) 97.104.<a name=\"_edn18\"><\/a><a name=\"_edn19\"><\/a><a name=\"_edn20\"><\/a> <a name=\"_edn21\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 4 dicembre 1963, n. 3: AAS 56 (1964) 98.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 4 dicembre 1963, n.<em>\u00a0<\/em>4: AAS 56 (1964) 98.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a><em>MISSALE ROMANUM ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI promulgatum<\/em>, editio typica, 1970.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a><em>MISSALE ROMANUM ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. VI promulgatum Ioannis Pauli PP. II cura recognitum<\/em>, editio typica altera, 1975; editio typica tertia, 2002; (reimpressio emendata, 2008).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 3 dicembre 1963, n. 3: AAS 56 (1964) 98.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a><em>1Cor\u00a0<\/em>1,12-13.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 3 dicembre 1963, n.<em>\u00a0<\/em>26: AAS 56 (1964) 107.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. Sulla Chiesa \u201cLumen gentium\u201d 21 novembre 1964, n.<em>\u00a0<\/em>14: AAS 57 (1965) 19.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 3 dicembre 1963, n.<em>\u00a0<\/em>6: AAS 56 (1964) 100.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. Sulla Chiesa \u201cLumen gentium\u201d 21 novembre 1964, n.<em>\u00a0<\/em>23: AAS 57 (1965) 27.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. sulla sacra liturgia \u201cSacrosanctum Concilium\u201d, 3 dicembre 1963, n.<em>\u00a0<\/em>48: AAS 56 (1964) 113.<a name=\"_edn29\"><\/a><a name=\"_edn30\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a>PAOLO VI, Costituzione apostolica\u00a0<em>Missale Romanum\u00a0<\/em>(3 aprile 1969), AAS 61 (1969) 222.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a>Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Cost. dogm. Sulla Chiesa \u201cLumen gentium\u201d, 21 novembre 1964, n.<em>\u00a0<\/em>13: AAS 57 (1965) 18.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera di Francesco ai Vescovi di tutto il mondo per presentare il Motu Proprio \u00abTraditionis Custodes\u00bb sull\u2019uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma del 1970<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9463,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-10048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-riflessioni"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-content\/uploads\/papa-lettera_E.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2XXfi-2C4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10048"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10049,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10048\/revisions\/10049"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.santamariaapparente.com\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}